Il Grande Matta(to)re-lla


LORENZO BARBERIS.

(Disclaimer: il presente articolo, ovviamente, è da leggersi sul modello del mio amato "Pendolo di Foucault". Non prendete dunque per oro (alchemico) colato le presunte e ironiche "rivelazioni" che seguono, mi raccomando! Dedico inoltre la presente elaborazione a Cuneo Esoterica, interessante sito cuneese di ermetismo che mi ha segnalato per primo il riferimento al 666 con molte annotazioni correlate, che qui ho rielaborato in chiave più ampia. Buona lettura...)

E così Renzi Il Magnifico ce l'ha fatta ancora una volta: come ha detto alla Merkel in visita all'Italia con la sua consueta modestia, altro che Roma, Florentia Caput Mundi del rinascimento ermetico.

Il suo candidato, sgradito ai due grandi rivali Grillo e Berlusconi, è riuscito al quarto scrutinio con una invidiabile maggioranza dei due terzi.  Mattarella è stata una mossa spiazzante, diversa dai molti nomi circolati con insistenza prima del rush finale.



Ovviamente ora giornali, blog, testate online si prodigano di tracciare un quadro di questa "eminenza grigia" della prima e della seconda repubblica, e anch'io intendo entrare in questo gioco, ovviamente sottolineando soprattutto gli aspetti "ermetici" (e inevitabilmente ce ne sono anche in questa elezione).

Entrato in politica dopo l'assassinio del fratello - presidente della regione Sicilia - ad opera della mafia nel 1980, Mattarella nel 1983 viene eletto in parlamento e il segretario De Mita gli affida così il risamento della DC in Sicilia, per indebolire le notorie forze oscure appoggiate dalla mafia, sue rivali all'interno del partito.

Nel 1985 Mattarella è il mentore della giunta della DC di Sinistra a Palermo, con Leoluca Orlando come sindaco. Ministro dell'Istruzione con Andreotti nel 1989, si dimette nel 1990 per protestare contro la Legge Mammì, che consegna a Berlusconi il predominio sulla televisione italiana.

Oggi questo evento è rivendicato, paradossalmente, dal PD del Patto del Nazareno come sinonimo di purezza politica: cosa che però lascia perplessi dopo un accordo con Berlusconi pressoché strutturale negli ultimi anni di governo.

Tutto questo era, però, finora totalmente oscuro del personaggio. Mattarella diviene noto - al ristretto pubblico che segue la politica come alternativa al calciomercato per le chiacchiere da bar - per il suo sistema elettorale, introdotto nel 1993 a sostituire quello precedente, totalmente proporzionale, risalente al 1946 e abolito in seguito ai referendum Segni che avevano accompagnato la crisi della Repubblica successiva a Tangentopoli (1992).

Insomma, Mattarella è noto per una sola cosa, ma piuttosto rilevante: aver creato la prima architettura costituzionale della Seconda Repubblica, durata fino all'introduzione, nel 2005, di quel famoso Porcellum del leghista Calderoli. Il "Mattarellum" che prende il suo nome ha condizionato le elezioni del 1994, con la trionfale elezione di Berlusconi; la vittoria netta di Prodi nel 1996 e il ritorno berlusconiano del 2001, quando poi il dominus dell'ultimo ventennio italico ha deciso di blindare i suoi futuri risultati con la suddetta "Porcata" del 2005, sabotando con una "vittoria mutilata" il Prodi del 2006 e garantendosi il trionfo del 2008 (quando la Stampa lo venerava "statista").


Era apparso anche in quegli anni '90 piuttosto chiaro che il Mattarellum aveva lo scopo evidente di costringere gli allora PDS (PCI-PDS, per il "cavaliere nero") e PPI a confluire in un solo soggetto politico, pena il consegnare la vittoria elettorale al Polo avversario. In qualche modo, quindi, il sistema era l'alfiere di un forzato bipolarismo, e il suo scopo maieutico è evidente nell'evoluzione che si è avuta.

Istituita la sua riforma, infatti, Mattarella si distinse per uno dei rari scatti retorici della sua carriera burocratica, opponendosi in modo strenuo all'alleanza a Berlusconi perseguita dal "filosofo" Rocco Buttiglione, da lui definito "il generale golpista" (con riferimento, penso, a un noto colonnello-generale Buttiglione della commedia italiana anni '70), mentre Forza Italia era "un incubo irrazionale" (bella definizione...), andandosene dal partito, con Bindi e soci, gridando "fascisti" agli avversari (qui più convenzionale).

Lo stesso nome di "Minotauro", inizialmente assegnato al sistema, indicava sì il particolare "monstrum" di un sistema dal corpo maggioritario e la testa proporzionale (anche per lo slalom per mantenere la legge costituzionale), ma anche la creazione di un sistema bipolare, con "due corni" di destra e sinistra (e bipolare anche nella schizofrenia di una costante alternanza "a ping pong": Berlusconi 1994, Prodi 1996, Berlusconi 2001, Prodi 2006, Berlusconi 2008 fino alla fine, nel 2011, dei governi emersi da una elezione). Una evoluzione, quella di una alternanza apparente tra una destra e sinistra sempre più simili (fino alla quasi omofonia PD/PDL), che ricorda per certi versi la criptocrazia degli Illuminati, in Italia incarnata dal Piano Rinascita. Volente o nolente, Mattarella si è poi legato nel nome a questa evoluzione, divenendo così lui stesso il "Minotauro" che ha creato (un po' come Frankenstein, ideatore e mostro...).


Labirinti a confronto

"Minotauro" è indubbiamente a sua volta un nome esoterico, e nella dottrina degli Illuminati indica il Moloch, la fonte del mito minotaurico greco, il dio mesopotamico primigenio che richiedeva costanti sacrifici umani ai suoi veneratori, da loro venerato come simbolo dello stato moderno sotto il loro controllo. Simbolo di forza bruta, irrazionale, è uno dei volti della pazzia, della "matta bestialità". Un ulteriore contatto con "Mattarella", dunque, sia per omologia del nome, sia per contrasto per quanto riguarda l'atteggiamento, invece signorile e ieratico, del notabile PD.

Come il minotauro siede al centro del labirinto, così ora il minotauro-Mattarella siede simbolicamente al centro dell'emiciclo del Parlamento.


Dopo l'arrivo del Porcellum nel 2005, Mattarella è tornato nell'ombra da cui era venuto. Pur restando famoso per il suo nome, sempre evocato, in questo decennio Mattarella si concede a una ventina scarna di dichiarazioni sui giornali. Un silenzio invidiabile nell'età ipertrofica dei media informatici.

La nomina a Giudice Costituzionale gli conferisce del resto quell'alone antiberlusconiano che oggi viene evocato così intensamente dal PD, ma soprattutto una veste che pare quella di un alchimista del '500, davvero stilosa.


Nell'ombra ma potente, dunque, come dimostra questa mossa a sorpresa operata da Renzi per uscire dall'impasse del Doppio Napolitano, del presidente novantenne, l'imboscata che era costata la carriera a Bersani, suo predecessore. E Mattarella ce la fa, con il numero sorprendente di 665 voti.

666 meno 1, evidentemente, un numero troppo simbolico per non essere stuzzicante per speculazioni occultistiche. Secondo alcuni, una scheda sarebbe stata fatta sparire, dopo battute della debole sinistra radicale sul 666. Ma nel codice 2344 (datato all'XI secolo, il periodo della grande attesa del Millennio apocalittico) il Numero della Bestia è indicato come 665. Errore o profezia?

Oltretutto, esponenti di varie massonerie sostengono, come Magaldi (non Magalli, eh, altra figura-chiave di queste elezioni...), che dietro questa nomina vi sta la massoneria europea rappresentata in massimo grado, sul piano europeo, da Draghi (altro nome apocalittico). Altri siti parlano di una Loggia Internazionale Three Eyes (evidente il riferimento al Terzo Occhio degli Illuminati) di cui Napolitano era compagno e Renzi apprendista, in procinto di superare il noviziato. Del resto, implicitamente la scelta di Mattarellum presidente legittimerebbe anche l'Italico, il Matteorellum cucito da Renzi per divenire il "Sindaco d'Italia" alle prossime elezioni.

Anche l'anagrammatica sembra elevare un cantico in onore del nuovo Presidente Ermetico.

Sergio Mattarella

Matteo si rallegra
e sotterra Magalli.
La trama, il segreto,
Mostrare legalità:
L'eletto mai sgarra,
stella morigerata.
Grillo resta a metà,
ma or la Lega è triste.

Questo breve canto ermetico costituito di celebri anagrammi circolanti in queste ore (ho colto da 101 Anagrammi Zen, ma credo prosperino su molti siti) è una perfetta spiegazione possibile di quanto avvenuto: Renzi ha vinto, Magalli (Magaldi?) è sconfitto. C'è una trama segreta a cui l'eletto si atterrà scrupolosamente, essendo una Stella (massonica?) di morigeratezza ed equilibrio. La Lega ha perso, decisamente (anche nella implicita condanna del Porcellum) anche perché è l'unica a porsi come opposizione. Grillo a metà, essendosi chiamato fuori dai giochi con il (complottista) giudice Imposimato.



Resta un dubbio. Nell'indubbia vittoria del nascente "partito della nazione" a guida renziana, l'Uno che manca è davvero Renzi, il Magnifico, capo dell'invincibile armata che mette un suo tassello nella carica-chiave della repubblica? Oppure è proprio Mattarella stesso, lui e la sua legione di 665 Grandi Elettori (terminologia mutuata dal Sacro Romano Impero...)? Sarei più per questa seconda ipotesi.

La vera vittoria è infatti sua. Come mostrato da "Re Giorgio" (per alcuni "figlio del Re" anche in senso materiale: leggende, ma interessanti espressioni di un sentire esoterico), il Presidente della Repubblica non è affatto "notaio della Costituzione" come dichiarato dai primi esponenti, che in effetti si attennero a uno stile cauto, e come oggi viene rivendicato con finta umiltà dai titolari della prima carica dello stato. All'opposto, egli eredita, con piccole moderazioni, il potere che era del Re nello Statuto Albertino (ovviamente a termine) ed è quindi il vero Mastro di Chiavi del gioco.

  

Del resto, il "Matto" è la carta più potente dei Tarocchi ermetici, primo e ultimo degli Arcani Maggiori, cosa che resta nel suo ruolo del Jolly Joker nel gioco delle carte moderne (detto spesso in italiano "la Matta", nel senso di "carta matta", essendo anch'egli maschile). Entrambi, Matto e Matta, hanno poi un aspetto "cornuto", va notato, che ci collega ancora una volta al suddetto minotauro.

Il buffone di corte, figura apparentemente che non conta nulla, ma che in realtà è la chiave determinante del gioco. Questo sarebbe il senso e il destino di questa nomina per i cultori dell'Onomanzia. Staremo a vedere i prossimi sviluppi, e le conseguenze che porterà.

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