Clash Of Clans


LORENZO BARBERIS.

Ho finalmente potuto provare il gioco che ha ispirato Ninja Kingdom della Zynga, Clash of Clans (2012) della Supercell, società finlandese sorta nel 2010 e divenuta la nuova rivelazione del mondo dei social games. La sfida a Zynga pare notevole, perché Supercell agisce su un nuovo settore, quello dei tablet e degli smartphone, dove la Zynga non è ancora penetrata.

Il clone su Facebook, di cui ho parlato, è buono: ma Clash of Clans ha una marcia in più.


In sé, anche Clash non introduce elementi innovativi: l'elemento decisivo mi sembra dunque l'azzeccato contesto grafico, che rende particolarmente gradevole la giocabilità.
Lo stile è ancora più cartoonesco, e l'ambientazione medioevale-fantasy, ancora più adatta e suggestiva.


Per il resto, il gioco riprende quindi meccaniche collaudate già accennate dalla Zynga in "Empire and Allies" (2011): una consigliera ci guida nel tutorial e nella costruzione del nostro villaggio fortificato, con lo sviluppo di due risorse (oro per acquistare nuove espansioni, e sangue, estratto dalla linea di ley del villaggio stando alla cornice del gioco, che ci permette di generare nuovi soldati) e diversi strumenti difensivi.




La costruzione del villaggio non è qui un fine (come in Farmville-Cityville, 2009-2010) ma un mezzo per attaccare i vicini, come già in Empire and Allies. Orde di barbari o, meglio ancora, di amazzoniche donne-arciere (che permettono attacchi a distanza) consentono di saccheggiare le risorse avversarie e ampliarci più rapidamente.



Sono disponibili anche veloci coboldi verdi in grado di rubare più rapidamente risorse, ma più fragili, giganti ciclopici per attaccare le difese, e scheletri (anche in mongolfiera) per attacchi suicidi.




Più avanti nel gioco (io sono agli inizi) divengono disponibili nuove unità offensive come le Valkirie e Eroi speciali, che non ho ancora avuto modo di testare.


Divertente anche il trailer, disponibile su Youtube, che fa recitare a veri attori le parti dei componenti del gioco, con un notevole tasso di autoironia, ad esempio sulla tendenza dei guerrieri a sfondare, a volte, muri inutili, o delle abitanti del villaggio che applaudono rivolte a un albero o a un monumento (secondo alcuni, come atto di venerazione).

Molti, tra cui Gamasutra, la rivista di settore del videogame, hanno parlato con Clash of Clans di una rinascita dei giochi strategici nella nuova età del tablet, e in effetti C. of C. ha creato molti cloni, tra cui quello della Zynga è quello di maggior successo.

Da vecchio appassionato di giochi strategici, spero che il trend continui, riuscendo magari nel tempo a offrire giochi di complessità tecnica lievemente maggiore.


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