Lo Renzi, Il Magnifico?


LORENZO BARBERIS.

Per ovvie ragioni, sono particolarmente affiascinato dalla figura di Lorenzo Il Magnifico, il padre del Rinascimento ermetico. Il mio nome (non così usuale in Piemonte, all'epoca) si ricollega in una certa misura a questa figura.

Oggi però, sempre da Firenze, emerge un nuovo Magnifico: lo Renzi o, come dicevan tutti, Renzi.
Egli porta con sé un nuovo progetto di Rinascimento (o di Rinascita?) dell'Italia. Se l'onomanzia non è tutta campata in aria (la disciplina ermetica per cui il Nome dell'Iniziato ha un suo rilievo), anche il cognome del nuovo Eletto potrebbe non essere casuale.

Matteo Renzi è di poco più grande di me. Nato nel 1975, passa per il Nuovo per eccellenza, e in una certa misura lo è: grazie alla nomina di Napolitano, è il più giovane presidente del consiglio della storia d'Italia, dal 1861 a oggi. Di poco più giovane dello stesso Mussolini, trentanovenne anche lui al momento della presa del potere; per un soffio, ancora simbolo dei "trentenni", i grandi esclusi dalla gerontocrazia italica.





Ma lo Renzi non è così nuovo. Il padre Tiziano era un consigliere DC nei ridenti anni '80; nel giornalismo giovanile scout firma i suoi pezzi come Zac, rimando a Zaccagnini, idolo della sinistra DC moderata. Nel 1994, mentre Berlusconi si lancia in politica, aiutato da Mike Bongiorno che lo vende come un Rovagnati, lo Renzi è da Mike, alla (ermetica?) Ruota della Fortuna.

Nel 1996 però entra nei comitati Prodi, diventando segretario del PPI nel 1999 (lo sarà, nei vari cambi di nome, fino al 2003) e, quasi per bilanciare gli esordi berluscoidi oggi tanto ricordati, fa una tesi su La Pira, sindaco di Firenze degli anni '50, con Dossetti uno dei dioscuri della DC di sinistra sempre sconfitta da Andreotti.



Proprio a fianco di Andreotti e di Buttiglione presiede un convegno dedicato a De Gasperi, quasi segnando una continuità con la DC di destra, dopo aver omaggiato, con La Pira e Prodi, quella di sinistra.

Dal 2004 al 2009 presiede la provincia di Firenze, nel 2009 diviene il sindaco della città, che governa fino ad oggi con piglio decisionista. Cede Ponte Vecchio alla Ferrari per una manifestazione di lusso, vuole completare la facciata incompleta di San Lorenzo di Michelangelo, abbattere un affresco del Vasari per riscoprire la battaglia d'Anghiari di Leonardo, secondo ipotesi interessante emerse di recenti. Insomma, spesso nelle sue boutade appare il Rinascimento, padroneggiato non come un rispettoso e umile custode, ma come il proprietario personale del tesoro fiorentino. Lo Renzi il Magnifico, insomma.



Il suo "esordio in nazionale" non era stato così brillante: Renzi aveva sfidato l'uomo dell'apparato Bersani, nel 2013, nonostante una chiara preferenza dei media, specialmente quelli berlusconiani:. Maria De Filippi, la onnipotente moglie di Costanzo (anche lui, nella P2, ai tempi...) lo presenta ad Amici nella tenuta alla Fonzie che ne cementifica il personaggio di "Renzie".

Poi però Bersani aveva pareggiato con Berlusconi, venendo costretto a un governo con una figura "terza", gradita ad ambedue: Enrico Letta, uno dei "numeri due" del PD e il nipote di Gianni Letta, l'eminenza ombra berlusconiana.

Curiosamente, oltre ai due Letta come rispettivi "vice", i due "Ber." condividono lo stesso compleanno, il 29 settembre: quasi a voler sottolineare quello che PD e PD-L avrebbero dovuto in teoria aborrire come comunicazione, ovvero l'uguaglianza sostanziale dei due schieramenti.

Comunque, nell'ultimo mese Renzi ha bruciato le tappe: dopo aver asfaltato, col 70% dei consensi, l'anonimo Cuperlo alle primarie della sinistra (Cuperlo, ghost writer di D'Alema, era del resto nome ignoto perfino a quelli della sua area, a differenza di Bersani o altri), ha subito stretto un patto d'acciaio con Berlusconi, per la riforma elettorale del "sindaco d'Italia" (confermato da un ballottaggio o da una esigua maggioranza di poco più di un terzo dei votanti), dichiarando nei confronti di B. "profonda gratitudine" e "perfetta intesa".



Curiosa anche la scelta di incontrarsi nella sede del PD sotto un dipinto di Che Guevara e Fidel Castro che giocano a golf, dando visibilità mediatica a una foto che, in qualche modo, sembra più adatta a un'irrisione "da destra" verso la "sinistra al cachemire", la caviar-gauche dei francesi: uno sport amato dai giornali berlusconiani.

Ancor più scalpore ha fatto però la recente "mossa Kansas City" con cui, contro ogni pronostico, Renzi ha scalzato Letta dal governo, per insediarsi al suo posto. Né Letta, e neppure Monti, potevano dirsi eletti: ma se il primo era almeno uno dei "numeri due" di Bersani, il predecessore, Monti, era stato scelto in un clima (artefatto?) di "emergenza nazionale".

Nel caso di Renzi, assistiamo a un governo "nominato" interamente da Napolitano, senza alcuna parvenza di investitura istituzionale (le primarie del PD sono, di fatto, un fatto privato del partito). Eccezione che si somma all'eccezione del secondo mandato di Napolitano, sempre motivato da ragioni "emergenziali".

Ancora più inquietante appare il fatto che nel 2012 (che oggi appare lontanissimo, politicamente parlando), L'Espresso riuscisse ad anticipare con buona precisione quello che è avvenuto parlando di un misterioso "piano segreto" di Berlusconi per la sua Rinascita personale.

Il documento segreto è qui; l'articolo invece qui.

L'idea è semplice: il PDL è ormai rovinato, come il PD (anche qui: singolare che si sia offerto un assist così generoso a Grillo, nel dire che le due forze sono due volti quasi identici della P. Due, come previsto dal Piano Rinascita di Gelli: due partiti controllati da una sola forza superiore paramassonica segreta).

Berlusconi deve rifondare Forza Italia, con un ritorno allo spirito originario, ma egli forse non potrà più candidarsi: per l'età, o per la possibile interdizione, in effetti sopraggiunta.

Ecco allora che nasce il Progetto Rosa Tricolore: trovare un modo per spianare la strada a Matteo Renzi come capo di un governo condiviso tra forze di destra e di sinistra. Renzi, infatti, avrebbe ancora la credibilità che manca ai tradizionali PD-PDL per fare le riforme gradite.

Nel piano rivelato, le solite riforme liberiste connesse, anche queste, al Piano Rinascita, ma anche al liberismo sui generis di Forza Italia: che vi sia una connessione o no tra le due cose (il fatto che Silvio Berlusconi sia connesso alla Loggia di Propaganda Due del Venerabile Maestro Gelli è fatto abbastanza acclarato, e mi pare non negato nemmeno dal protagonista stesso, che al limite ne minimizza il significato).





La Rosa Tricolore di Berlusconi, e quella di un manoscritto alchemico del '600.
Le somiglianze sono casuali, ovviamente.


Il riferimento a una Rosa Verde - Bianca - Rossa fa però sobbalzare un appassionato di cose ermetiche: è abbastanza noto, infatti, come la Rosa Rossa sia uno dei nomi associato ad organizzazioni pseudomassoniche collegate a un controllo occulto sul modello della P.Due, ma con una più marcata dimensione esoterica.

Il rimando, pare evidente, è ai Rosacroce, il primo nucleo della riorganizzazione dell'Ordine Templare dopo il suo scioglimento con l'accusa di essere diventato un culto esoterico, dedito alla venerazione simbolica del demone Baphomet.

Il mito colloca la nascita di "Rosenkreutz" nel 1378, poco dopo la fine palese dell'ordine dei "cavalieri della Rossa Croce", com'erano detti anche i templari, nati verso il 1111, distrutti nel 1313.

A livello storico certo, invece, la rinascita si colloca verso il 1616, quando l'Ordine Rosa+Croce pubblica i suoi Manifesti, con cui si palesa.

Per la storiografia più "razionalista", esso si era riformato da poco; per quella più esoterica, ovviamente, la continuità segreta durava dal '300, tramite le società muratorie da cui nasceranno infatti, il secolo seguente, le logge massoniche "speculative", ovvero esoteriche: il fondamento della massoneria moderna.

Certo, va detto, come ricorda Eco nel "Pendolo di Foucault" (1988), che la Rosa è un simbolo diffuso in occidente: è certo però, anche in questo caso, che casualmente si è scelto proprio quel nome. Di fronte al sospetto di essere accusati di complottismo, non si poteva scegliere un simbolo differente, più neutro?

Non posso pensare che tra gli uomini di Berlusconi, che indubbiamente ha al suo servizio un efficientissimo sistema di marketing e probabilmente molti para-massoni, non si sia pensato a questa coincidenza abbastanza ovvia per un esperto di simboli, come comunicatore o come "esoterico".

Appare probabile che il rimando sia voluto.


  



La rosa "Alba" e la rosa "Rubea", del resto, sono in alchimia i due volti dell'Albedo e della Rubedo. La Rosa stessa, in fondo, è l'unione dei due colori, che insieme si stemperano, appunto, nel Rosa. Ma, in alcune incisioni del grande Liber Mutus dell'Alchimia, la fusione di Albedo e Rubedo è simboleggiata da un Albero Verde (vedi sopra).



Il Dio Silvano in un mosaico romano. Molto simile al Baphomet.



Franz Von Stuck, Il Dio Silvano. Sì, a Silvio piacerebbe.

Il Verde l'ho trovato meno, personalmente, in connessione ad essa: ma indubbiamente è un simbolo delle forze vegetali a cui la rosa appartiene. Esso potrebbe non essere connesso alla corolla della Rosa, come appare nel logo del Progetto, ma al suo gambo. E poi "Silvius" è indubbiamente legato al Dio Silvano antico, dio delle Silvae, delle foreste, associato al Pan di origine greca, e come lui Padre dei Satiri: una figura che nel medioevo diverrà l'Homme Vert, o anche il Cavaliere Verde.

E non è da escludersi un rimando a Verdini, il mediatore berlusconiano in odore di massonismo, trait d'union tra B. e Renzi (anche per la sua matrice fiorentina).






La Beatrice tricolore di Dante Gabriel Rossetti.

Del resto, il tricolore appare per la prima volta nell'opera esoterica di Firenze per eccellenza: la Divina Commedia di Dante Alighieri. Nel XXX canto del Purgatorio, Dante ha la visione di Beatrice, che appare in veste tricolore. Secondo molti, la vera ragione esoterica del tricolore massonico del Risorgimento (anche qui, una "Rinascita"), più che la tesi razionalista di una "bandiera francese stinta" (personalmente, associo poco allo spirito risorgimentale quello di definirsi come la versione peggiorata di una nazione vicina, amica ma non troppo...). Questi i versi di Dante:

così dentro una nuvola di fiori
che da le mani angeliche saliva
e ricadeva in giù dentro e di fori,

sovra candido vel cinta d'uliva
donna m'apparve, sotto verde manto
vestita di color di fiamma viva.

Beatrice dunque cammina in una "nuvola di fiori" (Rose? Per Dante Gabriel Rossetti, padre dei Rosacroce artistici ottocenteschi, indubbiamente sì), la testa coperta con un candido velo bianco, cinta di un serto di Ulivo, simbolo di pace (ma anche del centrosinistra prodiano, se vogliamo esagerare...), con un manto verde e un vestito rosso fiammante. L'elemento più potente è indubbiamente il vestito "rosso fiamma", il terzo velo, quello centrale, che copre direttamente il corpo mistico di Beatrice. Certo, la simbologia può rimandare alle virtù teologali: il verde della speranza, il bianco della purezza assoluta della fede, il rosso infuocato d'amore della carità. Beatr-IX è la "Potenza di Dio", in quanto associata al Nove, che magnifica il Tre della Trinità, ma anche delle tre virtù che da essa promana. E alle tre virtù sono legate le tre prove finali che Dante supera per accedere al Paradiso.

Il Carducci, nel 1897, collegherà le tre virtù teologali religiose al tricolore italiano, trasformandole però in tre virtù laiche e massoniche: bianco come fede patriottica nell'Ideale dell'Italia, rosso come il sangue versato generosamente per essa, verde come la speranza nel compimento dell'Unità ancora irredenta.

Ma opera anche un collegamento fisico: "Le nevi delle alpi, l'aprile delle valli, le fiamme dei vulcani". Tre rimandi a due elementi naturali opposti, la Neve e il Fuoco, con in più le erbe primaverili come punto intermedio.

Secondo il sito a cui rimando sopra, questa triade potrebbe rimandare al significato esoterico della bandiera francese, dove Rosso, Bianco e Blu rimandano a tre fasi della Grande Opera, e a gradi differenti dell'iniziazione massonica, che in effetti ha gradi rossi, gradi blu e una superiore "fratellanza bianca", il grado iniziatico più alto e segreto. La modifica italiana avrebbe un senso magico mediterraneo ben preciso: forse, aggiungo io, in connessione alla Carboneria come "massoneria del Legno", opposta a quella tradizionale della Pietra.

Comunque, Renzi aveva al tempo già smentito da par suo (in realtà affermando, come si vede):



Il rimando a Gelli non pare così ironico, come quello a Verdini: viene rafforzato quindi da riferimenti più ironici a Jack Lo Squartatore e Capitan Hook come generici "cattivi". In verità, a chiedere all'esoterista Alan Moore, autore di From Hell e Lost Girls, si tratta di due rimandi esoterici tutt'altro che da ridere nel sistema simbolico del massonismo ermetico inglese. Come pure Loch Ness, dove aveva la sua Boleskine House lo stesso Aleister Crowley, poi acquistata dai Led Zeppelin (nella casa morirono il figlio di Plant e il batterista Bonham, con prosieguo di leggende nere).



Jabulon parla a Jack The Ripper. Se volevi essere antiesoterico, Renzi, hai sbagliato indirizzo.

Se fossi un cultore dell'esoterismo complottista, direi che Renzi ha dichiarato di obbedire non ad una loggia ermetica italiana (continuità Gelli-Verdini), ma ad una inglese, e piuttosto occulta (da Jack The Ripper, analogo del mostro di Firenze, a Crowley, il Mago Nero per eccellenza). Anche il rimando a Scipione l'Africano, invece che all'anticiclone caldo dall'Africa, può richiamare l'inno nazionale italiano: non è l'Elmo di Scipio (Napolitano?) la causa ultima dei sommovimenti in atto.

Ma ovviamente, essendo tutto un gioco letterario per mio divertissment personale, non mi resta che fare i miei migliori auguri a Matteo Renzi, perché la sua missione abbia successo. Qualunque essa sia.

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