Dylan Dog 329 - ...E lascia un bel cadavere


LORENZO BARBERIS

(Spoiler Alert, as usual)

Il quinto Dylan della rivoluzione dilaniata ritorna alla scelta pop con una citazione della copertina del Sun, il tabloid inglese per eccellenza (ma tagliata, per sicurezza, nel titolo, che potrebbe essere anche "The Nun", ad esempio, per quanto ne sappiamo).



La storia, di Di Gregorio, non è male, ben servita dai disegni di Freghieri, che sa abbandonarsi a belle citazioni frankmilleriane nelle sequenze oniriche.

La storia doppiamente meta-artistica sul fotografo delle star dello spettacolo, alla Helmut Newton, che ne cattura l'anima nel suo rigoroso bianco e nero pittorialista, si unisce perfettamente al metacomics incombente sul Nuovo Dylan, legato alla conclusione in cui il diavolo committente del caso gli fa i suoi complimenti giudicandolo "perfetto per una serie a fumetti".

Un elemento evocato anche dall'editoriale di Recchioni nell'Horror Post, in cui riflette sui rischi delle star, si tratti di cinema o di fumetto, imprigionati comunque nel loro ruolo da un pubblico vorace e spesso crudele.

E quindi l'albo fa il suo dovere, nel complesso, nel contribuire al crescente eternamento di Dylan Dog nel mito di sé stesso, in questa rivoluzione che si vuole restaurazione dei fasti del passato.

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