Rise Of The New (Old) Gods


LORENZO BARBERIS.

La scoperta di un nuovo dio è sempre un tema affascinante.
Nuovo per modo di dire, ovviamente: la scultura da poco scoperta in Turchia ha più di duemila anni, e testimonia del culto di una singolare divinità maschile nell'area, nella zona di un tempio di Giove Doliceno, trasposizione di una locale divinità celestiale, a cui Zeus si era sovrapposto. Il territorio infatti era abitato fin dall'era degli Hittiti che, come indoeuropei, veneravano un dio celeste del fulmine da cui sarebbe derivato appunto il patriarca degli dei olimpici. Il tempio venne cancellato con l'avvento del cristianesimo e la creazione di un monastero.

Il nuovo dio è una divinità pagana locale, romanizzata in questa stele, dove la troviamo associata con numerosi simboli ermetici propri di altre divinità (specialmente femminili). La mezzaluna e il fiore ad otto petali sono un simbolo associato a molteplici forme della Dea Madre, da Isis in poi (inclusa anche, in età cristiana, la figura mariana).

I due corni della luna terminano con due stelle a sei punte, simbolo solare (recentemente ripreso dal mito della Padania nel "Sole delle Alpi) ma anche legato alla Dea in quanto simbolo delle stelle a lei associate (specialmente Venere).

Dalle due stelle nascono due colonne (Joachim e Boaz, verrebbe voglia di dire...), una in forma di cornucopia, la seconda in forma d'albero, mentre dal Fiore centrale matura una Spiga che, aprendosi, genera il dio.

Molti dei hanno una nascita eterodossa che il mito tende a sottolineare: il dio Mitra nasce dalla Pietra, Venere dal mare, Athena dalla testa di Zeus. Possibile che la conformazione della statua rimandi al mito fondante del dio stesso, connesso al grano e al nascere delle spighe. Un po' come il fenicio Adon Tammuz, amato da Afrodite, che rappresenta nel suo mito la morte del chicco per far fiorire la spiga del grano. Tammuz muore per rinnovarsi, e dalla spiga circolarmente rinasce l'eroe-seme, in un circolare ciclo di rinascita.

Comunque sia, è soprattutto affascinante scoprire un nuovo frammento, inedito, di questo nostro lontano passato.

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