Inferno Fresco

LORENZO BARBERIS

Il progetto "Il CuNeo Gotico" è, come sapranno i nostri lettori, un affascinante "piano triennale" di riscoperta del gotico e del neogotico a partire dal cuneese, che in effetti del Gotico storico è luogo di custodia eccezionale.

Il progetto affronta in questo 2015, tra le altre cose, una ricorrenza importante che, purtroppo, a livello generale non ha avuto certo la ricezione che meritava. Sono infatti 750 anni dalla nascita di Dante Alighieri, tre quarti di millennio da quel 1265 che segnava la nascita del padre della letteratura occidentale - e, in contemporanea, anche del gusto "gotico" letterario, specie con il suo Inferno (ma anche il Purgatorio, da sempre il "grande escluso", e anche una certa perversione nel rapporto con la algida Beatrice paradisiaca hanno molto da dirci, nell'interconnessione profonda di questa Opera), summa e vertice inarrivabile di mille inferni gotici (visivi e letterari) che costellavano l'immaginario dell'Europa di allora

Biffi Gentili, direttore del MIAAO di Torino, e direttore artistico del progetto (promosso dalla Fondazione CRC), assume come al solito un taglio modernissimo e spiazzante nell'affrontare il tema, cogliendo (sulla scorta di quanto già affermato da un gigante come Vittorio Sermonti) l'estrema attualità di Dante in forme d'arte che talvolta non sono ancora compiutamente sdoganate come meriterebbero.

Dichiarava infatti Sermonti: “I giovani capiscono Dante meglio di tanti accademici (…) L’Inferno è più splatter di certi fumetti o videogiochi.” (Roberta Scorranese, Vittorio Sermonti. L’Alighieri? Più splatter di fumetti e videogiochi in “Corriere della Sera”, 30 marzo 2006).


In effetti tra l'altro poco dopo è apparso il videogame Dante's Inferno (2010) della Visceral Games, discussa ma interessante interpretazione del capolavoro letterario. L'inquietante rilettura della game director Ash Huang vede Dante divenire un iniziatico crociato che porta tatuata sul suo corpo la rossa croce templare, e si batte contro le forze diaboliche con una ciclopica vertebra di demone. Mentre scriviamo Fede Alvarez, già autore del remake de La Casa di Raimi, sta lavorando all'adattamento cinematografico, segno comunque di un certo successo dell'opera nell'immaginario.

Ma l'illustrazione e il fumetto da tempo si erano riappropriati del Dante in chiave moderna, come mostra ad esempio la magnifica opera di Pablo Eucharren in copertina del post, che illustra il canto XXVIII dove i seminatori di discordie, scismi ed eresie (tra cui qualche nome eccellente, di cui il secondo è Fra Dolcino...) vengono smembrati a colpi di spada dai demoni guardiani.

Tra Beatrici e Furie



Si è giunti così a Inferno Fresco, affidato a una giovane curatrice, Lorenza Bessone, il compito dell’ordinamento di una mostra di nuove illustrazioni dell’Inferno che rendesse ragione del nuovo approccio, spregiudicato e post-moderno.

Bellissimo e rivelatore, come al solito, il gioco di parole in grado di titillare l'inconscio del visitatore: un inferno "fresco" nel senso di "giovanile", a un primo livello, ma anche un rimando (se il titolo è letto "inglesemente") al lavoro del frescanti che, dal '400 cuneese, ci hanno tramandato le proiezioni degli incubi e i deliri del mondo tardomedievale di cui oggi queste giovani illustratrici si fanno nuove custodi. Infine, a un terzo scavo di profondità, l'ossimorico "inferno fresco" è il baratro più profondo della voragine infernale, la palude di Cocito dove siede assiso nel suo trono prigione Lucifero (che ha scavato con la sua caduta quella ciclopica ziggurath rovesciata).

Lorenza B. ha quindi scelto un taglio decisamente interessante, invitando soprattutto illustratrici, in grado di dare una nuova lettura dell'orrore dantesco da un punto di vista inedito (specie per un certo immaginario più scontato, che vuole l'illustrazione orrorifica "virile").

Come afferma del resto la stessa curatrice in un nostro breve scambio epistolare, "ho tentato di evidenziare una straordinaria fioritura femminile nelle arti del disegno soprattutto nella scena piemontese, invitando giovani illustratrici (ma, per merito “storico” e articolazione di "generi", anche quattro artieri uomini) a cercar di interpretare l’Inferno in modo non convenzionale."

Una prospettiva innovativa e, a mio avviso, fruttuosa, dato che c'è molto femminile nel demoniaco di Dante, più di quanto ci si possa aspettare (a partire dall'ovvia obiezione di una maggioranza apparente di demoni e dannati maschili citati).

Nutrita quindi la schiera di illustratrici, molte di Torino che conferma così la sua fama "diabolica": Ilaria Clari (di cui l'immagine sopra, un perturbante Cerbero che pare apparire dall'inconscio di una macchia di Rorschach), Loredana Fulgori, Cristina Mandelli, Tania Piccolo aka Storm Neverland, Vanessa Rubino, Elisa Scesa Seitzinger, Elisa Talentino...


Non mancano ovviamente anche altre presenze: la “cugina transalpina” Alice Richard aka Pole Ka, che ci offre il sovrastante Lucifero che fonde i peggiori affreschi gotici con i moderni deliri dei peggiori manga, anime, e financo hentai (in un segno che però ha una sua autonomia "occidentale"), la toscana Eleonora Guastapaglia aka Helbones, la lombarda Patrizia Beretta, la “deviante” Ire-Ne…



O folle Aragne, sì vedea io te  
già mezza ragna, trista in su li stracci  
de l’opera che mal per te si fé.    

La Ada Seitzinger, per citare solo un'altra illustrazione, offre infine un ottimo esempio di quello che mi affascina di questa imperdibile mostra, ovvero la capacità femminile di far emergere anche il lato muliebre dell'infernale dantesco, con questa meravigliosa Aracne, figura non certo centrale nell'immaginario infernale più stantio, ma invece al centro di una mirabile connessione tra il Purgatorio dove la fanciulla è punita della sua sfida alla dea e il viscido Gerione, simbolo della frode. Una connessione che l'illustratrice vivifica col suo segno e che ci pone come spunto di ulteriori fruttifere ermeneutiche nell'opus magnum del grande fiorentino.

Pare in questo di interpretare coerentemente la linea della curatrice Lorenza Bessone, che dichiara: “nonostante l’approccio oltranzista del brief di progetto, che si riferiva all’ horror-splatter anche per evitare ogni insopportabile visione ‘benigna’ di Dante, molti elaborati sono sorprendenti pure per la sofisticazione nelle scelte di alcuni personaggi e la dissimmetria delle varie referenze culturali, tra pop e top. Ad esempio la francesina Pole Ka, a partire da Semiramis lussuriosa compone una suite perturbante, fondata anche su una sua dichiarazione di poetica: L’Enfer est intime, ed è la ricorrente rappresentazione dell’apparato uterino come luogo di destino ferale. Oppure Beatrice è ritratta da Helbones all’età del primo incontro con Dante, a 9 anni, caratterizzata da Big Eyes, evidente citazione di pittura Lowbrow, con però delle stelline di dentro a cinque punte, e un’iscrizione in provenzale che presuppone frequentazioni di filologia romanza"

In mostra la Bessone ha comunque voluto anche tre illustratori maschili: Carlo Pastore, che esamina un certo erotismo omosessuale serpeggiante in Dante; Giorgio Finamore, che evidenzia tra le peggiori figure dell’orrore nell’Alighieri le Furie, femminili; e infine Marco Corona aka Marcio Cancrena, partito da Cuneo per un trip fantastico, superando passaggi di livello europei.

Insomma, questa esposizione è obbigatoria perlomeno per tutti i piemontesi che si rispettino, e promette di essere un'occasione imperdibile di rilettura del satanico e del femmineo dantesco. Ben oltre, appunto e per fortuna, certe falsanti "benigne riletture".

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Scheda mostra

Inferno fresco. Nuove illustratrici dantesche
direzione artistica Enzo Biffi Gentili / a cura di Lorenza Bessone

Sede: MIAAO Galleria Sottana. via Maria Vittoria 5. 10123 Torino. Italia

Periodo di svolgimento: dal 25 settembre al 31 ottobre 2015
Orari di apertura: sabato ore 15-19.30, domenica ore 11-19
Inaugurazione venerdì 25 settembre 2015 alle ore 12

INGRESSO LIBERO

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Opere presentate.

01 (copertina). Pablo Echaurren, Mutilati ignavi (Dante’s Inferno Canto XXVIII), 2004, tarsia di panni e plastiche imbottite eseguita da Marta Pederzoli, 113x66 cm. Courtesy MIAAO.
02. Ilaria Clari, Cerbera (Dante’s Inferno Canto VI), 2015, pennello e inchiostri vari su carta, 31,5x49,7 cm.

03. Alice Richard aka Pole Ka, Lucifer (Dante’s Inferno Canto XXXIV), 2014, grafite e inchiostri di china su carta, 42x29 cm.


04. Elisa Scesa aka Elisa Ada Seitzinger, Aracne (Dante’s Inferno Canto XVII, Purgatorio Canto XII), 2015, tecnica mista su carta, 42x29,5 cm.


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