1033



LORENZO BARBERIS

Mi è capitato di recente di fare delle ricerche sul 1033, anno particolarmente interessante.
Numero primo, ha un suo gemello nel 1031, altro numero primo (sarà tale anche il 1039).

Si tratta di un possibile anno apocalittico, essendo i mille anni dal 33 DC, convenzionale data della morte di Cristo. Se nel 1000 DC appariva il possibile anticristo, nel 1033 esso doveva manifestarsi.

Oltretutto nel 1033 verrebbero bruciati sul rogo i Catari di Monforte d'Alba, nell'attuale zona di Corso Monforte a Milano, che da essi prende il nome.

(vedi ad esempio la guida del Touring Club, qui: http://www.touringclub.it/destinazione/136827/corso-monforte)

Ovviamente c'è chi retrodata al 1028-1030 l'esecuzione (la prima condanna accertata contro i primi proto-catari di cui si abbia notizia) ritenendo che il 1033 sia scelto come data simbolica. 

In seguito per lungo tempo non si avranno altre consistenti persecuzioni contro eretici anche perché i fermenti millenaristici (alimentati dalla ripresa urbana delle città, dove le eresie potevano crescere e prosperare) verranno catalizzati nelle crociate e nei templari, e solo nel '200 riprenderà la guerra sistematica contro gli Albigesi (di Albi in Francia, e non Alba).

Pare plausibile che la dottrina sia simile, caratterizzata dal pauperismo e dalla condanna della corruzione papale, in quanto i residui catari di Alba non eliminati si rifugiarono oltralpe, originando l'eresia albigese. Si tratta di un caso, ma il nome di entrambe le città rimanda al bianco (Albus, bianco), simbolo di purezza, così come il nome dei Kataroi, "i puri". 



La crociata contro gli Albigesi, avviata nel 1209, sarà capitanata, curiosamente, da Simone di Montfort (autore del motto "uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi") che unisce nel suo nome la Simonia papale e il Mons Fortis dei primi catari di Alba (secondo Rodolfo il Glabro, derivanti da presenze gnostiche pregresse, sopravvissute da età romana).

La distruzione definitiva dei Catari nel 1243 avverrà con la presa di Mont Segur, termine che rimanda di nuovo all'idea del Mont Salvat templare, il Mont Fort dei catari di Alba (forse, il Mont Regal dell'attuale Mondovì, che accoglierà i catari nuovamente in fuga tramite le Alpi, in senso inverso).

I templari saranno sciolti invece nel 1313, anno anche della Commedia di Dante: i mille anni dal 313, la Donazione di Costantino, il vero innesco dell'Apocalisse.



Nel 1033 ci sarebbero stati altri segni apocalittici, oltre il rogo del leader albese (Anticristo o Alter Christus?) anche una carestia associata col Cavaliere dell'Apocalisse corrispondente.

Vi fu anche un'eclissi di sole, che cadde il 29 giugno 1033. Il simbolismo del "Sole che si oscura" è palese, e del resto c'è anche nella Passione di Cristo.



In quell'anno (col 1 gennaio 1033) inizia anche del resto il regno di uno dei papi più corrotti, Benedetto IX, di cui la Treccani afferma: "è toccato di rappresentare, nel valore emblematico più significativo e con una peculiarità di motivazioni, in un contesto unico, forse, in tutta la storia del papato altomedievale, il segno della assoluta mondanizzazione e strumentalizzazione del potere papale".

Si tratta del terzo papa della potente famiglia dei conti di Tuscolo; per tre volte rinuncerà e riprenderà il potere papale, come tre pontefici avevano già fatto prima di lui. Il nove è parte, del resto, del suo numero pontificale, numero divino ma anche, simmetricamente, diabolico.

Pier Damiani, nel suo Liber Gomorrhianus lo descrive «...sguazzante nell'immoralità, un diavolo venuto dall'Inferno travestito da prete»; «...apostolo dell'Anticristo, saetta scoccata da Satana, verga di Asur, figliolo di Belial, puzza del mondo, vergogna dell'umanità».

Si tratta infatti del papa che, regnando dal 1033 al 1048 (alternato ad altri pontefici, come detto), chiude il Saeculum Obscurum, il periodo contraddistinto dal caos nel potere papale, che parte dal 888 (caduta impero carolingio) e finisce con lui; dopo parte la riforma cluniacense che, al suo apice, vede il terribile Gregorio VII riuscire a umiliare l'imperatore a Canossa.

Simbolo archetipo dell'età della corruzione è la Papessa Giovanna, donna che sarebbe assurta al soglio pontificio (in verità subito prima di questa età di piena decadenza, nell'850 DC), che verrà eternata anche nelle carte. Ma se lei è l'avvio, lui è la conclusione del processo.



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