Minchiate Progressive



LORENZO BARBERIS.

(Quasi) un anno fa, partecipavo a un interessante evento online: la Minchiata Pentagonale, ovvero un post sarcastico sul 12/12/12, la celeberrima Apocalisse Maya. Il post andava fatto alle 12 e 12, moltiplicando così per cinque il numero fatidico.

Questo blog nasce principalmente come gioco letterario sul complottismo esoterico online, quindi non poteva certo mancare di dare la sua interpretazione dell'evento, che potete trovare qui.

Riccardo Mares, l'ideatore dell'evento, ha rilanciato con queste Minchiate Progressive, che dovranno trarre una conseguenza filosofica dalla sequenza 11 / 12 / 13. 

Ho deciso di non sottrarmi nemmeno a questa ardua sfida, aggiungendo, sul modello dell'evento originale, anche l'ora alla minchiata progressiva: sommando anche l'ora di pubblicazione, le nove e dieci, otteniamo la sequenza 9.10.11.12.13.

L'evento precedente aveva una evidente traccia esoterica nell'ossessione Maya, unita all'ossessione della crisi che si sommava perfettamente con quell'Apocalisse Pop (in seguito, ovviamente, subito dimenticata). Antiche profezie e gruppo Bilderberg, un connubio letale.

Qui, invece, vedo meno l'azione di una minchiata esoterica: la coincidenza di date si presta di più a qualche sapida allegoria d'accatto da svogliato giornalismo italico.

Il modello, a mio avviso, dev'essere l'impareggiabile giornalista che, a un mese dall'11 settembre, iniziava così un suo articolo su uno dei maggiori quotidiani nazionali (non è reticenza, è che proprio ricordo la minchiata e non il peccatore):

"11.10.01. A un mese dalla tragedia, il mondo è preda di una fredda ossessione di controllo e sicurezza, testimoniata anche dalla data, kafkianamente binaria..." o qualcosa del genere.

Senza 11 settembre, invece, l'11.10.01 sarebbe diventato simbolo delle meravigliose sorti e progressive del web, superate le colonne d'Ercole del minaccioso Millennium Bug (altra celebre apocalisse mancata).

Le "magnifiche sorti e progressive"... Leopardi, certo! La metafora più ovvia suggerita dalla sequela dei numeri non può che essere quella di una riflessione sul progresso (in questo clima di crisi strutturale, una riflessione ironica e amara, proprio come quella del buon vecchio Jack nella sua "Ginestra" del 1836).

"Dipinte in queste rive
Son dell'umana gente
Le magnifiche sorti e progressive."

Dice infatti Jack The Writer, parlando dell'eruzione del Vesuvio che ha cancellato Paestum e Pompei milleottocento anni prima. Il testamento spirituale del poeta (una delle ultime liriche prima della morte) irride il progressismo ingenuo dello Stupid Siecle ottocentesco, ma ne fonda in nuce uno nuovo, più materialista: nonostante l'uomo sia in balia delle forze superiori ed ostili della Natura matrigna, deve trarre da questo spunto per una fratellanza universale.

Ricordo che ai primi anni di università, affascinati dal susseguirsi di sigle vegetali nell'ambito della sinistra di allora (La Quercia, l'Ulivo, la Margherita, i Verdi, i cosiddetti "cespugli" che li circondavano...) pensavamo - ironicamente, ma non troppo - a una formazione sanamente razionalista da definire "La Ginestra". Motto, ovviamente, il trittico di versi citati poc'anzi.

In questo ennesimo anno di crisi (la ripresa, ovviamente, è dietro l'angolo), la sequenza della minchiata progressista può quindi ben prestarsi a un amaro sarcasmo sull'eterno declino italico.

"9.10, 11.12.13. I numeri della data sembrano beffardamente suggerire una sequenza progressiva, ma al tempo stesso paiono richiamare i cinque Anni Della Crisi: dopo l'avvio nel '08, infatti, gli anni dal '09 al '13 sono stati caratterizzati da un aggravarsi delle condizioni economiche."

E dopo questa traccia, l'economista di turno può avviare il suo temino.

Se invece vogliamo legare la Minchiata Progressiva alla stretta attualità, va benissimo Renzi contro Civati, mercanzia fresca, pronta da cucinare.

"9.10, 11.12.13. I numeri della data di oggi sembrano beffeggiare Ciwati, il fenomeno del web che avrebbe dovuto contendere all'ovvio Renzi il dominio sul partito, fermatosi invece, appunto, al 14 per cento, dietro perfino al ghost writer di D'Alema spinto, per un'occasione, al ruolo di frontman."

E così abbiamo anche la traccia d'attualità per il brillante notista politico. By the way, in questo caso l'epitaffio di Leopardi si attaglia perfettamente al PD: col Renzi nazionale oltre il 70%, resta poco, per ora, delle magnifiche sorti e progressive, sepolte sotto la giacca di Fonzie e i baci Perugina.

E con questo ho dato anche quest'anno il mio contributo alle Minchiate nazionali.





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