Manifest-Azione





LORENZO BARBERIS

E' quasi un (gradito) obbligo per questo blog segnalare le prossime iniziative della Meridiana Tempo, l'associazione artistica e culturale monregalese.

Ad Agosto infatti l'associazione, operante a Mondovì Breo, porta una serie di eventi a Mondovì Piazza, che qui elenco dal loro comunicato.

Venerdì 1 agosto: “Manifestando”, mostra delle opere di Marco Roascio con introduzione di Lorenzo Barberis e concerto della cantante e chitarrista Chiara Cortese.

Giovedì 7 agosto: “Fantasie vintage tra arte e moda”, sfilata di abiti d'epoca con introduzione di Rosanna Palumbo; espongono: Brunetta Ellena, Bruna Fulcheri, Sergio Bruno e Lorenzo Avico.

Domenica 10 agosto: San Lorenzo, “... e le stelle, e i desideri. E l'uomo” Magia e musica con Ticket l'Illusionista, letture con Michela Demichelis.

Venerdì il 22 agosto: “Armonia di note e di colore”, con il gruppo rock-folk di Berlino Sleepwalker's Station e le opere del pittore cebano Tanchi. Tutte le serate iniziano alle ore 19, presso il Lori’s Inn, Piazza Maggiore 17.

Come si evince dall'elencazione, mi toccherà di presentare il primo incontro, relativo alle opere dell'amico Marco Roascio.

Roascio, vulcanico come al solito, ha già rielaborato la locandina della mostra in una delle sue composizioni, che ho usato per la copertina del post.


Le altre opere sono tutte rielaborazioni di manifesti legati tematicamente al cibo. Il balletto russo sponsorizzato dalla Mieloteca di Montezemolo (il paese, non il politico-imprenditore) colpisce per la singolarità della fusione che si va ad effettuare. Il termine stesso Mieloteca sarebbe di quelli che avrebbe fatto la felicità del Cuore di Michele Serra, a metà anni '90, per il neologismo nobilitante che sottolinea la natura nobile della gastronomia. "La couture c'est comme la confiture", dicevano i francesi, è come la marmellata, meno ce n'è, più larga la si spalma. Chissà se vale anche per il miele.



Comunque, il contrasto è accentuato dal connubio col Balletto di Mosca, alta cultura in modo quasi paradigmatico (anche per l'ipotetico riferimento alla sinistra storica che Mosca viene ad evocare), ballet che Roascio rilegge in chiave decisamente meccatronica e automizzata, con esiti quasi futuristici, da Ballet Mecanique o marionette futuriste di Depero.




Agli antipodi, la pubblicità del cibo come "sottocosto", senza forme di ritegno. La nota marca di pasta è tramutata da Roascio in una sottomarca cinese, dagli indecifrabili ideogrammi, più rispondente all'idea attuale di una produzione a basso costo. Ma anche qui non si rinuncia a un tocco nobilitante, nel nome altisonante dei Cigni. Quasi un rimando, tramite il Canto del Cigno, al balletto russo sopra evocato. Da notare anche il richiamo ormai immancabile al sito facebook, segno dell'attuale consumismo 2.0.

L'immagine pubblicitaria minima, comunque, non lascia spazio ad altro che la scatola del prodotto, producendo un'opera totalmente geometrica. dal rimando quasi cubista nel suo intersecarsi di cilindri e parallelogrammi. Una Leda con Cigni senza Leda, insomma, reinterpretata in chiave futurista.



In un punto intermedio tra l'elitaria mieloteca e il discount c'è la tentazione casereccia della salumeria. E' una giovane e carina macellaia (ma con faccia sufficientemente popolana, non troppo raffinata ed elitaria) a mettere la faccia sopra i salumi da lei venduti - pericoloso, in tempi di vegan radicali.

Se il miele evocava Montezemolo, meteora della nuova destra politica ormai scomparsa, lo slogan "Metterci la faccia" ha guidato l'attuale premier Renzi nella sua sfolgorante ascesa politica.  Notiamo che tolto lo slogan, il nome del marchio è cancellato. Una ovvia prudenza di Roascio, ma dotata di un senso simbolico: i prodotti pubblicizzati, che esaltano la propria genuinità, sono in verità incomprensibili, indecifrabili. La macelleria evoca rassicurazioni, ma anche inquietudini, come la "macelleria sociale" che i vari governi sono sempre accusati di compiere, nuova e terrificante macelleria di Carracci.

La faccia quindi, spesso, il politico la mette a coprire con un volto rassicurante e pubblicitario le nefandezze che stanno dietro, proprio come una modella in una pubblicità viene a dare una patina di genuinità a un processo industriale.



Volendo, il rimando ai salumi può essere una reminiscenza di Mike Bongiorno, abile a vendere politici come prosciutti (il mitico Rovagnati), che di Renzi era stato il lontano mallevadore (ma di Bersani si diceva a sua volta che aveva la faccia rassicurante da macellaio bolognese, forse per ricordo di Guazzaloca, unico sindaco di destra nella rossa bologna dal 1999 al 2004, che era appunto macellaio).


E dopo l'abbuffata, medita la modella in lieve sovrappeso, Addio Kili Extra tramite la dieta inventata da una snellissima nutrizionista a fumetti, disvelando il paradosso del doppio meccanismo consumistico, per cui si vendono i cibi ingrassanti e poi la dieta per dimagrire. La dietista, notiamo, è un disegno, non una fotografia, a indicare che l'obiettivo proposto è illusorio, non reale.



Fuori dal tema del cibo vi è poi questo schermo televisivo, anch'esso Sottocosto. L'ultrapiatto a trentadue pollici evoca nella forma un possibile quadro, un quadro elettronico che nei volantini dei supermarket è sempre riempito con immagini rassicuranti.






In fondo, se lo osserviamo così, fatta astrazione dal contesto del volantino e dalla rilettura di Roascio, potremmo anche prenderlo per uno dei tanti esempi di Art Pompier contemporanea, basata su una rilettura tardo-impressionistica di un paesaggio rilassante da New Age.


Sarebbe interessante un'operazione di questo tipo: la meta-arte dei pieghevoli dei supermercati. Una ricerca che potrebbe essere interessante avviare, in cooperazione con Roascio, magari.

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