Dylan Dog 176 - Il Progetto


LORENZO BARBERIS

In uno scorso post, come molti, esaminavo - spero più a fondo della media - il 2015 immaginato da Ritorno Al Futuro 2, nel 1989. In sintesi, si era evidenziata la grande esattezza di previsioni sul comparto tecnologico (eccetto una sopravvalutazione del cartaceo) cercando anche di spiegare perché.

Ma c'è un altro 2015 immaginato un decennio dopo di quello di Zemeckis, e comunque 15 anni prima della vera data. Il futuro anticipato, per certi versi, dall'ultimo Dylan Dog di Sclavi, prima di un lungo silenzio: il numero 176, "Il Progetto", uscito nel 2001 (Sclavi tornò attorno al 250, per le celebrazioni di rito, con un pugno di storie).

L'albo è uno dei più "complottisti" di Sclavi, che si ricollega (citandola nel testo) alla sua trilogia aliena. Senza spoilerare troppo la trama nel dettaglio, assistiamo ai classici casi di abduction aliene, con cui vengono installati a vari individui (incluso Dylan, che ha poi una provvidenziale "crisi di rigetto"). Per scatenare l'attivazione del classico microchip installato su migliaia di individui (450 i casi di "malfunzionamento"; le installazioni sono molte di più).

Sclavi fa riferimento alle ricerche di Delgado, sviluppando appieno la classica continuity degli Illuminati: esperimenti nazisti, poi proseguite dagli USA tramite i Dottor Stranamore del mind control, e con la fine della guerra fredda il Progetto (Monarch?) che dilaga in tutto il mondo.

Tutto normale (se per "normale" intendiamo un ottimo fumetto di Sclavi disegnato da Casertano, ovviamente), tranne che per una inquietante profezia: nel finale (p.86), il cattivo di turno rivela a Dylan che "per il 2015 il Progetto verrà reso pubblico, e l'uso dei biochip verrà esteso a tutti". "Stiamo facendo le prove generali per il futuro", conclude il man in black.


Ora, è curioso che l'attuale rilancio di Dylan Dog preveda, per il prossimo numero (il primo del 2015, in effetti), l'apparizione di un personaggio, John Ghost, che appare collegato all'uso dei "Black Mirror" fin dalla copertina. Continuity con l'ultimo albo importante di Sclavi? Questo lo si scoprirà a breve, nei prossimi numeri dell'Indagatore dell'Incubo.

Quel che conta, amici lettori, è che ora ho (e avete) una citazione colta da opporre alla solita evocazione di Ritorno al Futuro.

Post più popolari