Dylan Dog 341 - Al servizio del caos


LORENZO BARBERIS.

(Spoiler alert, as usual.)

Per il sito Chinauti.

Con questo numero 341 il Rinascimento Dylaniato entra nel vivo.
Dopo la chiusura del vecchio mondo col pensionamento di Bloch, inizia il nuovo cosmo dylandoghiano con l'arrivo di John Ghost, il nuovo cattivo di quest'arco narrativo.



L'albo era stato anticipato dal "White Album" di Lucca, disegnato da Stano, fondatore grafico della serie. Quella storia è ora usata come introduzione e cornice di quella disegnata dal, comunque bravissimo, Daniele Bigliardo. In qualche modo l'albo di John Ghost diventa simile all'episodio pre-titolo di James Bond, che introduce in ogni film l'avventura principale.

La cover, con selfie di John Ghost (noi vediamo la scena dal suo punto di vista, in quanto per certi versi, come vedremo, noi siamo lui) e Dylan minacciato da uno degli zombie-tecnologici alla ricerca disperata del nuovo smartphone prodotto da Ghost.

Agli zombies reali di Xabaras nel numero uno Ghost sostituisce gli zombies tecnologici dei nostri giorni, non più pozioni ma high-tech. Il Caos evocato nel titolo è sì il male lovecraftiano che affiora a tratti nella storia come i Superiori Sconosciuti di Ghost, ma è anche quello della Teoria del Caos cara a Crichton, quella dello sbattere delle ali di una farfalla che genera un uragano.

Per quanto non con un collegamento diretto come avevo ipotizzato-auspicato (vedremo in seguito), c'è molto dell'ultimo Sclavi complottista in questa storia, con livelli sottili di interpretazione piuttosto interessanti.

Nel prequel di Stano, scritto per l'ultima Lucca, quindi ormai vari mesi fa, si anticipa già in un certo senso le attuali vicende di Boko Haram in Nigeria, ipotizzate come eterodirette dal New World Order, secondo quanto pensa il mondo del complottismo di ISIS e affiliati. Ovviamente è un piano di lettura appena accennato, ma che si può intuire sotterraneamente presente.

Ghost cita, certo, nella prima tavola, la prima tavola del John Doe di Recchioni, nuovo curatore e titolare di questa sceneggiatura di svolta; ma diventa una figura autonoma, più potente e inquietante (si alza un'ora prima, ed ha gli occhi già svegli, ha evidenziato Recchioni commentando la tavola d'apertura). 

Inoltre, la presenza di un uomo e una donna nel suo letto (edit: Recchioni sulla figura col drago tatuato "Non si vede il seno. Per me quello è un uomo. Ma sulla cosa cercherò di tornare sopra nei prossimi albi.") pare ricollegarlo al diavolo dei tarocchi, che ha aggiogati entrambi i sessi al suo - sessuale - servizio. Ispirato come aspetto al Michael Fassbender di "Bastardi senza gloria" di Tarantino, Ghost emerge in tutta la sua potenza visiva nelle due splash page (inizio-fine, Stano-Bigliardo) che il fumetto gli dedica, tra le numerose presenti.

La prima sequenza di Bigliardo, lunga sequenza muta, ci mostra le fabbriche Foxcomm mascherate da Wolfcomm, stile "Magneti Macelli" in un celebre Scozzari d'annata. Una simile sequenza è stata usata in una celebre "scena iniziale" dei Simpson, con analogo scopo shock sul fruitore.

Il Ghost 9000, con intelligenza artificiale, richiama ovviamente Hal 9000, e il negozio faraonico in cui la ricca borghese lo compra, per essere poi assassinata da un barbone della Harward University, anticipa già il tema del "rito esoterico" celebrato involontariamente.

Elizabeth Moon, combattiva Artemide al servizio di Ghost, contatta Dylan per il problema ai cellulari e ci rivela la storia del suo capo, nato nel 1981, all'inizio degli anni '80. Ha quindi 34 anni, proprio come Dylan, eternamente bloccato a tale età. Il logo della sua impresa è uno Yin senza Yang, simbolo di un cosmo in cui si è giunti al perfetto disordine, come evocato da Ghost stesso.



La torre da cui domina il malvagio Ghost richiama (ovviamente il design è diverso) quello del Modulo A38, prima storia di Recchioni su Dylan. Qui si cita la Shard Tower, acuminata piramide, ma anche quel palazzo era realmente esistente.

Dylan ottiene il famigerato cellulare, per indagarvi sopra (su questo elemento si sono concentrate le ire della Old Guard dell'Old Boy), mentre i cartelli pubblicitari paiono illustrare il brave new world in cui siamo venuti a trovarci: simboli in forma di svastika (p.40), e "It's easy ... fast" (probabilmente tratti da pubblicità esistenti).

Sopravvissuto all'assalto del barbone, Dylan scopre del designer Marcus Irvine dalla A.I. Irma, che rimanda a reali programmi ormai operanti sui cellulari (e che ovviamente risponde a John Ghost, controllando tutte le interazioni di Dylan, o meglio Groucho).

La metà dell'albo è segnata dall'apparizione lovecraftiana (p.52), con Dylan precipitato in Scozia mentre Ghost mangia carne al sangue da Gordon Ramsay. Il luogo è Skyfall, location dello scontro finale dell'omonimo film bondiano del 2012. Qui Bond si reca - nella sua casa natale - per combattere in un luogo ostile un nemico ipertecnologico.

Similmente, come direbbero gli Illuminati, "Weaving Spiders Come Not Here", ovvero i web-spiders di Ghost non controllano questa zona. Per richiesta di Irvine, apparentemente, ma più probabilmente per ordine dei Superiori Sconosciuti lovecraftiani che li controllano.

Irvine, come già rivelato, ha l'aspetto di Alan Moore. La maglietta di Dottor Who con un Dalek che ordina "Exterminate!" non è rassicurante, ed è evidente il rimando all'ultimo Moore, quello del lovecraftiano Neonomicon. Gli oggetti presenti nella sua dimora sono inquietanti: Watchmen che lo identifica come Moore, Promethea, un suo recente ciclo molto ermetico, ma anche Maus, quasi a significare l'ascendenza nazista del controllo sociale di Ghost e soci (confermata anche da Judge Dredd, dato che su 2000 AD il buon Moore iniziò la sua carriera, odiando però tale personaggio). Non mancano, accanto a Watchmen, supereroi Marvel e Superman della DC, nel riferimento al superomismo; paccottiglia egizia come quella messa in scena nel negozio che vende il 9000, busti di filosofi, tra cui pare Platone. 

Sotto un Triskelion, trionfa Polybius, leggendario videogioco creato sperimentalmente dai servizi segreti USA (con tanto di Man In Black) nel 1981, anno di nascita del nostro Ghost. Polybius come "poli-bios", più forme di vita aliena nel classico videogame spaziale qui in grado di generare dipendenza psichica. Ma anche come il padre della storiografia, quale mise en garde contro le leggende non verificate, secondo la sua lezione.

Irvine sostiene di essersi ispirato "casualmente" a proporzioni auree maledette, e il sangue degli operai morti ha rafforzato il rituale (mi viene da pensare, in chiave più antica, a Piazza Statuto a Torino, maledetta dalla Piramide del Freius, con le inquietanti sculture bianche degli operai morti e incastonati nelle pietre da loro estratte per realizzare il traforo ferroviario).

Irvine si rivela poi tatuato da figure del diavolo pentacolare sul petto, con due serpenti convergenti, e il Baphomet del solve et coagula alchemico sulla schiena (tra quattro simboli: il pentacolo, il triskelion inverso a 666, il simbolo dello zolfo nelle due versioni, col triangolo e col simbolo di infinito), Moore si concede all'Occhio ciclopico, un mostro apparso sulle pagine di Dylan da Golconda in poi, in una scena che ripercorre quella di Lovecraft che si offre a un Dagon in "Cagliostro!".

Al ritorno come all'andata avviene un assalto delle forze sovrannaturali che le caratteristiche della JB 007 riesce ad evitare. Tornati da Ghost, questi ha prevenuto la mossa di Dylan con l'orsa Deniza, che rende inutile la rivelazione su internet di Dylan stesso. Infine, la sua devozione ad una Regina Oscura a Buckingham Palace, con un azzardo non da poco nel fare - di fatto - della monarca inglese un tentacolare Chtulu da Neonomicon. 

Insomma, un ritorno rovesciato agli Uccisori, il numero Cinque, in cui però Dylan era riuscito bondianamente a eliminare i vertici della malvagia multinazionale legata agli studi di Xabaras. Qui, nonostante la citazione di Bond coerente col personaggio iniziale ("Mi chiamo Dog. Dylan Dog." nel primo numero...), abbiamo un Dylan molto umano, fin irritante nel rispetto del buonismo del personaggio (aiuta il barbone che l'ha aggredito, addirittura prova pietà per l'orsa Deniza nonostante sappia sia un depistaggio) senza che però, per fortuna, la storia lo sia.




Bacio con Liz e con Ranja sul finale, con una tensione sentimentale verso due figure ricorrenti della serie (Ranja di sicuro, Liz, assistente di Ghost, probabilmente). Come già con la gangster-donna della storia della Barbato. E il prossimo numero, provvidenzialmente nel mese di San Valentino, va a indagare le motivazioni per cui Dylan si innamora sempre di donne diverse. Una cover che cita molte celebri copertine dei comics USA (la prima probabilmente è Elettra di Frank Miller) ma per alcuni rimanda anche subliminalmente ai Delitti della Mantide, capolavoro dei primi cento numeri in cui appare il tema dell'amore. La storia suscita interesse, per come promette di riscrivere il tema del complesso edipico di Dylan. Staremo a vedere.

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