2015, Back To The Future


LORENZO BARBERIS.

E così siamo giunti al 2015. Non un anno qualsiasi: è l'anno di ambientazione di "Back To The Future - Part 2", il capitolo della serie ambientato nel futuro.

Nel primo film, girato e ambientato nel 1985, Marty McFly torna trent'anni nel passato, all'epoca in cui i suoi genitori erano adolescenti. Nel secondo, dunque, simmetricamente vola nel 2015, trent'anni dopo il 1985 da cui proviene (anche se il film venne girato solo nel 1989).

All'apparenza il futuro di Hill Valley è appena tratteggiato, in quanto Marty ci ci sofferma solo per breve tempo prima di tornare indietro al suo periodo temporale (non senza cercare di alterare il continuum spazio-tempo in suo vantaggio, con effetti disastrosi).

Tuttavia, tramite minimi particolari, che appaiono solo in qualche minuscolo fotogramma, il quadro del futuro immaginato è piuttosto chiaro, in parte esatto e in parte no. Ovviamente, in questo inizio di 2015 si sprecano le citazioni del film da parte delle varie testate online. Questo articolo, dunque, è più da blog di approfondimento, e più che citare le varie anticipazioni di "Back To The Future" e vederne la realizzazione singola, cercherò di ricostruire il quadro generale del futuro presentato.

Quindi, insomma, se vi interessa solo qualche curiosità su Ritorno Al Futuro, sbirciatevi Wired. Dato che sarà la metafora in vigore per i prossimi 365 giorni, se volete farmi una infarinatura più solida di nerdculture al proposito, leggete il mio articolo.


Molte informazioni su questo futuro, oltre che dal film, sono fornite e precisate da questo falso numero di USA TODAY del futuro, che venne usato per la promozione del film e, apparendo nel film stesso, è ritenuto canone.

Il giornale, il cui titolo ha ora una grafica ispirata a Blade Runner, e prevede edizioni locali (il che spiega il figlio di Marty arrestato in prima pagina). Il giornale è distribuito anche via Compu-Fax, una sorta di internet cartaceo.

Forse questa sopravvalutata presenza della carta è uno dei maggiori anacronismi del film: su questo, il nostro futuro è andato più veloce. Marty e Doc dovrebbero controllare le news su un tablet, tramite Google News. Vero è, però, che a loro serve comunque un manufatto che, modificandosi, dimostri l'avvenuta correzione del futuro, e quindi hanno comunque bisogno del cartaceo.

Oltre al giornale, il sistema Compu-Fax è il vero Internet di questo 2015 a noi alternativo: le cassette della posta sono diventati terminali FacFax, e in generale il sistema fax si è ulteriormente diffuso e consolidato ("You are fired!").

E dire che in realtà il comparto informatico è abbastanza azzeccato dalle previsioni del film. Abbiamo videochiamate (anche videophones pubblici, quelli invece assenti per via dello sviluppo della telefonia cellulare, non prevista nel film ai livelli reali poi verificatisi), schermi ultrapiatti, menu multi-schermo, touchscreen, schermi flessibili (non ancora diffusi commercialmente ma in via di diffusione), scanning delle impronte digitali per pagamenti, identificazione e simili, tablet (nelle mani del tassista, che lo usa per i pagamenti, e di altri personaggi minori), interazione videoludica senza joypad (i ragazzi trovano vecchio il gioco preferito di Marty, presente come antiquariato in un Bar '80, proprio per l'interazione manuale che prevede).

L'elemento più sci-fi appare nel falso giornale, dove i Thumb Bandits (Banditi del pollice) rapinano le persone rubando le loro impronte digitali, amputando le dita necessarie.

Questa esattezza nelle previsioni dipende anche dal fatto che il mondo dell'hi-tech ha sempre fatto in modo di mettere le proprie tecnologie di futuro sviluppo nella fantascienza "a medio raggio" (20-30 anni nel futuro) in modo da poter guidare la spinta della gente a desiderarla (emblematico è il fantastico "Minority Report", non a caso di Spielberg). L'estrapolazione è dunque rigorosa perché guidata, per fini pubblicitari, dagli stessi team di sviluppo tecnologico (tramite la mediazione delle public relations della Silicon Valley e similari).

Per la stessa ragione, ovviamente, Firm Fever dappertutto: non ci può essere il forno idroponico, come nei '50, ma il forno idroponico Black & Decker. Un birignao del cyberpunk, che però lo faceva con marchi parzialmente inventati (gli occhi Oniko-Zeiss) e per dare il senso critico dell'invadenza del capitalismo.

Qui invece il capitalismo è invadente, ma paternalisticamente protettivo e rassicurante, una forza protettrice nell'universo narrativo di Back to the future, come il presidente Reagan (nella bifftopia, la distopia dove Biff prende il potere, Reagan viene sostituito da Nixon che continua ad infinitum la guerra in Vietnam per le pressioni di Biff e delle sue ditte di armi; quando Biff è sconfitto e il continuum ripristinato, torna il faccione rassicurante di Reagan, il "repubblicano buono", che spacca il culo ai rossi ma solo quando è necessario).



Particolare rilievo, ovviamente, ha tra le evoluzioni tecnologiche il rilancio del cinema 3D dei '50 con lo sviluppo della tecnologia olografica, che diviene lo spunto per un gioco metaletterario. Intanto nella citazione di Jaws di Spielberg (dopo esser stato terrorizzato dal capitolo 19, Marty con sufficienza dice "Jaws still look fake"), che è insistita dalla presenza di Jaws originale nel negozio dell'usato, così come dalla recensione sul giornale, una immotivata stroncatura come molte all'epoca ("Jaws doesn't bite").

Diretto da Max Spielberg, il figlio di Steven (che di Ritorno al Futuro fu produttore esecutivo) nato proprio nel 1985, nei giorni delle prime proiezioni del film, il film mostra l'esistenza di città sottomarine, tra cui un Hilton. Il 1989 è del resto l'anno di Abyss di Cameron, kolossal basato sul romanzo di Chricton, e quindi il tema delle città sottomarine è una ulteriore citazione metacinematografica, mentre la loro realizzazione è ovviamente ancora molto al di là da venire.

Al di là dell'omaggio a Spielberg per il suo ruolo nel film, è la rivendicazione del cinema "non impegnato" (definizione da brividi, ma per capirci) odiato dalla critica e vera linfa del medium. Infatti nella Hill Valley del '55 il cinema (di impianto vagamente gotico) era in piena attività con un western di Reagan (che ovviamente Doc non crede poter divenire presidente...), mentre nel 1985 è declinato a cinema XXX-Rated, ma nel futuro lo vediamo invece rinato a massimo splendore.

La struttura di base però è sempre la stessa (attraverso tutto il film, dalla nascita di Hill Valley nel 1855 in poi...) a indicare che il cinema (e prima il teatro popolare...) possono evolversi tecnologicamente ma conservano le stesse caratteristiche declinate diversamente.

Vero è che tutta la serie mostra la Storia come un eternamente identico (Biff e la sua gang come gli eterni bulli, i McFly come i buoni che devono superare le loro paure e sconfiggere i malvagi etc...), ma qui vi è l'aspetto della conservazione del medesimo edificio che potrebbe far pensare forse a questo specifico senso metanarrativo.

Interessante notare, a margine, che la - precedente - serie "C'era una volta l'uomo" del francese Barillé, del 1978, anticipa lo stesso concetto del film di Zemeckis, con la storia narrata con sempre gli stessi personaggi a recitare i buoni e i cattivi. Ma se in Barillé è un divertente gioco metaletterario sui limiti del didascalismo educativo dei cartoni animati per bambini, che mette in discussione la visione forzatamente superficiale della storia che deve proporre, in Zemeckis ha un senso più specifico, mostrando la storia della provincia americana come nonstoria (concetto più vero che non per la storia di una simile cittadina europea).

In tutto, è paradossale e sfugge all'equazione il fatto che il giornale annunci la chiusura del cinema di Hill Valley, che invece sembra vitale. Ma dato che le notizie del giornale sono tutte volutamente paradossali (il titolo è in parte contraddetto o comunque riscritto dal corpo della notizia, che qui è assente), potrebbe darsi che la "chiusura" sia solo una chiusura stagionale.

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Un altro elemento azzeccato, ma direi quasi per caso, è la Nostalgia '80, collegata in questi anni all'hipsterismo dilagante. Nel film è ovviamente utile all'ironia della trama, col Bar Ottanta e il negozio di modernariato Blast From The Past. Ironia, però fondata: negli anni '80 c'era stato un fermento di '50s nostalgia (l'ultimo fervore della guerra fredda, la stessa figura di Reagan, e in particolare appunto la SF di Spielberg e soci che guardava alla space opera degli anni '50 più che all'estrapolazione sociologica, giunta al cinema tra '60 e '70). Da qui l'ipotesi, non difficile, di un fenomeno simile di lì a trent'anni, quando la generazione degli allora teenagers sarebbe stata quella dei trenta-quarantenni.

Ovviamente ciò approfitta anche per ironie metaletterarie (oltre a Jaws, anche il Roger Rabbit di Zemeckis è tra gli oggetti di culto) e fantascientifiche: ferro da stiro e aspirapolvere sono tra gli oggetti di antiquariato, dati i vestiti anti-stiranti e le tecnologie antipolvere. Il primo punto, pur essendosi sviluppate in forma modesta alcuni elementi di tali tipo, è quello meno azzeccato, e le evoluzioni del vestiario (le doppie cravatte, i vestiti fluo) è l'aspetto più "Jetson" dell'intera storia, forse anche per necessità di gag visive e di visualizzazione "facile" del senso del futuro.

Il discorso anti-polvere, invece, è funzionale alla trama dell'opera, come ben sa chi ha visto il film ("Oh, La la!"), e quindi va più ascritto a un necessario set-up / pay-off che a una anticipazione SF.

Funzionale alla trama e poco approfondito è anche il miglioramento delle tecniche anti-invecchiamento (Doc è uguale anche se ha "vissuto nel futuro" per vari anni, la ragazza di Marty è ritenuta credibile come quarantenne con "molte ore di rigenerazione").

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La grande tecnologia che ci manca è ovviamente Il Sogno: l'antigravità.
Una tecnologia che, se inventata, ci avrebbe consentito la leggerezza di hovercar, hoverboards,
hoversurf (da praticare in Vietnam, tornato accessibile al turismo americano: cosa che in effetti è avvenuta, senza però il boom immaginato nel film), e hover-bots, tra cui le hover-cam che riprendono l'arresto prima del giovane McFly, poi di Griff Tannen e della sua gang, pubblicandone le foto in diretta sul faxgiornale personalizzato di Hill Valley.

La stazione di servizio Texaco robotizzata è abbastanza credibile, anche se in verità il lavoro umano continua, a quei livelli, a costare meno; piccoli servomeccanismi domestici (il drone che porta a passeggio il cane) sono più plausibili e in effetti a vario titolo realizzati.

Le hovercar hanno risolto il problema del traffico: il sindaco Wilson Jr (figlio del primo sindaco nero di Hill Valley, che Marty stesso, nel 1955, aveva spronato a scendere il politica) ha sostituito il parcheggio con un laghetto, mentre suo figlio, il nipote del primo sindaco, gestisce un hovercar conversion, dove rendere la vostra macchina (come la Delorean) adatta al volo.

Non tutto è rose e fiori: il giornale parla di proteste sia dei proprietari di auto tradizionali (che ovviamente sono sfavoriti dal nuovo sistema) sia di ribellioni alle auto volanti per la loro pericolosità. Il giornale parla di un uomo ferito da immondizia lanciata da un'auto volante, e lo stesso padre di Marty è rimasto colpito da un'auto volante caduta del cielo, e ora curato con una struttura antigravità.

I fan si sono spesso chiesti perché inserire, tra tutte tecnologie molto plausibili (tranne la sopravvalutazione della carta), una tecnologia "da sogno" come l'anti-g. Vero, ha una sua grande funzionalità scenica, le macchine volanti, "dove andiamo non c'è bisogno di strade", Blade Runner e via dicendo. Però, più che altro, in una trilogia di ferro come Ritorno Al Futuro ci si aspetterebbe magari un easter egg che spiega, magari, come il nostro Marty annulla l'invenzione dell'anti-g. Invece nulla, neanche all'occhio attento del fan più sfegatato.

Comunque, in politica, a livello USA si ha una prima presidente donna (invece c'è stato un presidente nero, e con poche variazioni nelle primarie avrebbe la Rodham Clinton presidente, invece...), e Diana ce l'ha fatta, diventando Queen Diana (in quei giorni visiterebbe Washington). Non solo Doc, ma forse anche la Regina Madre sa come modificare la storia con auto ad alta velocità.

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Sotto il profilo sociologico, lo sviluppo del DataFax System (Fax e computer integrati) ha velocizzato la giustizia; per cause brevi addirittura sono stati aboliti gli avvocati (come avviene per il caso del giovane McFly).

Il politicamente corretto è andato avanti: gli agenti di pattuglia Riley e Foley (nomi generici irlandesi di "poliziotto" in USA, come dire qui da noi "l'appuntato Esposito" e cose del genere) sono due donne, una nera e una bianca (e siamo prima del 1992, quindi prima del caso Rodney King che spinse molto in questa direzione). Una donna è presente perfino nella gang di Griff Tannen, l'erede della dinastia di cattivi che discende da Mad Dog Tannen; l'altro membro è invece un giapponese, la nuova cultura che appare dominante sugli USA 2015 (anche il capo di Marty è nipponico). Sul giornale leggiamo che "Tokyo Stocks Up", migliora ancora le quotazioni in Borsa. Declinata invece la Svizzera, che minaccia di atti terroristici gli USA, come un qualunque stato pezzente (ovviamente, ironia non verificatasi).

Griff oltretutto usa impianti bionici illegali, sia pur malfunzionanti (come dice Doc per "rassicurare" Marty: "non preoccuparti, il suo braccio robotico ha frequenti cortocircuiti!"). Sul giornale leggiamo della discussione per legalizzare tali dispositivi con la Proposizione 237, ma anche di polemiche per un lanciatore del baseball con braccio robotico non regolato secondo regolamento (il doping del futuro).

Il vero sport del futuro è lo Slamball, però, che è il basket con sistemi anti-g (si è cercato di copiarlo con tappeti elastici, che tristezza).

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Cibo idroponico deidratato basato sulle alghe, il cui prezzo si aumenta per l'inquinamento del sud Pacifico, è l'innovazione per quanto riguarda l'alimentazione. Qui la direzione è andata in altro senso, con innovazioni meno eclatanti sull'alimentazione (con lo sviluppo al massimo di un maggior peso del veganesimo, al massimo). Sarcastico è il riferimento alla scoperta che il colesterolo è la cura per il cancro, che ironizza sulle fissazioni dietetiche iniziate negli '80.

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E questo è tutto.
Ovviamente, purtroppo, soprattutto manca la migliore tecnologia che il sogno di Zemeckis aveva saputo darci:
la Macchina del Tempo.
Sparita perfino la DeLorean, ditta e unico modello omonimo, scelta come time machine per la sua scocca resistentissima, d'acciaio, e per la congiunta difficoltà a raggiungere 88 miglia orarie (con una Lamborghini Countach, ad esempio, si sarebbe persa molta tensione narrativa. "Marty, arriva a 88 miglia orarie prima che..." "Fatto!").

Einstein ride sotto i baffi e ci fa una linguaccia dal pantheon dove sovrasta, nell'immaginario collettivo, il povero Plank, bullandosi e ricordandogli che Dio non gioca a dadi con l'Universo.
E quindi la sua celebre costante (l'unica formula matematica pop, E = Mc2) resta tuttora inviolata.
E l'unico modo di viaggiare nel futuro non è con le illuminate lusinghe della scienza, ma con i vaghi metodi oscuri dell'esoterismo, come da millenni di anni.
Non è quindi un caso che nel 1985 di Martin ci fosse il negozio di una chiaroveggente.
E il suo logo non è certo casuale.
Perché sì, anche questo film ovviamente è un prodotto degli Illuminati.
Non ve ne eravate accorti?


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