Niki de Saint Phalle


LORENZO BARBERIS.

Nell'ambito dell'esoterical pop, l'artista francese Niki de Saint Phalle gioca indubbiamente un ruolo interessante.

L'artista ha infatti realizzato una scultura del diavolo in stile moderno che è ripresa dall'immagine esoterica del Baphomet, così come codificato a metà ottocento da Eliphas Levi.


Ho visto per la prima volta questo coloratissimo Bafometto presso il Museo d'arte contemporanea di Nizza, e incuriosito ho cercato maggiori informazioni. Ho scoperto facilmente che si trattava di un modello per il Giardino dei Tarocchi, realizzato vicino a Capalbio dall'autrice nel 1979, assieme al marito Jean Tinguely e a una nutrita schiera di artisti assistenti.


Un luogo esoterico poco conosciuto, che prima o poi voglio visitare, se mi sarà possibile.


Per ora, non posso che notare come il vivace cromatismo delle opere di Niki de Sainte Phalle deriva certo dalla tradizione dell'avanguardia - Matisse e Picasso variamente amalgamati - ma anche dagli sgargianti colori primari delle carte dei tarocchi rinascimentali.

Se nel tarocco però il colore, vivace, ha un ruolo e una compartimentazione rigida e precisa, Niki tramuta il suo diavolo in un Arlecchino, figura carnevalesca di derivazione demoniaca, derivato dall'Alichino citato da Dante, che è il nordico Helleking, il Re degli Inferi, ovvero l'Hellequeen, al femminile.

La vagina dentata aggiunta da Niki de Saint Phalle al centro del suo demone fa propendere, nel suo caso, per la seconda ipotesi; del resto, il parco è il più vasto complesso scultoreo dedicato interamente a una scultrice.

Niki nasce nel 1930 in Francia da un nobile banchiere francese e un'attrice americana. L'anno sbagliato: nel 1929 la crisi globale ha mandato all'aria gli affari del padre; la famiglia si trasferisce in USA nel 1937. Niki viene inviata a una Convent School, ma ne è espulsa nel 1941. Legge Poe, e nel 1944 è nuovamente espulsa per aver dipinto di rosso una statua del college. La direttrice suggerisce un trattamento psichiatrico.

In seguito, l'artista rivelerà di essere stata molestata in questi anni dal padre e dal fratello, elemento che ritorna nell'aggressività di alcune delle sue prime opere d'arte, come vedremo.



Raggiunta la maggiore età, Niki inizia una carriera di modella nel 1948, lavorando per Vogue, Life e altre riviste di moda.

Nel 1950, a vent'anni, sposa il coetaneo scrittore Harry Mathews (l'unico scrittore americano ad essere ammesso all'OULIPO francese) con cui ha una figlia nel 1951. Nel 1952 la coppia torna in Francia; dopo una crisi nervosa nel 1953, Niki inizia una serie di terapie psichiatriche, che includono inizialmente anche l'elettroshock. L'autrice inizia però anche ad avvicinarsi all'arte come strumento terapeutico, inizialmente sulla scia del cubismo imperante.


Classe di ballo, 1953

Nel 1955 visita Barcellona, e la scoperta di Gaudì condiziona la svolta verso l'arte. In particolare, l'artista è affascinata dal Parco Gueil, labirinto ermetico creato da Gaudì tra 1900 e 1914, patrimonio dell'umanità.

Nel 1956 la prima personale. L'aggravarsi della sua malattia nervosa nel 1958 manda in crisi il suo matrimonio. Niki conosce lo scultore Jean Tinguely, che con le sue sculture, vicine ai mobiles di Calder, va superando la scultura celebrativa fino allora prevalente anche nell'avanguardia. I due avviano una relazione, e nel 1960 Niki lascia il marito.




 Nel 1961 la sua prima ricerca famosa, gli Shootings, in cui Niki predispone sulla tela dei palloncini colpi di colore e poi spara, generando così il dipinto di una figura maschile. Niki dichiara di sparare al padre e al fratello, responsabili di abusi nei suoi confronti, ma anche al marito e in generale a tutto il genere maschile.


La performance, con la sua radicalità, la rende famosa. Rauschenberg, compagno di avanguardia in questi anni, la ritrae in una foto inquietante come matriarcale Dea dei Serpenti cretese, il volto diviso in due che rappresenta i due volti della dea, quello creativo e quello distruttivo, terribile.

Al di là del femminismo combattivo (paradossalmente il contrasto col cognome, reale e non d'arte, Saint Phalle, che pare quasi evocare sarcasticamente il "Santo Fallo"), la riflessione sull'arte è acuta e in linea con altre ricerche del periodo, come i tagli di Fontana (iniziati nel 1949). Il taglio sulla tela, vistosamente femminile, rende il pennello un'arma di stampo fallico. Arma bianca in Fontana, arma da fuoco in Sainte Phalle, che pone la distanza nel suo rito rovesciato.


Dopo la pars destruens, Niki passa poi però alla pars costruens, che è quella che le dona la vera e meritata fama, più che l'estemporanea performance aggressiva. Dal 1963 in poi elabora le Nanas (vezzeggiativo francese, vagamente spregiativo, per indicare una ragazza), le sue grandi figure femminili, decisamente matriarcali, grandi Veneri preistoriche che celebrano il potere femminile, distrutto radicalmente quello maschile.


A Stoccolma, nel 1966, Niki realizza Elle, la sua Nana più monumentale, alta 6 metri, larga 9 e lunga 28. La scultura permette una visita interna, entrando ovviamente dalla Vagina. I due seni ospitano un bar e un osservatorio astronomico, dimostrando il ruolo nutritivo della donna ma anche la sua connessione all'archetipo cosmico (la via lattea che cade dal seno di Giunone).




A cento anni dall'Origine del Mondo di Courbet (1866), l'opera di Saint Phalle ampliava tale provocazione rovesciandola in chiave femminista. Da notare la ripresa di Duchamp, negli anni '20, che già suggeriva l'identificazione donna / madre terra sviluppata da Niki (la donna degli Istant Données tiene in mano una fiaccola, come il diavolo dei tarocchi, tra l'altro).



Nel 1968 Niki torna su Vogue, non più come modella, ma come artista. Siamo nell'anno della contestazione globale, e le sue Nanas femministe, matriarcalmente opposte agli standard ufficiali di bellezza, ben si inseriscono in questo trend.

Intanto continua la sempre più intensa collaborazione con Tingueli, compagno di arte e di vita, che sfocia in nuove sculture di grandi dimensioni, come Il Ciclope (1970) dove, come possiamo notare, la figura maschile non è più tratteggiata in modo negativo.



Nel 1971 Niki divorzia e si sposa con Jean Tingueli, che divorzia a sua volta dalla moglie pittrice Eva Aeppli.


Il 1972 una nuova figura maschile positiva, il Golem, è costruita da Niki a Gerusalemme, con un forte valore simbolico per il protettore del popolo ebraico. Se Il Ciclope era opera maschile ancora più di Tinguely, questa è interamente sua e decisamente positiva nel ruolo e nella forma a suo modo protettiva, accogliente, come è proprio del ruolo del Golem stesso.


Poco dopo arriva Daddy (1973), opera fortemente inquietante che usa il nuovo stile colorato e apparentemente "decorativo" (nelle visioni critiche più riduttive) per una ripresa inquietante della critica al maschile distruttivo.

Il padre parla (o pensa) ancora della bambina che concupisce, ma ormai la figura femminile libera della Nana sfugge ai suoi schemi. L'uomo è bendato e rinchiuso in una bara, che è il corpo centrale di un uccello dalla testa di colomba e gli artigli di rapace, che stringono il suo nome scritto, sembra, in candy bars poco rassicuranti.



La vera e propria Grande Opera di Niki de Saint Phalle è la rilettura degli Arcani Maggiori operata in Toscana, nel Giardino dei Tarocchi.

Nel 1974 Niki si ammala di un ascesso causato dai materiali sintetici usati nelle sue costruzioni. Durante la degenza incontra un'amica di giovinezza, Marella Agnelli, la moglie di Gianni padrone della FIAT, e le parla del suo sogno di un parco scultoreo, ottenendo così uno spazio nei domini della famiglia.


Nel 1975 si occupa ancora di un altro progetto, un film dai tratti autobiografici, Un Sogno Più Lungo della Notte; ma dal 1976 inizia il lavoro di progettazione del parco, cui si dedica nei decenni seguenti.



Il lavoro la impegna dal 1978 al 1993 (il parco sarà aperto solo nel 1998). L'ispirazione è, certo, il Parc Gueil di Gaudì, che l'autrice ha scoperto all'avvio della sua carriera artistica, ma anche Bomarzo, il Bosco Sacro degli dei costruito a metà '500 da Vicino Orsini con l'esecutore Simone Moschino.

Se già da Elle (1966) in poi la scultura di Niki si qualifica come Scultura-Architettura, Scultura-Casa visitabile, abitabile, qui la cosa sarà messa in pratica realmente: l'artista nel corso del lavoro vivrà in alcune delle strutture in progress, concretamente abitabili.

Dal 1981 vive infatti in una casa all'interno del Parco, per farlo interamente suo. Nel 1982 realizza un profumo per Cochran, con i cui proventi finanzia il giardino; lo stesso anno crea col marito la celebre fontana Igor Stravinsky per il Centre Pompidou a Parigi, il nuovo fulcro dell'arte cittadina voluto dalla grandeur del socialista Mitterrand.

Ma dal 1983, completata la struttura-casa dell'Imperatrice, si trasferisce nuovamente nel suo giardino ermetico, a cui si dedica anima e corpo, con rare puntate per prestigiose opere che le vengono saltuariamente richieste.



Nel 1988 ad esempio Mitterrand le chiede la scultura di una fontana per la città di Chateau-Chinon, dove ha iniziato la sua carriera politica. Ma a parte questo, l'attenzione si concentra soprattutto sui Tarocchi.


Anche i lavori più significativi di questi anni sembrano un corollario al giardino tarologico, come forse anche il resto della sua opera precedente: nel 1989-90 si cimenta sul bronzo, mai usato prima, per sculture di dei egizi, gli archetipi primigeni; nel 1991 progetta un Temple Ideal, un tempio sincretico per tutte le religioni, idea maturata già nelle visite ad Israele negli anni '70. L'opera, con un bell'Occhio Illuminato che riunifica i vari simboli religiosi buddisti, cristiani ed ebraici, non verrà mai realizzata, essendo politicamente troppo pericolosa.


Nel 1993 il parco dei Tarocchi viene completato.
Modificando un territorio vasto, un parco, Niki spingerà la sua scultura oltre, da Scultura-Casa a Scultura-Città, ricreazione edenica per mano femminile. Unica artista donna, finora, ad aver tentato con successo un'impresa di tale tipo, rara anche per artisti maschili.

Nel 1995 il documentario "Who is the Monster? You or Me?" ripercorre la vita dell'autrice.


Nel 1997 l'architetto Mario Botta completa la costruzione del muro e dell'ingresso del Giardino, e nel 1998 viene inaugurato.

Nel 1999 l'autrice, non paga, inizia il progetto per un nuovo parco in America, dedicato alla magia indiana e al folklore locale, ma la morte nel 2002 ferma questo progetto e il Giardino dei Tarocchi rimane il suo ultimo e più grande monumento.

Sitografia

Cronologia sul sito ufficiale.

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