Diabolus In Musica III



LORENZO BARBERIS.

Come tradizione ormai da tre anni, si è tenuta anche quest'anno "Diabolus in Musica", l'Off della mostra dell'artigianato organizzato da alcuni amici. Mi è stato chiesto, come al solito, di portare qualche quadro per la parte espositiva, e mi sono rivolto ai soliti Gianni Bava e Marco Roascio, che hanno così esposto alcuni dei loro lavori.

 

Gianni ha portato le sue riletture delle poesie di Attilio Ianniello, già presentate alla fondazione di Margutte un paio di anni fa, una sorta di Rorscharch poetico dove le macchie colorate paiono rimandare al lettore l'onere dell'interpretazione, influenzandola però subliminalmente.

Le poesie di Attilio, assieme ad altre tratte da Margutte, erano poi presenti anche nella mostra ufficiale di Persea, che le aveva rilette in forma scultorea; Margutte aveva organizzato poi un reading delle stesse nella cornice della mostra. Quindi la scelta di queste opere era abbastanza indovinata per quest'edizione della mostra.



Marco Roascio ha portato invece la sua recente ricerca, basata su manifesti da lui recuperati (alla Mimmo Rotella, ma basandosi solo su quelli "morti di morte naturale", ovvero già staccatisi autonomamente, finché il comune, almeno, non gli concederà come a Rotella una "licenza d'uccidere" indiscriminata).

Egli interviene sul manifesto con il suo solito stile, modificando a suo piacimento e trasformando così la pubblicità originale in qualcosa di più ermetico e inquietante. A volte le opere che ritrova sono frammentarie, come il pezzo rosso in copertina, che danno così origine a shaped canvas alla Frank Stella.




Durante la mostra Roascio ha lavorato su un cartellone staccato (di cui possiede due copie) che è stato affisso in abbondanza dalle nostre parti, relativo a un noto parco acquatico. L'opera era già stata elaborata da Roascio in una fase precedente, in cui operava su scatti fotografici dei cartelli stessi, e ora sarà soggetta a nuove rielaborazioni.

Da notare, innanzitutto, la curiosa "correspondance" con un pezzo di Gianni Bava presente in mostra.


La rielaborazione, coloratissima come del resto il manifesto di partenza, riprende il giallo della base trasformandola in una spirale che avvolge la fanciulla protagonista; sullo sfondo, similmente, appaiono altri elementi meccanici astratti che si inerpicano verso il cielo, mentre la stessa ragazza diventa cyborg, con le aggiunte al collo e ai capelli.





Altro omaggio di Roascio alla Mostra è stata la rielaborazione di questo piatto di ceramica di design monregalese anni '20 rielaborato in numerose varianti (qui sono presenti solo quattro elaborazioni ma la tiratura totale è di otto pezzi). Una elaborazione ironica, come vediamo, che trasforma il piatto in ogni tipo di forma circolare dotata di un possibile senso, così come gli elementi di decorazione che vengono, allo stesso modo, trasformati.



Un omaggio alla mostra, quindi, che si lega forse al fatto che Roascio ha proseguito la sua performance anche all'interno della mostra ufficiale, in Piazza Maggiore, dove ha esposto anche questo manifesto semi-cancellato particolarmente affascinante.

Trovo che - non so perché - la ricerca di Roascio sia particolarmente interessante in questa rilettura del volto femminile.

Forse - azzardo - perché il volto femminile in pubblicità è una fin troppo facile metafora del ruolo femminile nella nostra società: facile bellezza per vendere un prodotto, ma bellezza che si consuma rapidamente, e viene altrettanto rapidamente cestinata. Recuperandola, Roascio le ridà dignità artistica, con una sottile operazione critica. A questo punto, Roascio dovrebbe forse valutare anche l'incorniciatura di questi pezzi in una cornice di prestigio, laccata oro, magari vagamente barocca (magari partendo da frammenti più piccoli che un manifesto colossale) che consenta di evidenziare il contrasto. A purissimo titolo d'esempio:



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Insomma, una riuscita edizione di quel Pop monregalese che, in modi e tempi diversi, Bava e Roascio oggi rappresentano come perni centrali. In attesa, magari, di nuovi e giovani artisti che si possano aggiungere per una più completa ricognizione di questa new wave monregalese.


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