Equal Access



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LORENZO BARBERIS
Giovedì 30 ottobre alle ore 17, presso il Circolo Sociale di Lettura (via F. Gallo 1) a Mondovì Piazza si è inaugurato l’evento espositivo “Equal Access”, promosso dal Comune di Mondovì con il sostegno della Fondazione CRC.
Un'esposizione particolare, almeno per i canoni monregalesi: si tratta infatti di una singola installazione molto grande, di ventotto metri quadri per l'esattezza, formata da cinquanta tavole xilografiche policrome realizzata dal Centro Internazionale di Grafica “Opificio della Rosa” di Montefiore presso Rimini.
L'Opificio ha stretto recentemente una sinergia col Museo della Stampa monregalese, il più rilevante a livello regionale del Piemonte; sinergia che si era già tradotta nella bella mostra "Una questione di carattere" organizzata in occasione della Mostra dell'Artigianato Artistico di Mondovì, quest'estate (e di cui ho scritto qui).
Artefice di tale collaborazione, decisamente proficua, è stato tra gli altri Sandro Bracco, dell'Ufficio Cultura della città di Mondovì, che ho avuto il piacere di avere per alcuni mesi come docente di Lettere al Liceo monregalese, e che ha molto operato in questi ultimi anni per la promozione del Museo della Stampa, che avrebbe per la città di Mondovì potenzialità enormi, forse non ancora giustamente valorizzate.
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Anche adesso l'Opificio è ospite, con una nuova esposizione, presso i locali del Museo, con opere che utilizzano i caratteri custoditi appunto nel museo monregalese.
Anche questa grande opera, in qualche modo, si inserisce in questa cooperazione, sempre tramite l'uso dei caratteri tradizionali a stampa di legno del museo. Un'opera particolarmente importante, però, perché nasce come commission della FAO per celebrare il decennale della Carta Mondiale dei Diritti sul Cibo.
L’opera è frutto del lavoro degli allievi delle Università Central Saint Martins di Londra e University of Fine Arts di Roma (coordinati dai docenti Maria Pina Bentivenga e Umberto Giovannini). Le due università artistiche avevano collaborato anche al precedente progetto, ma in questo caso offrono un'opera ancor più innovativa per la forza dell'efficace sintesi visiva.
Pensata inizialmente per un'esposizione verticale, quale è stata realizzata nella sede centrale della FAO a livello mondiale (a Roma), a Mondovì è esposta orizzontalmente, a causa delle grandi dimensioni, ma con un impatto che comunque può avere una sua ragion d'essere nella diversa installazione rimandando, ad esempio, al contatto con la terra insito nella celebrazione dell'agricoltura.
I cinquanta tasselli visivi a stampa, infatti, hanno un preciso significato simbolico, richiamando i cinque continenti per i dieci anni della carta, e formano quindi una scacchiera 5 X 10. Le tinte prescelte vogliono rimandare al colore dell'ambiente, con prevalenza quindi di tinte terrose ed acquose, che ricordano da vicino, per certi versi, le scelte cromatiche della celebre "Highways e Byways" di Paul Klee (1929).
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La molecola sovrapposta ai cinquanta pannelli, che si può vedere nell'immagine di copertina, rimanda alla Vitamina A, uno dei principi fondamentali dell'alimentazione; essa è richiamata nell'opera da altre molecole nutrizionali che in qualche modo la riecheggiano, e che diventano in qualche modo una riflessione implicita sulla coraggiosa astrazione dell'opera: astratta, ma al tempo stesso "figurativa" nel rappresentare, con cerchi e linee, la struttura stessa della materia, in questo caso alimentare.
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La struttura serve quindi anche da connettore tra le varie scritte in Letterpress, collegando fra di loro le varie parole-chiave dell'equità alimentare che esse rappresentano, come in una mappa concettuale, a sottolineare l'interdipendenza dei vari principi: Uguaglianza, Inclusività, Equo Accesso, Diritti dei Minori.

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Alcuni elementi in Letterpress rimandano a stralci più ampli del documento, quelli coi passaggi chiave fondamentali: "Il cibo non dovrebbe essere usato come strumento di pressione politico-economica" (da sempre la guerra, anche non dichiarata, ha come struttura-base l'Assedio, basato appunto sul privare il nemico del proprio approvvigionamento).
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Insomma, indubbiamente un'opera affascinante, coraggiosa, moderna, che in qualche modo, involontariamente, dialoga con la bella esposizione del Museo della Ceramica, in questi giorni: più che all'opera di Boursier (l'ospite di quest'anno della Biennale di Venezia, per la Francia) penso al lavoro di Rubbi, che ha usato le ceramiche monregalesi per una plastica ricostruzione simbolica della città (vedi qui, su Margutte, la mia recensione dell'evento).
Insieme alla mostra di Ottavio Mazzonis (che devo ancora recensire su queste pagine), ai tempi anche autore a Mondovì di pregevoli affreschi del Seminario Vescovile, e alla suddetta mostra del Museo della Stampa circa l'Opificio della Rosa in Montefiore, Mondovì offre quindi ai visitatori di Peccati di Gola, il grande appuntamento autunnale della città, un parterre di mostre artistiche mai forse ricco come quest'anno.

Alle anime peccatrici di Halloween non ci resta quindi che raccomandare di peccare anche con la vista, oltre che con la gola, e gustarsi con del fegato d'oca e un po' di Barolo anche questa intrigante texture visiva.

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Info
Mostra: Equal Access
Sede: Circolo Sociale di Lettura, via F. Gallo n.1, Mondovì Piazza
Inaugurazione: giovedì 30 ottobre ore 17,00
Esposizione: dal 30 ottobre al 9 novembre 2014
Orario: venerdì, sabato e domenica 16.00-19.00. Il 31 ottobre, il 1° e 2 novembre in occasione di Peccati di Gola la mostra resterà aperta anche dalle 10 alle 12
Ingresso: libero

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