Sin City - A Dame To Kill For


LORENZO BARBERIS.

(Spoiler Alert As Usual.)

Bel film, questo secondo capitolo di "Sin City". Resta da capire perché sia arrivato a 10 anni di distanza dal primo, nel 2005, quando ormai l'estetica che aveva lanciato era declinato. In mezzo sono passati il fortunatissimo "300" (2007), "The Spirit" riscritto in chiave milleriana (2009), il sequel di "300" (sempre nel 2014) e innumeri cloni di minore livello.

"A Dame To Kill For" è il secondo episodio di Sin City, che forma la prima parte del film, ma si può estendere anche alla seconda parte, che forma il sequel di Yellow Bastard con la vendetta di Nancy.


Fa da collante "The Long Bad Night", sullo sfortunato figlio illegittimo del Senatore Roark. Bella la scena dove i potenti di Sin City "si giocano la città", simbolicamente, nella montagna di fiches che riproduce la skyline.


La trama sulla spietata Dama-Dea è abbastanza fedele all'originale, e trasfigura l'ideale della Dark Lady fino a tramutarla in una sorta di Kalì mortifera, che uccide per uccidere, oltre l'interesse in senso stretto.


Il personaggio migliore è Manute, ovviamente, e i cospirazionisti potrebbero aver da dire sulla scelta di colorizzare in Oro l'Occhio di cui viene privato, che diviene così l'Occhio di Ra, l'aurifero dio solare.



Un elemento che rimanda alla seconda parte del film, dedicata alla storia di Nancy, rappresentata da Jessica Alba che, se la Dama iniziale simboleggia la Nigredo, è il femminino positivo, l'Albedo appunto.

Il Giallo infatti rimanda a The Yellow Bastard, il mostruoso rampollo dei Roark del fumetto del 1995 e del film del 2005. Yellow Kid (1895), naturalmente, a un primo livello, creato nel centenario dei comics. Tuttavia Roark Jr., candidato presidenziale in pectore, potrebbe rimandare anche al King In Yellow, il decadente araldo dei mostri lovecrafiani. Del resto già in Elektra il buon Miller aveva messo in scena un presidente servo della Bestia, con le sembianze del giovane Jimmy Carter.

Il Giallo infatti per i decadentisti è colore malato, macilento, decadente appunto, con una rilettura del Giallo come colore aurifero-regale-solare. Il ciclo di Miller è basato sul Bianco e Nero per rafforzare l'uso simbolico dei colori, tra cui spicca il Rosso della passione e dell'eros; l'uso dei colori è probabilmente quindi oggetto di uno studio piuttosto attento.


La morte di Hartigan spinge Nancy alla vendetta. Significativa la scena dove, dopo il solito strip tease, non essendo riuscita a uccidere Roark Sr. nel suo locale, spacca il vetro con la testa. "Infrangere il vetro", come Alice In Mirrorland, è associato dai complottisti a una trasmutazione indotta. E non a caso tale trasformazione avviene in Nancy.


Simulando cicatrici indotte da Roark Sr ella spinge Marv ad aiutarla, così come faceva la Dama (Ava, con probabile citazione della Gardner) per spingere Dwight a uccidere per lei. Se però la Dama fingeva totalmente di essere torturata dal devoto Manute, e per uccidere un innocente, Nancy è la vittima della situazione e accetta di infliggersi davvero le stimmate del tentato stupro (da notare che il Yellow Bastard, dopo averla frustata, nel primo film intendeva usare su di lei le sue lame).


Nancy rivela così il suo lato oscuro e ottiene l'aiuto di Marv, che la assiste nella carneficina riservandole però il primo omicidio (per procurarsi le armi) e l'ultimo (quello di Roark).



Non a caso Nancy, tramutata, rinuncia alla pistola (cui si era prima addestrata) e, in modo apparentemente incongruo, adotta l'Arco, che la rende però vicina alle Prostitute, la forza positiva in Sin City con la loro città autogovernata.

Nel fumetto, Miller ne ha fatto il correlativo oggettivo dei suoi Spartani, quando alle "loro Termopili" fermano la mala che vuole conquistare la loro città vecchia (episodio apparso nel primo film); tuttavia è evidente (vedi fotogramma sopra) il rimando piuttosto alle Amazzoni (di cui Sparta conservava l'addestramento guerriero anche per la componente femminile).


Su tutto aleggia una apparente incongruenza della trama.
Dovrei rivedere i due film, ma si genera un problema di continuity non da poco: citando Bad Comics (uno dei pochi siti a cogliere l'incongruenza, rispetto a siti più pretenziosi ma di fatto piuttosto sterili),

"In realtà però l’affiancamento di Marv e Nancy in questo episodio crea più di un problema a livello di continuity; o Marv è resuscitato dopo la sedia elettrica, o Nancy si è fatta una plastica facciale ed è tornata a ballare come se niente fosse, fatto che sembra improbabile dopo aver visto cosa è diventato il suo personaggio nell’epilogo del film."

Se ipotizziamo Marv come fantasma (del resto, Nancy è seguita dal fantasma di Harrigan) andiamo in una lettura totalmente simbolica; se riteniamo che Nancy torni alla vita di sempre abbiamo una completa dissociazione mentale.

Quest'ultimo elemento potrebbe rimandare al Monarch program e similari; del resto, la presenza di Lady Gaga appare significativa. La popstar più esoterica dà al figlio illegittimo di Roark il dollaro che gli permette di sfidare di nuovo il padre a Poker (del resto, è la cantante di Poker Face).

Insomma, un film interessante. In attesa di poter vedere, magari, un terzo capitolo, come al solito.
Ma magari questa volta, grazie all'ISIS, chissà che non riesca il miracolo, e che vediamo finalmente il film di Holy Terror, il più scorretto capolavoro milleriano.


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