Il Castello delle Storie Incrociate



LORENZO BARBERIS

Un curioso articolo di Laura Blengino sul "Margutte" esplora il dialogo a distanza, le convergenze parallele tra i titoli dei libri, scoprendo degli schemi di corrispondenza a volte niente male.

E così "La sirenetta" legge gli "Ossi di seppia" di Montale (ma potrebbe anche incontrare "Il corsaro nero" oppure "Il vecchio e il mare" di Hemingway, magari in un "Tifone" di Conrad).

Il gioco in sé è affascinante, specie come spunto di (ri)scrittura postmoderna. Magari componendo uno di quei "romanzi sintetici" in forma di recensione composti da Borges nelle sue magistrali "Finzioni", nel 1947 (il grande padre di tutti noi postmod).

La Sirenetta scopre che il Colombre ha consegnato la perla dei mari al Corsaro Nero, il quale così spadroneggia tramite il controllo del Tifone che gli è consentito dal magico reperto. Ella deve quindi cercare il Vecchio Pescatore di Coleridge, che le rivela che solo un magico Osso di Seppia, custodito da un enigmatico antifascista ligure, può sconfiggere il potere del Corsaro Nero, che serve le demoniache potenze sottomarine di Chtulu e le scatena contro i vascelli infernali: l'Olandese Volante, la Corazzata Tod e la Potionsky. E così via, scrivendo un'altra Ballata del Mare Salato.

Il gioco mi ha dato però lo spunto per altre ipotesi.

Se i due titoli presentano due parole identiche, si può formare un nuovo titolo che identifica un possibile sequel comune.

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Ad esempio, usando il calembour che dà il titolo a questo stesso hermetical blog, "Il Pozzo e il Pendolo" di Poe e "Il Pendolo di Foucault" di Eco possono diventare "Il Pozzo e Il Pendolo di Foucault" di Humbert Allan Coe. Una setta esoterica ritiene che il dominio del mondo spetti a chi pone il Pendolo (quello di Foucault) nel Pozzo, un luogo magico, l'umbilicus mundi, controllato dall'Inquisizione e descritto in modo cifrato da Poe nel suo racconto. Robert Langdon, esperto di esoterismo, scopre infine che il Pozzo e il Pendolo sono simboli ierogamici, e che il rito segreto è un rito di magia sessuale, riuscendo all'ultimo a salvare Sophia, la donna che egli ama, dall'essere la vittima del rito, una volta che anche il cattivo della situazione, l'immorale e immortale Dottor Voldermor (incrocio tra il Valdemar di Poe e il Voldemort della Rowling, ambedue inquietanti non morti), ha scoperto il rito che gli darebbe l'onnipotenza.

Sempre su Eco ci sarebbero altre opzioni, come ci ricorda Laura: In fondo, il nome della Rosa non è che uno dei tanti fiori del Male, e l'Isola del Giorno Prima coincide con l'Isola del Tesoro, Baudelaire nel medioevo e Long John Silver contro i complotti di Richelieu.

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Il gioco funziona anche coi film: "L'avvocato del diavolo veste Prada", ad esempio, di Neiderman e Weisberger (vedi immagine di copertina).

Andrea Sachs abbandona il suo lavoro di reporter dopo l'insperata occasione di diventare l'assistente di Miranda Priestly, la direttrice di "Runway", la più autorevole rivista di moda di New York. Nel suo incarico per la dispotica virago, deve collaborare con l'arrogante Kevin Lomax, dello studio Milton, il prediletto del proprietario, John Milton, spietato pescecane della giustizia newyorkese.

Le sue abilità giornalistiche, mai sopite, la portano a scoprire che sia la Priestly che Milton sono dei satanisti: Milton è il diavolo stesso, la Priestly è, come dice il nome, la Somma Sacerdotessa dei culti diabolici. Lei stessa, scopre, in alternativa a Lomax, è la possibile candidata come Anticristo. "La moda, Andrea!" le rivela Milton, in un'appassionante scena finale. "E' questo lo strumento per condurre tutta l'umanità alla dannazione eterna! Cosa ve ne frega di quegli stramaledetti rinsecchiti bambini africani, se potete avere il vostro fottuto capo di haute couture o l'ultimo modello della playstation!"


Andrea, tuttavia, sottovalutata dal diabolico duo, è riuscita a recuperare il Novem Portis, il volume diabolico che Miranda Priestly custodisce sotto le sembianze dell'inaccessibile Book del giornale, e dandolo alle fiamme riesce a scongiurare l'Apocalisse, prima di tornare al giornalismo impegnato.

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Un'altra bella variante mista è romanzo e film, che offre paralleli notevoli. Indiana Jones potrebbe andare "Alla Ricerca del Tempo Perduto", fondendo il Tempio Maledetto e l'Arca Perduta, titoli uno e due, con la Ricerca del Sacro Graal (L'ultima crociata, titolo tre); e il tutto, ovviamente, con il romanzo di Swann tra casa Guermantes. Proust e Indy sono alleati contro i nazisti nel cercare la Madaleine, che non è solo il biscotto preferito dal melanconico scrittore, ma un simbolo della Maddalena alla Dan Brown, custode dell'eterno femminino e del Graal.

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A volte la fusione si può operare anche se non è perfetta. Ad esempio, "Il Piccolo Principe" e "Il Conte di Montecristo" potrebbero dare "Il Piccolo Principe di Montecristo", partendo da due esempi di Laura. A questo preferisco però "Il Visconte Dimezzato di Montecristo", dove Edmond Dantes ha un solo modo di sfuggire dal carcere perfetto: usare un antico incantesimo (insegnatogli dal cabalista Abate Faria) per dimezzarsi, in modo da apparire morto e fuggire, da apparente cadavere, dalla sua prigionia. Uscito dal carcere, però, le due metà, divise in buona e cattiva, non riescono a unificarsi: se la metà buona ha perdonato tutti i nemici che l'hanno inviato ingiustamente in carcere, la metà cattiva intende vendicarsi non solo dei propri nemici, ma di tutta la città di Parigi, portandola alla distruzione.

La metà buona, conscia telepaticamente di tali obiettivi, riesce a intervenire e fermare, alla fine, la metà oscura, ma solo accettando di riunificarsi. La distruzione totale di Parigi (il Conte Gramo, divenuto il leader della corte dei miracoli, ha minato ogni sotterraneo della città, ed è pronto a farli esplodere) viene scongiurata: il Conte, tornato integro, si dedica alla sua limitata vendetta.

Questa fusione è particolarmente perfetta: il Chateau d'If di Dumas si sovrappone al Castello dei Destini Incrociati di Calvino, divenendo (metaletterariamente) il punto dove i personaggi di storie diverse si incrociano, appunto, per una "If Story" (cosa sarebbe successo se?...).

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Proprio Edmond Dantes mi offre un'altra prospettiva: calembour tra scrittori. Edmond Dantes come fusione di Dante Alighieri ed Edmondo de Amicis. Franti è stato assassinato dai suoi perbenisti compagni, sotto gli ordini del diabolico Prof. Perboni. De Rossi ha ordito il piano, con l'aiuto materiale del suo bodyguard Garrone e la servile complicità di Stardi, Garoffi e Enrico Bottini, anche come rito satanico con cui essi hanno fondato la setta segreta De Amiciis Occultis.

Si è trattato del primo atto che ha spalancato loro le porte della massoneria esoterica, di cui De Rossi divenuto il supremo ierofante al fianco della Maestrina Della Penna Rossa, evidente richiamo alla Donna Scarlatta dell'Apocalisse (come De Rossi è, appunto, il Dragone Rosso). Ora siamo nel 1900: De Rossi, divenuto cardinale, ha ordito l'assassinio di Umberto I per mano di Gaetano Bresci. Egli mira a divenire Papa e ristabilire la teocrazia, approfittando dell'Infallibità Papale concessa dal suo predecessore, cosa che gli consente un controllo assoluto anche sugli arcidemoni infernali (cui promette, una volta ottenuto il dominio del mondo, di proclamare infallibilmente la cancellazione di Dio).

Richiamato in vita dai fidi Nobis e Votini (Votini, per pura invidia contro De Rossi; Nobis, perché non può tollerare il pieno potere a un plebeo) Franti emerge dagli inferi assetato di vendetta, e assume appunto in nome di Edmondo Danteschi. Scopre ben presto di dover combattere una battaglia sui due piani, contro De Rossi sul piano materiale, contro i demoni che lo proteggono sul piano infernale (Lucifero, chiuso nel suo lucido delirio al fondo della voragine infera, non è più in grado di controllare le singole gerarchie diaboliche). Compreso di non poter contrastare De Rossi e le sue schiere infernali, Franti riesce a nominare un altro Dragone Rosso in grado di combatterlo, ovvero Rosso Malpelo, un giovane minatore che ha perduto il padre nella miniera di carbone dove lavora, di proprietà di De Rossi stesso.

Se ci aggiungessimo una punta di Conrad, un buon titolo potrebbe essere "Cuore (di Tenebra)".

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Infiniti mi sembrano poi gli spunti se giochiamo sulla contaminazione tra titolo e autore, mescolato: Philip Dick come autore di Moby Dick lo trasformerebbe in un romanzo cyberpunk, dove il Capitano A.C.A.B. è il capo di una sezione di forze speciali volto a combattere online contro un virus senziente che assume l'aspetto di un gigantesco capodoglio virtuale.

La cosa importante, per chi vorrà continuare questo gioco letterario (di certo non nuovo, ma sempre suggestivo), è credo cercare il massimo grado di contraddizione possibile, fondendo tra loro cultura alta e bassa, per un risultato maggiormente sorprendente.

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