Avengers Alliance Tactics


LORENZO BARBERIS.

Come chi segue questo blog sa, il mio interesse per i videogiochi (coltivato sull'ormai defunta rivista online "Wundergammer") si è rivolto, dal 2008, all'ambito dei social games, solitamente attaccati ad alzo zero dagli hardcore gamers, ma a mio avviso interessanti sotto il profilo sociologico. A lungo il predominio nell'ambito videoludico è stato tenuto dalla Zynga di Farmville, che appare però ormai in declino. 

Un punto di svolta è indubbiamente costituito dalla Playdom: nata nel 2008, adattò le dinamiche di Farmville a un gioco sullo stile "SimCity", creando Social City, primo videogame a vincere il premio per il miglior social game, instituito in quell'anno. Il gioco fu subito copiato in CityVille, il massimo successo della Zynga, che però segnò anche l'avvio del suo declino.

Playdom venne acquisita dalla Disney in quello stesso 2010: Social City fu chiusa nel 2011, e la casa si dedicò a far fruttare la succosa nuova acquisizione disneyana, la Marvel, la "casa delle idee" dei Supereroi di Jack Kirby e Stan Lee, che stavano avendo una nuova giovinezza al cinema dall'inizio degli anni 2000. (Si evidenzia così anche, tra parentesi, un problema sulla storia dei social games: un videogame del 2011, vecchio per i termini del videogioco, ma non impossibile da recuperare, è ormai impossibile da visionare).

Nacque così "Avengers Alliance" (2012), che vinse nuovamente il premio come miglior social nel 2012 (anche il 2011 era andato alla Playdom, per il suo pregevole "Gardens of time"). Il gioco, affascinante per la presenza dei supereroi Marvel, nella loro lega degli Avengers, era però ancora un po' legnoso nelle dinamiche dei combattimenti, pur essendo comunque di gran lunga superiore a qualsiasi altro social fino allora sviluppato.

Con questo "Avengers Alliance Tactics" (2014), capitolo due della saga, viene introdotto uno schema di gioco tridimensionale che risolve l'unico aspetto problematico del gioco precedente.



Gli Avengers sono la lega di supereroi del mondo Marvel, creata nel 1963 da Stan Lee e Jack Kirby. La prima Lega dei supereroi, la Justice Society, era nata ad opera della DC, nel 1940, e usata ovviamente per combattere Hitler; nel 1960 era stata rispolverata come Justice League, con la rinascita dei supereroi nella Silver Age. Tuttavia, gli Avengers hanno la particolarità, tipica del maggior "realismo" Marvel, di essere un ente riconosciuto dall'ONU, utilizzato ufficialmente per combattere situazioni di crisi a livello internazionale.


Iron Man Cyberpunk

Il videogame segue anche la caratteristica tipica del fumetto di affiancare un eroe celebre ad altri minori, privi di una loro testata. Nel caso specifico, l'eroe prescelto tra i "padri fondatori" degli Avengers è Iron Man (1963), di recente tornato di grande successo coi film con Robert Downey Jr. Iron Man, con le sue armature ad esoscheletro potenziato, è figlio di eroi "privi di poteri" come Batman, di cui condivide la condizione di miliardario imprenditore che usa le proprie ricchezze per creare le proprie "tute potenziate". 

Batman ovviamente è più dark, Iron Man all'apparenza più solare (anche se spesso dietro la positività si celano alcolismo e turbe psichiche), come testimonia l'uso di sgargianti colori primari nella suite meccanica (solo giallo e rosso però, manca il blu a richiamare i colori della bandiera americana, proprio solo degli eroi più patriottici).

Indubbiamente sulla creazione del personaggio avrà inciso anche l'enorme successo di "Starship Troopers" (1959) di Heinlein, con cui Iron Man condivide all'origine il radicale anticomunismo. Inoltre, appare possibile che il fumetto abbia influenzato il genere Mecha del cartone animato nipponico, nato una decina d'anni dopo con esoscheletri potenziati di dimensioni ciclopiche, ma simili come presupposto di partenza. Del resto, gli stessi esoscheletri giapponesi si ridurranno di dimensioni nei successivi Patlabor e Gundam, influenzando l'estetica della fantascienza cyberpunk degli '80.


Black Panther, un cavaliere oscuro

A fianco di Iron Man abbiamo poi vari altri eroi minori. Dopo Iron Man, ci viene fornito in automatico Black Panther, il primo supereroe nero, creato da Lee e Kirby nel 1966, su influsso del movimento delle Pantere Nere di Malcom X nato lo stesso anno (una scelta, per allora, coraggiosa e azzardata). Se Tony Stark era sociologicamente affine a Bruce Wayne, Black Panther richiama Batman nell'aspetto esteriore di demone nero vendicatore. 

Anche socialmente Black Panther è una sorta di Stark/Wayne africano: figlio del re del Wakanda, nazione immaginaria oggetto di attacchi speculativi per i suoi ricchi giacimenti di Vibranio, l'eroe diviene l'incarnazione della Pantera Nera, il mitico eroe nazionale difensore della sua terra, ottenendo forze sovraumane tramite il potere di una foglia dalle proprietà psicotrope. 


La solare Capitan Marvel

Gli altri eroi sono a nostra scelta, man mano che accumuliamo sufficiente esperienza per reclutarne di nuovi, ma il percorso è quasi obbligato. Il migliore supereroe disponibile è infatti la nuova Capitan Marvel, versione femminile dello storico eroe della testata creato nel 1967.

Mar-Vell, alieno disceso sulla Terra ribellatosi ai suoi malvagi compatrioti, i Kree, egli gode di poteri sovraumani, quali il volo, l'uso di attacchi a base di pura energia, e simili. Di fronte alla minaccia di Thanos di Titano, mortifero essere alieno di potenza quasi divina, l'entità benefica Eon lo nominerà Protettore dell'Universo, ascendendo quindi ad un alto livello nella gerarchia marvelliana, come logico per il supereroe che porta il nome della stessa Casa delle Meraviglie.

Egli sarà il primo supereroe importante a morire, nel 1982, con quello che fu un notevole shock nel mondo fumettistico. La morte non avvenne in battaglia, ma in seguito a un cancro sviluppato in seguito alle radiazioni subite nei suoi scontri (anche in questo vediamo la tipica modernità della Marvel). Gli subentrerà Monica Rambeau, in una alternanza di uomini e donne nel costume del Capitano.

L'attuale Capitano, subentrata nel 2012, è l'originale Miss Marvel, spalla femminile del capitano creata nel 1967. Ne ha ripreso il costume, rosso-blu con stella giallo-oro al centro, che fa indubbiamente pensare a quello di Superman, con cui Capitan Marvel condivide le origini aliene e la caratteristica di eroe positivo, "solare".



La demoniaca Black Widow originaria

La quarta scelta dipende da ragioni strategiche personali, ma un'ottima opzione è Black Widow, la Vedova Nera, tra i più antichi eroi Marvel, creata già dalla Timely Comics nel 1940, col personaggio di Claire Voyant, fattucchiera al servizio diretto di Satana, le cui armi sovrannaturali erano maledizioni nel nome del principe delle tenebre.



La Black Widow della Silver Age: meno Devil, più Devilmen.

In seguito però nel 1964 Kirby e Lee riscrissero il personaggio in chiave meno diabolica, come la spia russa Natasha Romanov. Ultima discendente degli Zar, ballerina al Bolscioj, Natasha è un'agente segreto sovietico, vedova del marito (da cui il nome), che diviene una dei principali nemici di Iron Man, per poi alla fine abbandonare la causa comunista e unirsi anch'ella agli Avengers (come la discendenza dai Romanov lasciava già presagire).


Lo scudo dello S.H.I.E.L.D.

Oltre ai supereroi, abbiamo a nostra disposizione un buon numero di - piuttosto inutili, ovviamente - agenti dello S.H.I.E.L.D., il servizio segreto ideato nel 1965 da Nick Fury (1963), altro eroe di Lee&Kirby. Creato come eroe di guerra, venne subito trasformato in agente segreto, e messo a capo di un'agenzia governativa specializzata nel gestire i supereroi.


Heil Hydra!

Similmente, il nemico principale del gioco è l'Hydra, l'organizzazione para-nazista nemica dello SHIELD, mentre lo scenario, basato sulla presenza di realtà parallele comunicanti, richiama un classico dei fumetti Marvel.

Nel primo capitolo del gioco contrastiamo l'AIM, il reparto scientifico dell'Hydra, che va sfruttando Visitiamo una terra alternativa dove il nazismo ha vinto ed è al potere; nel secondo capitolo difendiamo le miniere di Vibranio dagli speculatori, mentre nel terzo lottiamo contro membri dell'Hydra provenienti da una realtà parallela dove i nazisti hanno vinto, incontrando Viper e il nazista Red Skull.

Insomma, un gioco avvincente, nei limiti del social gaming, e fedele all'ambientazione originaria. Un ottimo candidato, fatto salvo il fattore imitativo, per essere il Best Social Game di questo 2014.

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