Ubi Sunt


LORENZO BARBERIS

Passeggiata sull'Altipiano con il fotografo Urfaut, un paio di settimane fa.
Un pannello della cartellonistica stradale, vuoto, ci offre improvvisamente uno sprazzo sugli anni '80:
sul fondo metallico del cartellone si intuiscono lacerti di una antica propaganda elettorale di Raffaele Costa, nume tutelare della politica locale praticamente dal mio anno di nascita. 

Sicuramente il cartello è dopo il 1976: Costa è On., Onorevole, quindi parlamentare.
E di certo prima del 1993: da quella data, non c'è più il PLI, il partito liberale italiano, confluito in Forza Italia. Costa ne sarà l'ultimo rappresentante.

A Villanova Mondovì, un 8 (18? 28?) aprile degli anni '80 Costa incontra i cittadini, per spiegare loro dove finiscono i soldi e i risparmi dei monregalesi.

Con un notevole sforzo d'immaginazione, si può indovinare il colore giallo del manifesto, colore caratteristico della propaganda costiana - anche oggi, che l'eredità politica è passata al figlio - sfumato ormai nel bianco e nero del passato.

Un'immagine che, se non altro, è un prezioso documento storico, e che poi è in qualche modo straniante vedere riaffiorare in questi tempi ipertecnologici, in cui la stessa idea del manifesto elettorale sembra in qualche modo superata.

Gli anni '80 come nuovo "passato che non passa", col loro pesante debito che affiora a condizionare le vite di tutti noi? Non a caso Costa si interroga dove finiscono i soldi dei risparmiatori.

Comunque sia, l'immagine ha un che di emblematico, e vagamente sinistro.
Ma non riesco a decifrarne il senso profondo.

Forse solo Marco Roascio, il Cabalinguista di Mondovì, potrebbe decrittare l'opera con una delle sue ardite riletture artistiche.

O forse il passato è ormai passato, perduto per sempre.

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Foto: Urfaut 2014

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