I trentanove scalini.



LORENZO BARBERIS.

Trentanove è indubbiamente un compleanno "di soglia". Undequadraginta, dicevano i latini, ovvero Quaranta meno Uno. Per fortuna, Jodorowski nell'analizzare la magia dei numeri ritiene che ognuno di essi abbia valore autonomo, e non vada calcolato per sottrazione o addizione di un altro, e a questo mi attengo.

Pitagoricamente, invece, il numero deriva dai suoi fattori e dai corrispondenti numeri primi, quindi abbiamo che 39 è 13 per 3, somma di cinque numeri primi consecutivi (3 + 5 + 7 + 11 + 13), somma delle prime tre potenze di tre (3^1 + 3^2 + 3^3). Nella Smorfia è il numero della Corda al Collo, ma questo non mi piace molto.


Ma, nella letteratura esoterica, in particolare, "I trentanove gradini" è un romanzo giallo-complottistico di John Buchan, scritto nel 1915 dopo il recente avvio della Prima Guerra Mondiale. Tutto comincia quando il protagonista (che ha 37 anni) scopre di un complotto per assassinare Carolidis, il primo ministro greco, da parte della Pietra Nera, una organizzazione segreta legata alla Germania (oggi, cento anni dopo esatti, il romanzo suona sinistramente attuale). Scopre poi che dietro alla Pietra Nera si cela un'ulteriore realtà iniziatica, i Trentanove Gradini che egli combatte, ma invano: la Grande Guerra che essi pianificano scoppia.

I 39 gradini sono evidentemente un'evoluzione della scala dei 33 gradi massonici; la Pietra Nera invece rimanda alla pietra sacra dell'Islam, custodita nella Kaaba, per molti iniziati il vero Graal, di origine meteoritica. La bella cover italiana, ripresa da Magritte, unifica i due elementi: i 39 gradini conducono a una Pietra Nera giunta dal cielo (Lapis Exillis) come loro compimento graaliano e alchemico.




La prima trasposizione cinematografica è di Hitchcock, nel 1935, inizialmente tradotto come "Il Club dei 39" in Italia, per semplificare il simbolismo dei "gradini" come nome di una setta. Nel 1933 Hitler aveva appena stabilito in Germania il Neue German Order, e quindi il film si realizza anche perché il tema è tornato di attualità. Casualmente, la guerra scoppierà poi nel '39.

La scena di maggior successo, più citata anche online, è la lunga sequenza centrale del film, in cui il protagonista resta ammanettato alla bella protagonista femminile dopo esser stato catturato dai 39 ed essere rocambolescamente fuggito.

L'immagine ovviamente funziona perché stimola una fantasia erotica (essere "legati" a una donna appena conosciuta) con una perfetta sfumatura Sade/Masoch: infatti l'immagine è ambivalente, nel bondage, a seconda di chi si giudichi come "prigioniero" dell'altro.



Un simbolo che però, come molte cose nei 39 scalini, ha un significato più ampio, in quanto rappresenta l'Arcano XV dei Tarocchi, il Diavolo, e in particolare i due piccoli demonietti, maschio e femmina, legati tra loro al basamento del suo trono/altare.

Il Diavolo diviene così un simbolo della Setta dei 39, il risultato iniziatico cui tendono (senza ancora saperlo) i due profani che si trovano invischiati nelle macchinazioni del grande complotto.






Un nuovo film viene girato nel 1959, nel clima della guerra fredda; un ultimo arriva nel 1978; molte le riedizioni teatrali, dove è divenuto un piccolo classico inglese. Finora il film non ha più avuto riedizioni, segno di un declino del suo successo nell'immaginario collettivo (chissà che il centenario non stimoli una riedizione).






Insomma, i 39 gradini forse iniziaticamente invitano i "quasi quarantenni" come me a non vivere quest'anno come una rassegnata attesa degli "Anta", ma come un "trentanovesimo gradino", un ultimo passaggio verso la maturità (nel mio caso, puramente anagrafica).

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