Blog Mog


LORENZO BARBERIS.

E così Renzi il Magnifico ce l'ha fatta. Un altro successo in un quadro nel complesso traballante: la sua candidata, Federica Mogherini, è riuscita dove D'Alema e il vecchio PD avevano fallito, ovvero ottenere il posto di ministro degli esteri d'Europa, il titolo di Lady PESC (Politica Estera - Sicurezza Comunitaria). Essendo questo un governo Popolare-Socialista, i Popolari avevano preso la presidenza, e ai Socialisti spettava quindi gli Esteri, il secondo ruolo più importante. Renzi ha fatto valere il suo 41 per certo (miglior risultato socialista in UE) e ha imposto la sua 41enne.



Con la Mogherini, classe 1973, per la prima volta un blogger va a capo della politica estera europea. La Mog infatti ha un Blog, chiamato appunto BlogMog, che evoca una cosa a metà tra le nazioni di Gog e Magog dell'apocalisse e il Yog Sogoth di Lovecraft. La versione attuale, istituzionale, è del 2012, ma pare che bloggasse anche in precedenza.

Figlia di Flavio Mogherini, scenografo per il grande cinema italiano (tra gli altri, "Il conte Max" di Giorgio Bianchi e "Accattone" di Pasolini, il film collettivo RoGoPaG) e lui stesso regista con film relativamente minori, e di Isa Mogherini, sceneggiatrice e migliore amica della zia di Veltroni.

La Mogherini ha quindi un percorso classico per una certa sinistra romana: dopo il Liceo "Lucrezio Caro" (dove entra nel 1987, dacendo così ancora in tempo ad essere una "giovane comunista" stando alla definizione del Corriere). Dopo l'uccisione di un nero fonda con altri, nel 1989, una onlus antirazzista, "Nero e non solo"; entra nella sinistra giovanile nel 1996, ovviamente veltroniana nella Roma del vicepremier dell'Ulivo di allora. Si sposa poi con Matteo Rabesani, l'assistente di Veltroni sindaco di Roma. 

Stando al suo stesso blog si è inoltre laureata (ma quando? presumo non in corso, dato che il sito non lo dice) con 110 e lode in Scienze Politiche alla Sapienza di Roma, con "una tesi sull'Islam politico fatta durante l'Erasmus all'Istitut de Recherche e d'Etudes sur le Monde Arabe et la Méditerranée (IREMAM) di Aix-en-Provence, in Francia". 


Un elemento, quello della competenza sull'islam politico, che lei stessa quindi sottolinea, ed è quello che la destra non le perdona, più ancor che la tesi le visite in Palestina dove si fa ritrarre a fianco di Arafat. Nel 2001 comunque è nel direttivo nazionale DS, nel 2003 si occupa degli esteri.


Nel 2008, con Veltroni candidato, diviene per la prima volta parlamentare. Dopo la disfatta Veltroni lascia, e lei passa a Franceschini. 

Oltre ad essere blogger, la Mogherini twitta dal 2012 (il grande boom di Twitter in Italia è nel 2011) come FedericaMog, e in quell'anno si batte contro Renzi con tweet infuocati. Franceschiniana, è rieletta al fianco di Bersani nel 2013.




Non ci vuole molto per un rapido cambio di strategia, e sempre nel 2013 è divenuta pienamente filorenziana alle primarie che questi vincerà al 70% contro il debole Cuperlo, a fianco sempre del suo previo leader Franceschini. 


Renzi, stando al Fatto, la colloca a capo degli Affari Internazionali del PD per aver contribuito a far entrare il PD nel Partito Socialista Europeo senza più i distinguo dei vecchi DC (Renzi viene da quell'area, ma ha sempre mal sopportato l'arte di spaccare il capello in quattro di democristiana memoria: per cui, veltronianamente, onora De Gasperi e propone di mantenere la Festa dell'Unità). Inoltre, la chiama poi come ministro degli Esteri nel suo governo, il nome più nuovo e più sorprendente. 

Così Federica fa una carriera istantanea, molto più rapida delle altre due neorenziane di ferro, Marianna Madia e la più nota, Maria Elena Boschi. Il pragmatismo renziano del resto non ha mai avuto problemi a reclutare chi saltava sul carro del vincitore, il suo, se era una figura convincente. E Federica evidentemente l'ha convinto.





Non solo a marzo 2014 Renzi la mette ministro degli esteri, riuscendo a rottamare Emma Bonino e i sovradimensionati radicali, ma ora, dopo nemmeno un anno, riesce a proiettarla direttamente a Bruxelles come plenipotenziaria europea del PD, forte del suo 40%.


Vignetta di Maurizio Boscarol che ironizza sulla snervante attesa della Mog per avere il suo ruolo.


I media di altri paesi, Le Monde e il Financial Times in particolare, hanno criticato la sua nomina a SuperMinistro degli Esteri, ma davvero contrari sarebbero i paesi dell'Est Europa, che la vedrebbero troppo timida con Putin. Per bilanciare l'impasse, gli si è dovuta concedere, pare la presidenza polacca di Donald Tusk.

Mogherini è stata fortemente spinta da Renzi: per ottenere una indubbia vittoria personale? Indubbiamente. Ma, forse, c'è qualcosa di più, o almeno è da sperarlo, e che il piazzare una fedelissima in quel posto faccia parte di un piano di Renzi più vasto. Ormai la pura immagine conterebbe fino a un certo punto.



La Mogherini invece piacerebbe ai partner occidentali, al di là delle critiche giornalistiche, in vista della sua debole esperienza, che consentirebbe alle varie diplomazie nazionali di continuare in autonomia rispetto al difficilissimo scenario internazionale futuro, tra le tensioni con la Russia in Crimea e l'avanzata dell'Isis.

Ma non è detto che invece la Mogherini, da buona renziana di ferro, cerchi almeno superficialmente un certo attivismo, anche per favorire il partito in generale con un suo eventuale - o anche solo apparente - successo. La sua posizione è relativamente morbida su Putin, e ovviamente filoislamica come detto, quindi se vi sarà un suo influsso sulla diplomazia UE, dovrebbe essere nel senso di frenare l'interventismo (che, dato il periodo di crisi, non è detto che sia un male).

Non ci resta quindi che fare al nuovo superministro europeo i nostri migliori auguri.
Temiamo che ne abbia bisogno.

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