La Cena di Natale, di Simone Tempia


LORENZO BARBERIS.

Simone Tempia è uno scrittore italiano che invia le sue opere solo per email.
Per ottenere l'invio dei racconti - che è gratuito -  bisogna scrivere a contemporaneoindispensabile@gmail.com,
richiedendo l'opera in quel momento in uscita.

Le regole del Fight Club di Tempia sono semplici: se vi è piaciuto, si parla del Fight Club, dovete parlare del Fight Club. Potete tenere scarpe e camicia, ma non inviare il racconto ad altri. L'email sopraindicata è l'unico modo per ottenere i racconti.

A me i suoi racconti piacciono molto: ne ho perfino usato uno per un lavoro in classe (presumo di essere stato il primo docente ad aver insegnato Tempia a scuola). Spiego tutto qui.

Questo nuovo racconto è molto bello.
A differenza de "La telefonata" (ed altri) non mi ricorda affatto Buzzati, ma mi è piaciuto lo stesso molto, anche se NON credo di poterlo utilizzare per un lavoro didattico in classe.

Potrei forse se la riforma della Buona Scuola eliminasse i rappresentanti dei genitori, perché è una fantastica riflessione sulla famiglia, come si coglie già dal titolo e dalla meravigliosa copertina di Riccardo Guasco.

Più sottilmente ancora, è una riflessione metaletteraria, a più livelli, sulla mise en abyme; e su questo sarebbe davvero un testo esemplare, "da manuale". A questo proposito la prefazione al racconto, di Arthur Capra, è davvero illuminante: consiglio di leggerla prima e dopo il racconto, e poi rileggere ancora una volta la storia (almeno). Ah, se non sapete cos'è la mise en abyme, inutile perder tempo su wikipedia: molto meglio andare direttamente alla storia - e alla sua prefazione.

Cos'altro dire su questa "Cena di Natale"?
Ah, sì: leggetela prima del cenone natalizio - da adesso al 24 va benissimo.


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