Macumba, che sorpresa!


LORENZO BARBERIS.

(Uno dei miei soliti pezzi ironici sull'esoterismo cuneese. Disclaimer: non prendete il tutto come oro alchemico colato, ma come un puro gioco letterario, nel segno del Pendolo di Foucault!)

Ultimamente ho un po' trascurato il blog, ma una recente notizia di politica nazionale mi ha offerto l'occasione per un nuovo post di carattere esoteric-pop.

Ancora una volta, bisogna dire grazie a Roberto Calderoli. Il Vicepresidente del Senato ha infatti sconfitto un serpente di due metri, impresa eroica quant'altre mai e già di per sé meritevole di ammirazione. Ma, in più, Calderoli ha fatto entrare l'occultismo nel mainstream della politica italiana, rivelando che il mostro ("avete mai visto, qui, serpenti di due metri?") gli sarebbe stato inviato dal padre dell'ex ministro Cecile Kyenge tramite una Macumba.

Devo dire che l'uso del corretto termine bantu "macumba" per indicare la magia africana (anche se poi più nota come afro-americana, dopo la sua esportazione in Brasile) mi ha colpito: particolarmente precisa per gli standard leghisti.



Calderoli del resto è una figura singolare e, oltretutto, tramite la fidanzata Gianna Gancia, collegato alla Provincia di Cuneo. Gianna è l'ultima presidente della Provincia, organo abolito dal governo Renzi: la più giovane, l'unica donna, la definitiva. Così, Calderoli è per sempre il First Lord in carica della nostra provincia, con la gioia, sono sicuro, di molti miei conterranei.



Nato a Bergamo nel 1956, laureatosi chirurgo nel 1982 (a ventisei anni, quindi in corso per medicina), entra nella Lega degli esordi. Nel 1992 è deputato, nel 1993 è Presidente della Lega, poi Segretario (1995). Nel 1996 Bossi avvia il nuovo rito ermetico della Lega, risalendo il Po verso il Monviso per raccoglierne l'Acqua nella sacra ampolla graaliana: l'anno dopo (1997) nasce anche tutto un nuovo rituale celtico. Nel 1998, Calderoli è fra i primi dirigenti a sposarsi col nuovo rituale celtico-padano della Lega, impalmando la sceneggiatrice Sabina Negri.



Nel 2001 la Lega torna con Berlusconi e al Governo: Calderoli si dimette da segretario e diviene vicepresidente del Senato, per la prima volta. Nel 2004 prende il posto di Bossi come Ministro delle Riforme Istituzionali. Attua la presente legge elettorale (2005) che, a Matrix di Mentana il ministro definisce orgogliosamente "una porcata": la riforma è pensata per impedire la vittoria della sinistra. Egli dà così alla sua riforma il nome di "Porcellum".



Ovviamente sulla stampa si sprecano le ironie sulla (ipotetica: per me non c'è per nulla!) somiglianza tra un suino e Calderoli stesso. Lui non sembra prendersela troppo e, da ministro, ha ancora tempo di cavalcare l'onda delle vignette anti-islamiche del 2006: in trasmissione, si apre la camicia come Superman e mostra le vignette antiislamiche in diretta, nel terrore del conduttore.



L'astio contro di lui si accentua dopo che, nel 2007, tornato molto temporaneamente all'opposizione del secondo governo Prodi (viene mantenuto però nel suo ruolo di vicepresidente del Senato), farebbe pascolare dei maiali sul presunto nuovo sito della moschea di Lodi.



Nel 2008 il Prodi II crolla, e torna trionfale Berlusconi. Calderoli ha di nuovo il suo ruolo di ministro delle riforme istituzionali, col nuovo nome di riforme per la Semplificazione legistlativa; compito che espleta perfettamente armato di un lanciafiamme, dando fuoco alle leggi che ha eliminato.


Nel 2009 la nuova fidanzata Gianna Gancia, come detto, diviene l'ultima Presidente della Provincia di Cuneo, e così Calderoli ne è il nuovo, e definitivo, First Lord. Mi colpì sempre il fatto che in campagna elettorale, sul giornale "Idea", chiamata a spiegare il suo libro preferito, la Gianna Gancia citasse "Il maestro e Margherita" di Bulgakov, dove il Maestro è il Demonio. Calderoli confermerà questa sua suggerita immagine diabolica di lì a poco, con la detta performance del lanciafiamme, nel 2010.

Nel 2011 cade il governo, e dopo la transizione di Monti e l'ascesa vertiginosa dei Cinque Stelle si giunge a un nuovo Governo Letta (2013). Calderoli è, indovinate un po'?, Vicepresidente del Senato, ruolo che ormai gli appartiene quasi per diritto (quando non è ministro delle riforme istituzionali).


In questa veste particolarmente consona il principe del Senato si distingue negli attacchi alla Kyenge, il primo ministro nero della storia della Repubblica, che "lo fa pensare a un Orango". A me tutta la faccenda fa invece pensare a "Man on the moon" (1999) di Milos Forman, con Jim Carrey nella parte di Andy Kaufman; ma nell'ambito della sinistra lo sdegno contro Calderoli giunge ai massimi livelli.


In risposta, addirittura, il padre della stessa Kyenge avrebbe eseguito un rito per "scacciare lo spirito malvagio da Calderoli". Formalmente Mister Kyenge non se la prende con Calderoli, ma a giudicare dalle foto del rituale non è esattamente rassicurante.

In una videointervista Kyenge spiega il rito in ottimo francese: Kyenge è nome che significa "capo", capovillaggio, come egli è; gli otto denti che porta al collo, di leone e leopardo, rappresentano gli otto capi che sono venuti prima di lui; il simbolo al centro, che simboleggia una gallina (Kikoko), è il simbolo iniziatico scelto da lui per il suo "regno" come "essere supremo" del villaggio, mediatore con gli antenati e, tramite essi, con Dio. Un capo dunque religioso, in grado di performare rituali. Ma, di sicuro, se ha detto che non ha fatto un sortilegio negativo, mi pare sia giusto credere alla sua versione.


Poi arriva lo tsunami Renzi, Bersani cade da segretario PD, Letta da premier, e Renzi avvia la riforma istituzionale per abolire il Senato e "rafforzare la governabilità". Nel 2014 così Calderoli diviene immediatamente uomo-chiave, che può sbloccare molte porte con la sua esperienza istituzionale ormai pluridecennale. Si fa crescere una corta barbetta da intellettuale, e diviene l'idolo delle nuove e vecchie renziane, della prima e dell'ultima ora, Boschi e Finocchiaro (con diversi gradi d'entusiasmo, parrebbe). Un'aureola di luce ne suggerisce la santificazione, o quasi, nonostante lanci un assist ai giornalisti per definire la sua seconda rivoluzione industriale: "è una merdata". Laconico come al solito, potrebbe aver appena dato vita al Merdellum.

Ad ogni modo, già quest'ultima battuta fa percepire l'insofferenza del Superman calderoliano alle strette maglie dell'età renziana. Ed ecco allora una nuova impresa dell'eroe, vittima della "maledizione nera", attento come al solito a scegliere un simbolismo zoomorfo che non si presti a battute volgari e scontate. Inoltre chief Kyenge, di fronte alla richiesta di un commento, ha alluso che un serpente è un pessimo segno (un riferimento, forse, al serpente cosmico egizio Seth-an, al centro della venerazione della magia oscura anche africana).

Il Serpente di Calderoli, la definitiva rinascita dell'Eroe.

Ma sia chiaro: non credo affatto che si tratti di una trovata pubblicitaria: l'eroe sembra autenticamente preoccupato, allegando su FB una serie di gravi sventure capitategli, e addirittura si propone di chiedere aiuto a Papa Francesco, per un esorcismo di sufficiente potenza. Non gli resta che chiederglielo, la prossima volta che lo vede.









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