Dylan Dog 302 - Il Delitto Perfetto


LORENZO BARBERIS

Spoiler alert as usual.

Mentre attendiamo finalmente il pieno avvio, con la fase due, del Rinascimento Dylaniato, le ristampe in edicola ci portano "Il delitto perfetto", il secondo numero dopo il 300, con Luigi Mignacco alla sceneggiatura, e Brindisi ai disegni.

La copertina di Stano, piuttosto svogliata, non rende ragione alla storia e fa a pugni col titolo, anonimo ma coerente con la trama. Forse il caso di massima divergenza nella storia del personaggio, a danno di un racconto invece affascinante, non fosse altro che per l'espediente delle storie multiple concatenate, sempre intrigante a mio avviso (e di difficile e "generosa" scrittura).

La storia è abbastanza amata dal fandom dylaniato, che si è sentito citato in questa storia che mette al centro un ipotetico forum di appassionati di Dylan. Curioso che la storia anticipi il rinascimento dylaniato di Roberto Recchioni, che si è basato anche su una massiccia presenza online. Si tratta, tra l'altro, nella prima uscita, del primo numero dopo la scomparsa di Bonelli, con tanto di lettera di Sclavi, e quindi ancora più emblematico nella sua metaletterarietà.

La prima tavola, magistralmente, ci mostra Dylan nella parte impossibile di un freddo assassino, che ha appena ucciso Mark Question ("segna la domanda"...) in atto di pubblicare un volume diffamatorio su di lui, "Who is the charlatan?".

Il forum "Dylan Dog Web Club" (esistono vari forum con questo nome, tra l'altro) va subito in fibrillazione, in particolare gli utenti Merlino, Suspiria, Darkman che conosciamo a pagina 8, assieme al Dottor Why, l'amministratore del forum, che avvia le speculazioni dei forumisti (l'icona del Dottor Who, la cabina telefonica spazio-temporale, è un distrattore che cerca di non farci intuire la vera identità, mentre al tempo stesso lo sceneggiatore ci offre un grosso indizio per individuarla da subito).

I forumisti sono l'opposto del loro nickname fascinoso: Merlino non è "un vecchio saggio" come lo credono gli altri membri, ma il classico ciccione mantenuto dalla madre, sempre attaccato a internet; Suspiria è una ragazza dark-emo anch'ella abbastanza sovrappeso mentre il cinico DarkMan è in verità un impiegato vessato dal capufficio.

Sua è la prima ipotesi, illustrata in un primo racconto. Question sarebbe stato morso da uno Yeti, e divenuto Yeti lui stesso sarebbe tornato a Londra, dove con il freddo avrebbe iniziato a uccidere. Dylan Dog sarebbe quindi stato costretto a ucciderlo.

Storia, come gli osservano gli altri, poco consona al canone, in quanto Dylan raramente uccide (forse Darkman il cinico rappresenta quella fetta di lettori stufi del Dylan buonista).

Da notare che a p. 30 notiamo il condizionatore sullo zero nominato ostentatamente "fan", "ventilatore" in inglese, ma anche rimando ai fan. Medda, autore di molti Dylan "metaletterari", ha scritto un celebre articolo "Fan non vuol dire ventilatore", per alludere ai "fanatici" dylaniati (e Bonelliani in genere) e alla loro ossessione sul loro eroe.

"Non è successo niente", di Suspiria, richiama il titolo del celebre romanzo intimista di Sclavi nel 1998, pietra tombale del ciclo della "Circolazione del sangue" (fine già iniziata con "Le etichette delle camicie"). Suspiria vuole un Dylan sentimentale, e la storia della tipa che scompare è perfetta a darle quello che vuole.

La storia di George / Merlino, "Lo scrittore fantasma", mostra fin dal titolo l'aspirazione a divenire lui stesso uno scrittore, e quindi connota questo fan come il critico-wannabe-cartoonist non disinteressato nei suoi giudizi. La storia è di quelle dotate di messaggio sociale, che non piacerebbero a DarkMan, anche se in realtà ben orchestrata. Lo scrittore Question è uno zombie, il ghost writer Quentin un fantasma che possiede Dylan e uccide lo scrittore-mortovivente che egli aveva tenuto artificialmente in vita.

Ovviamente, si scopre nel finale, è lo stesso Question (Dottor Why...) ad aver fomentato il dibattito tramite una falsa notizia, per creare clamore su Dylan nell'occasione dell'uscita del suo libro su di lui. Il finale in cui viene realmente ucciso da Dylan Dog è una classica chiusa horror che sigilla in modo per me perfetto questo bel divertissment di Mignacco.

Viene il dubbio, davvero, che Recchioni sia una sorta di Question, e che i numerosi haters che si scatenano contro di lui - e che il nuovo curatore non disincentiva - siano soltanto una sua differente maschera. O almeno, questo sembrerebbe il livello metaletterario possibile, specie in questo (fortuito) momento della storia letteraria del personaggio.


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