Le Piogge Dorate, o l'arte di Frank Willens


LORENZO BARBERIS.

Il festival internazionale del teatro di Santarcangelo 2015 riporta di attualità una inesausta polemica artistica intorno all'arte scandalosa.

A quando pare, infatti, un performer coinvolto nella manifestazione,  Frank Willens, in un evento pubblico e gratuito, ha concluso la sua danza contemporanea generando un getto col proprio corpo.

Scopo raggiunto, direbbero i neo-cinici del web sulle orme di Oscar Wilde: del festival si inizia a parlare, diventa un "caso" e questo è sempre tutta pubblicità gratuita.

L'attacco "da destra", per usare queste categorie alla Nanni Moretti (qui un esempio) parte da una golden shower per arrivare a un'altra: è scandalosa la performance, specie in pubblico, che la vedono anche i bambini e gli elettori cattolici (cit), e non è bello. Ma ancor più scandaloso è che sia pagata con 800.000 euro di soldi pubblici, anche se gran parte europei (i dati in questi casi, da ambo le parte, sono generici, fumosi, non concordati, quando ovviamente sono l'essenziale).

"Da sinistra" si replica che i soldi "vivi" sono 200.000 euro (in altri comuni, "da destra", questo argomento è usato in "chiave edile" quando si contesta un'opera pubblica supposta inutile, che so, un ascensore su un abisso dal costo di un milione di euro, e si replica: "ma catturiamo fondi europei per il territorio!"), che si accalappiano frotte di turisti col festival (da ora in poi, tra l'altro, di più: "andiamo a vedere l'uomo col fuori in bocca") e che il più sgualfo concerto di una qualche meteora del pop può costare sui 50.000 euro di suo.

La direttrice del festival giustifica poi il tutto in nome della cultura (vedi qui): ci vogliono "gli strumenti culturali" per capire, è il Cesso di Duchamp, ignoranti. Il che in realtà non è tanto il tema del contendere. In primis, il punto da destra sono (sempre) i soldi. Che sia cultura non conta molto. Al limite, conta se è la cultura "tradizionale" (non che anche quella sia salva in aeternum da censure economiche, eh). 800.000 euro per un festival lirico tradizionale avrebbero avuto un minor appiglio sul vasto pubblico, sul "ventre molle" ondivago tra destra/sinistra culturale.

Se dovessi dare un suggerimento, come da copertina, sarebbe stato meglio sparare più alto, non Duchamp (quello, e la merda di Manzoni, lo conoscono tutti, le assicuro, non funziona come "riferimento culturale alto che voi non capite, caproni!"), io suggerirei la Danae, che era coperta di pioggia d'oro da Zeus in quanto emblema delle prostitute d'alto bordo coperte d'oro dai mecenati rinascimentali, ma non escludo che fosse metafora di altri golden show(er): non è che le perversioni le inventa il '900.

Insomma, la mia idea è che vada chiarito come l'arte contemporanea è la prosecuzione della tradizione occidentale con altri mezzi, e solo in quel modo si spezza il fronte retorico avverso riunito sotto la bandiera della Settimana Enigmistica (stemma la vignetta "non è il cesso di Duchamp, è mia suocera!"), almeno quel tanto che basta da renderlo meno pericoloso.

Il problema (o il vantaggio) è poi che il gesto di Willens è perfetto per tramutarsi in meme, manifestazione plastica di un tormentone eterno del qualunquismo lagnoso: "ci pisciano in testa e ci dicon che piove". Qui traslabile in "Ci pisciano in bocca e ci dicon che è arte". E qui tutta la retorica classicista perde di fronte alla potenza dell'immagine.

Insomma, al di là del divertissment e delle battute, anche questa è arte, e speriamo che Frank Willens possa proseguire con successo nella sua attività. Anzi, auspichiamo che possa venire un giorno in mostra a Torino, dove seguiremo la performance con interesse pur con la giusta distanza critica.

Abbiamo già anche un titolo perfetto in mente per lui.

Post più popolari