Je suis Charlize


LORENZO BARBERIS.

Disclaimer: il presente articolo, ovviamente, è da leggersi sul modello del mio amato "Pendolo di Foucault". Non prendete dunque per oro (alchemico) colato le presunte e ironiche "rivelazioni" che seguono, mi raccomando!

La buona vecchia Stampa torinese è in grado di regalarci ogni tanto attimi di piacere. Come oggi, quando leggo che l'attrice Charlize Theron è in procinto di prender casa a Monforte d'Alba.

Ovviamente è possibile che sia un rumor buttato lì a caso, con nonchalanche, per riempire una colonna in cronaca. Eppure, l'appassionato di ermetismo che è in me inizia involontariamente a fantasticare.

Charlize è una delle mie attrici preferite, ingiustamente soppiantata da altre più note nella speculazione ermetica.

Nata nel 1975 in Sudafrica, franco-olandese, il nome è occitano ma l'attrice dice di pronunciarlo There-On, "da qui in poi" in inglese, per renderlo più accessibile. Occitano certo, ma Theron in greco è "Bestia", citata in greco soprattutto quando si fa riferimento alla Mega Theron 666, la grande bestia apocalittica.

Ora, naturalmente Charlize non ci ha nulla a che fare ovviamente.
A parte, ovviamente, ma è un caso, il film che le ha dato la notorietà, l'Avvocato del Diavolo. Il remake (ma più ermetico) del Rosemary's Baby di Polanski (1969). In seguito al film di Polanski si è iniziato a interessare di lui il buon vecchio Charlie Ma(n)son, per dire. E due anni dopo il film di Charlize, Polanski torna sul tema esoterico che aveva comprensibilmente abbandonato da allora, con "La nona porta" (1999). E poi altri tornano a interessarsi a lui, ma qui la storia si fa lunga.

Sul Devil's Advocate ho scritto al link precedente, e in sintesi, sia pure con inganno e ipnosi, Charlize si unisce al diavolo, nelle seducenti vesti di Al Pacino / John Milton, divenendo quindi la Scarlet Woman apocalittica. Poi, ottenuta la fama, ovviamente Charlize non torna sul tema. Beh, non almeno fino al 2003, il film della vera consacrazione internazionale.



"Monster" (2003), in cui Charlize interpreta la più celebre serial killer femminile, colpevole di sette omicidi. Film di cui l'attrice è produttrice, e che le vale l'Oscar. Ed è certo forzato, come vogliono i cacciatori di Illuminati, collegare i sette delitti rituali alle "teste di sette re" cui fa riferimento l'Apocalisse quando parla della Donna Scarlatta che cavalca la Bestia. Di certo la prova attoriale è notevole, una delle maggiori performance della storia del cinema (almeno secondo l'autorevolissimo critico Ebert).

Quindi in realtà un film legato alla necessità di rendersi grande attrice anche con un ruolo drammatico in un film non "di cassetta", insomma niente di esoterico. A parte poi, nel 2005, lavorare al film tratto da Aeonflux (1991) di Peter Chung, in seguito diventato famoso per Animatrix. In realtà Aeonflux anticipa tutte le tematiche cyberpunk di Matrix nello spirito, con uno spirito più caustico e fedele all'originale. Ah, e con un gusto abbastanza ermetico-gnostico, come è ovvio e come appare anche in Matrix I. Basti dire che Chung, finito Aeonflux, farà una celebre serie, molto iniziatica, su Alexandros. Questa è la locandina del film, comunque:


Durante la lavorazione del film Charlize scivola durante una scena acrobatica, e riporta un'ernia al disco presso la settima vertebra, almeno stando a Wikipedia.


Beh, però Hancock (2008) no, dai. Si tratta solo di una commedia divertente sui supereroi. Will Smith è l'ononimo protagonista, una forza incontrollabile e distruttiva, fino a quando incontra Charlize che gli svela che sono una specie di dei primordiali, ultimi della loro stirpe, e l'ignaro marito di lei suggerisce ad Hancock di ottenere consenso con una campagna marketing volto a presentarlo come una figura positiva. Hancock alla fine capisce e si adegua. I complottisti potrebbero vederci un lungo discorso iniziatico alla Our Gods Wear Spandex, i supereroi come nuovi dei (ma anche: i supereroi come un modo di rendere accettabile il mito del super-uomo, caro al NWO...), apparso già in Watchmen, Unbreakable e così via.



Del resto, sul tema della religione come Cargo Cult la nostra Charlize torna poco dopo in "Prometheus" (2012), di cui ho già detto al link sopra (nell'anno dell'apocalisse Maya, tra l'altro, per chi si ricorda). Comunque insomma, Jesus was an alien è il messaggio nascosto - non troppo - del film. L'altra faccia della medaglia di Superheroes are old gods, e poi alcuni complottisti vedono un ricorrere di una V simbolica (cosa sarà mai?).


E infine, nel 2013, è la glaciale regina di Biancaneve. E qui non c'è nulla da dire, ovviamente: si potrebbe ovviamente speculare sui simbolismi ermetici del film (simmetrico al primo film disneyano, nel 1938, dove la parte della regina malvagia era ricavata dalla teutonica regina Uta, in quello che fu visto uno scherno a un simbolo ripreso dal regime nazista, opposto agli illuminati autori hollywoodiani). Ma in fondo tutte le fiabe si prestano a una rilettura ermetica: bisogna vedere se era consapevole, negli autori, o no.


Lascio a voi giudicare (e no, l'Occhio degli Illuminati, come gridano tutti i miei piccoli amici cospirazionisti, non è la cosa più inquietante dell'immagine).

E in attesa di rivederla nell'apocalittico Mad Max (2015), sono contento che la meravigliosa Charlize si riposi un po' nella nostra tranquilla Monforte. Anche se non so se avrà poi molto da riposare.



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