A Pure Life Experience



LORENZO BARBERIS.

Continua la mia indagine sui dettagli della "Cuneo Esoterica", dopo un lungo periodo in cui non avevo avuto nuovi elementi. Oggi è la volta di recensire "A Pure Life Experience", Una pura esperienza di vita (o una esperienza di Vita Pura?), un corto promozionale realizzato nel 2010 dalla 011 Films per conto della Cassa Risparmio di Cuneo (e di 11 minuti esatti, esclusi i credits finali).

La 011 aveva anche prodotto nel 2006 "Fratelli di Sangue", un thriller di David Sordella, l'attuale giovane, "renziano", sindaco di Fossano (la città, delle "sette sorelle", dove insegno). E Sordella è anche il director di questo film, il cui script è invece attribuito, nei credits finali, a Gianni Farinetti, cugino di Oscar (stando a Wiki) e giallista di ambientazione cuneese di primo livello, dal 1996.


Già l'immagine della 011 è abbastanza inquietante, ispirata com'è al Sole Nero.
E tutto il video prosegue in questo segno.

Siamo in una metropoli, grattacieli sotto la pioggia battente stile Blade Runner.
Elisa Isoardi è al Mac, triste, telefona al marito (c'è una fede all'anulare) che però è ancora al lavoro e pare ignorarla. Un vecchio inserviente che definire inquietante è poco la costringe allora a indossare un paio di cuffie, e con voce ipnotica inizia a magnificarle il cuneese. "C'è una terra che devi conoscere... un segreto molto ben nascosto..." insiste il tizio, con voce melliflua.

A questo punto il video (fino a qui, molto efficace, ma anche molto angosciante...) volge verso la promozione turistica, senza rinunciare a un pesante richiamo ermetico che, ovviamente, ho apprezzato moltissimo. Si sottolinea la vicinanza alla "città magica" di Torino. Una terra dominata dal Monviso, il "gigante di pietra", la "Granda" non solo per estensione, ma per la sua grandezza iniziatica.

La prima meraviglia che si mostra è, giustamente, il Santuario del Mondovì presso Vicoforte (si vede che sono monregalese, eh?), mentre si cita il nome della "Terra Segreta": Cuneo, la Granda.

Elisa, vestita con un candido abito medioevale, entra nel Castello degli Acaja, centro simbolico di Fossano, e rovescia una clessidra, simbolo del Tempo Ritrovato.

Si cita Alba, che dà i natali a Pertinace (non un imperatore romano qualsiasi, ma l'ultimo Imperatore Elettivo dei tempi della grandezza, dell'età degli Antonini e della Gnosi, prima del declino militare), mentre appaiono il teatro di Augusta Bagiennorum e l'anfiteatro di Pollentia (vicino Bra).

Dopodiché, immancabilmente, si ascoltano ancora "i suoni delle armature dei cavalieri templari", effettivamente molto presenti nella zona, terra di passaggio tra la Francia e i porti della Liguria, via per le Crociate. Qui il templare in questione lotta contro un Saraceno, come quelli situati nel Frassineto, a cui è tuttora ispirata la figura del Moro di Mondovì.



Lo scudo, curiosamente, ha l'aspetto di una Chiave, forse a indicare che la Chiave è nella presenza templare, o forse che tutto il video è la Chiave per capire la Provincia.



Si passa quindi alla potenza dei Savoia, e alla loro forte presenza - sempre ricca di elementi ermetici - sul territorio cuneese. Si citano poi i nomi della modernità, Galimberti, il monregalese Giolitti, il doglianese Einaudi, Fenoglio, Pavese e la loro Langa (così importante anche nel Pendolo di Foucault). Forse non lo sai, "ma l'Italia è nata proprio qui" (slogan curioso per una provincia che ha chiuso con una giunta leghista dal 55% dei voti, presieduta dalla compagna di Calderoli, ma così è). I cospiratori massonici del Risorgimento in effetti era ampiamente presenti in provincia, a partire da quell'ermetico saviglianese Santa-Rosa. L'Italia raffigurata come una Maschera, però, più che patriottismo fa un po' NWO e Illuminati.



Alla carrellata storica segue una più geografica, divisa nelle varie stagioni (che lascia intendere, per Elisa, il soggiorno pari a un anno...) volta a decantare le bellezze del luogo, meno ricca dei densissimi messaggi ermetici della prima parte. Bella però la presentazione del museo del Vino di Barolo (mia prima supplenza, un millennio fa...) dove si esaltano le varie figure di dei collegati al vino, con un neppure tanto velato spirito politeista.

Il sogno si conclude col dono di un cioccolatino cubico avvolto in carta oro, un piccolo lingotto che la nostra Elisa si ritrova tra le mani a sogno finito. Si tratta di sicuro di una coincidenza, ma è comunque anche una diffusa metafora del neuro-programming (vedi il recente video di Katy Perry, o più in generale il film "Inception"...).

Finisce la clessidra, comunque, finisce l'ipnosi. Si torna alla scena iniziale e la bella Elisa, sparito ormai anche il suo neuro-programmatore, appare decisamente convinta a visitare la Granda e, apparentemente, rasserenata.

La bellezza del video è indiscutibile, e probabilmente anche la sua efficacia comunicativa, al di là di una certa cornice unheimlich che non viene fugata del tutto.

Ma, più di tutto, ci compiace, ancora una volta, la cornice sottilmente ermetica, che avevamo, in tempi non sospetti, anticipato.





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