The Varou/Fakis Test, or: Killing the Minotaur.


LORENZO BARBERIS.

Satira esoterica sulle note del Pendolo di Foucault.

Di economia io ne capisco davvero poco, e poi qui fuori, nella blogosfera, prosperano più docenti universitari di economia di quanti avrei immaginato ci potessero essere; quindi mi atterrò allo stile del mio blog e vi proporrò una ironica analisi ermetica degli ultimi fatti greci, con il no greco e quel che segue.


Iniziamo con dire che il tutto ha già un vincitore indiscusso: l'ex ministro dell'economia greca, Yanis Varoufakis.

C'è un racconto di Benni, Autogrill Horror, dove un piccoloborghese vince subito il suo personale Duel con un camionista superandolo e poi, tagliando la strada, parcheggiando in un autogrill dove inizierà l'orrore: così vince definitivamente la sfida. 

Bene, Varoufakis fa lo stesso: vinto il referendum, se ne va e la sua vittoria è totale. Never look back to explosions, come recita la regola dell'action movie almeno dagli '80 in poi.

Per chi ama l'onomanzia, il suo nome stesso anticipava questo referendum, o perlomeno questa concezione binaria dell'economia, sì/no, buoni/cattivi, vittoria/sconfitta. Ya-Nis, il nome, può richiamare (in tedesco, oltretutto!) l'alternanza secca Ya-Nein.

Ma anche il cognome: Varou-Fakis, cioè l'antinomia Vero / Fake.


Varoufakis era divenuto noto per un libro, "Il minotauro globale", dove riprendeva simbolicamente il mito greco come allegoria della finanza USA dominatrice della scena mondiale.

Il livello simbolico è importante: in Italia ad esempio è stato edito da Asterios, una editrice che ha lo stesso nome, Asterione, del Minotauro stesso.

Il Minotauro è gli USA, il Labirinto è il caotico sistema economico mondiale creato ad arte per avvantaggiare gli States. Ma sotto la metafora più classica appare un rimando ai simbolismi esoterici: il Minotauro è infatti un derivato del Moloch, il primigenio dio cornuto venerato dagli Illuminati, che in USA hanno il loro attuale centro nel Bohemian Groove.

Il simbolismo ha una valenza anche nel discorso che V. fa nel libro. Egli sostiene infatti che l'avvio della crisi è con la fine della convertibilità in oro, nel 1971, e con le finanze totalmente virtuali decise dagli USA. Ora, il Moloch è il signore delle ricchezze, il dio Ammon che Cristo rifiuta quando dice che non si può servire Dio e Mammona (intendendo con questi il dio delle ricchezze materiali, correttamente). Il Plutone dei greco-romani, dio dell'Ade infero e quindi delle gemme e dei filoni auriferi che i dannati per lui vi scavano (ehi-ho). Dio di una avidità essenziale, potrebbe per questo tenere per sé l'oro luccicante (come il Drago-Gigante metamorfico che sconfigge gli dei del Walhalla e che è poi vinto da Siegfrido) e costringere gli umani a impazzire dietro il Denaro Assente, vero e ingannevole Oro Spirituale degli Alchimisti (Neri).


Nella cover tedesca - non a caso - il minotauro USA è raffigurato come uno Zio Sam cornuto, che è però più che altro identico al caprino Bafometto, altra incarnazione del Moloch venerato dai templari e poi da gran parte dell'occultismo mondiale che da essi deriva. 



Il nemico di Varoufakis, la Troika BCE-UE-FMI, ha scelto un nome particolarmente infelice, non solo perché si presta a battutacce da film dei Vanzina (mi stupisce non sia uscito "Vacanze con la Troika). La Triade richiama infatti il triangolo degli Illuminati, confermando il ruolo eroico che Varoufakis si è ritagliato.


Varoufakis stesso, nel porsi come "Ministro in moto", non solo si pone come il classico eroe bello e dannato della tradizione americana (che solitamente si sposta in moto, segno di velocità e libertà) ma anche come Centauro, altro animale mitologico simbolo però di sapienza, come in Chirone, il maestro degli eroi. Un po' un subliminale "armiamoci e partite": io sono il Mentore, voi - giovani generazioni - siete coloro che batteranno il centauro. Infatti, non appena creato il setting dello scontro, V. se ne va.


Bisogna dare conto anche di simbolismi non favorevoli a V. Infatti, online è stata notata la sua uguaglianza a Voldemort (come Ratzinger era identico a Palpatine, il simbolo del male in Star Wars). Voldemort è l'erede di Salazar Serpeverde, simbolo del fascismo portoghese caduto nel 1974 (e, simbolicamente, dei fascismi mediterranei europei, giunti fino alla metà dei '70: quello spagnolo e appunto quello greco). 

Inoltre Voldemort (volt de mort, "volto della morte") è un chiaro simbolo del dominio rettiliano, dal suo stesso volto. Ricordo uno spettatore, durante un film del ciclo che stavo vedendo, che commentò con inconsapevole correttezza una scena madre. "Harry, tu hai qualcosa che Voldemort non ha!" diceva il mentore Dumbledore, morente al giovane Harry in lacrime. "Il naso!" urlarono dalle retrovie. Il che non è falso: l'assenza del naso in Voldemort, che da buon cadavere vivente cade a pezzi, rimanda alla Serpe Verde che è il suo emblema.

Quindi un Varoufakis rettiliano o, perlomeno, "Illuminato" (e quindi "serpentino" in chiave simbolica?)


Altro elemento eclettico è la moglie Danae. Un nome greco che rimanda alla fanciulla mitologica premiata da Zeus con una pioggia d'oro. Non c'entra nulla con la moglie di Yanis, ovviamente, ma nel rinascimento Danae divenne simbolo delle prostitute, ricoperte da una "Pioggia d'Oro" da chi si serve dei loro servigi; a meno che tale pioggia dorata non sia anche in alcuni casi allusione ad altri riti più esoterici che qui è meglio tacere.


Il nomen in questo caso è omen, anche perché Danae è figlia di uno degli uomini più ricchi di tutta la Grecia, Phaeton Stratou, proprietario della principale catena tessile greca, a quanto ho capito (farebbe anche le forniture per le divise dell'esercito) e di Eleni Potaga, apprezzata artista, come la stessa figlia: e una brevissima ricerca tra le sue opere d'arte (scultura astratta molto elegante, che rielabora in chiave simbolico-essenziale il mito greco) rivela subito un portale massonico Joachim-Boaz piuttosto plateale. 


DU-ST Art

Danae, invece, si  rivolta alla Land Art, assumendo come nome d'arte DA-ST (gioco di parole con Dust, sabbia) creando installazioni piramidali in forma di dune del deserto (al mito greco il primigenio mito egizio, insomma).

Ovviamente, qualche becero oppositore potrebbe far del sarcasmo sterile sull'eroe dei poveri Varoufakis imparentato con i potenti della Grecia: ma - come mi segnala un mio prezioso contributore - non è necessario, perché è già stato fatto. Nel 1995.

Eleni Potaga Art.

In una canzone piuttosto famosa dei Pulp, "Common People", il cantante Jarvis Cocker parlava di una fanciulla dell'altissima borghesia greca che millantava vicinanza alla gente comune, ma poi ovviamente non concedeva le sue grazie allo squattrinato e devoto menestrello.

She came from Greece she had a thirst for knowledge
She studied sculpture at Saint Martin's College, that's where I caught her eye. 
She told me that her Dad was loaded
I said in that case I'll have a rum and coke-cola. 
She said fine and in thirty seconds time she said, I want to live like common people
I want to do whatever common people do, I want to sleep with common people
I want to sleep with common people like you. 

*

Il cantante (nella finzione della canzone) risponde con rage and angster:

I took her to a supermarket
I don't know why but I had to start it somewhere, so it started there. 
I said pretend you've got no money, she just laughed and said oh you're so funny. 
I said yeah? Well I can't see anyone else smiling in here. 
Are you sure you want to live like common people
You want to see whatever common people see
You want to sleep with common people, 
you want to sleep with common people like me. 
But she didn't understand, she just smiled and held my hand. 
Rent a flat above a shop, cut your hair and get a job. 
Smoke some fags and play some pool, pretend you never went to school. 

*

"Vai in un supermarket e fai finta di non aver soldi, presuntuosa plutocrate!", in parole povere. Preso in parola, ma non su di sé: sui greci, verrebbe da dire. Comunque, per la loro relazione è tutto inutile: un ricco non può capire cosa prova un povero nemmeno se lo simula, perché comunque ha sempre un exit strategy, può far finire la simulazione quando vuole con la safeword della sua carta di credito.

*

But still you'll never get it right 
'cos when you're laid in bed at night
watching roaches climb the wall 
If you call your Dad he could stop it all. 
You'll never live like common people
You'll never do what common people do
You'll never fail like common people
You'll never watch your life slide out of view,
and dance and drink and screw 
Because there's nothing else to do. 

Sing along with the common people,
sing along and it might just get you thru'
Laugh along with the common people
Laugh along even though
they're laughing at you
and the stupid things that you do. 

Addirittura viene il sospetto che la bionda sulla cover dell'album successivo possa avere un rimando, il "This Is Hardcore" del 1998.


Insomma, anche la cara Danae potrebbe essere un altro segno di fedeltà possibile ad Ammon, il Dio del Denaro degli Illuminati. I complottisti più sfrenati (che qualche volta ribloggano i miei articoli, di solito presi seriamente) potrebbero addirittura sostenere che l'album è la prova provata di un piano giù esistente almeno dal '95, e di cui tutti sono pedine consapevoli e inconsapevoli.

Ma poco conta: perché, ormai, comunque, Yanis ha vinto. Per l'eternità.



Post più popolari