Leda e il Cigno


Leon Battista Alberti e Andrea Mantegna, Hypnerotomachia Poliphili (1499)



Gian Battista Palumbo (1500-1503)


Giulio Campagnola



Leonardo 1504

LORENZO BARBERIS.

Il tema di Leda e il Cigno è uno dei grandi archetipi della storia dell'arte occidentale.
Il mito originario, poco noto, vede Zeus tramutarsi in Cigno per unirsi alla bella Leda di cui è invaghito.
Ella giace poi col marito Tindaro, re di Sparta, cui non narra nulla, ed ebbe così quattro gemelli, i due Dioscuri, Castore e Polluce, e due gemelle, Elena e Clitennestra. In ogni coppia ovviamente uno era divino, uno no.

Il tema è attestato, ma piuttosto raro, nell'arte classica. La sua ripresa rinascimentale comincia con le incisioni ermetiche dell'Hypnerotomachia, nel 1499, e continua con altre incisioni di ambito veneziano.


Leonardo 1507 (copia di Gianpietrino 1520)




Leonardo 1508 (copia del Sodoma, 1515)

Leonardo riprende il tema di Leda in due dipinti (1504-1507 e 1508), che entrambi vengono poi, a quanto pare, distrutti intenzionalmente per la loro natura erotica. Le due opere sopravvivono comunque, come iconografia, tramite le numerose copie fatte da molteplici artisti.





Chi crea in età moderna il modello della Leda come soggetto erotico è Michelangelo, che riprende il suo quadro del 1530 (anch'esso perduto, anch'esso perduto a Fontainebleau) da soggetti rappresentativi romani, come l'anello sopra riportato. Egli riprese tale modello compositivo anche per la sua celeberrima Notte, e forma il modello della Linea Serpentinata michelangiolesca.

L'opera fu giudicata, giustamente, lasciva e, criminalmente, bruciata sul rogo da Anna d'Austria nel 1643 (quasi sempre la distruzione moralistica delle opere del Rinascimento avviene ad opera di figure di sovrane femminile particolarmente intrise di fondamentalismo religioso).

Anche quest'opera sopravvive in numerose riprese d'autore.


Il Correggio del 1531 è ancora più esplicito con la sua Leda a gambe spalancate ad accogliere il simbolico Cigno di Zeus. L'opera si è conservata, ma ai primi del '700 Louis d'Orleans, colpito dal senso di colpa, cercò di squarciare il quadro con un coltello, per farlo poi riparare.




Il tema di Leda rimase confinato prevalentemente in Italia, con puntate in Francia dove i dipinti del rinascimento erano giunti a Fontainebleau. Riprese nordiche sono rare.

I maestri della scuola veneta, Tiziano, Tintoretto (1550 c.), non sono particolarmente espliciti.



E' piuttosto Veronese, nel passaggio tra '500 e '600, ad assumere di nuovo la posizione erotica di Correggio.


Ma anche Rubens (1600) riprende il modello michelangiolesco, favorendone la diffusione.


Francois Boucher (1750)

Il tema, popolare nel '500, declina con le censure del Seicento, e i dipinti di Boucher, incluso quello più estremo e più famoso, sono una eccezione nel '700.


Wertmuller

Con l'accademismo ottocentesco il tema ricomincia ad avere una vasta ripresa e un notevole successo.


Boldini


Cubism


Dalì, Leda Atomica (1949)


Kalvak



Manara



Helmut Newton 



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