Miasmi


LORENZO BARBERIS

La brava Michela Rossi, che avevo intervistato qui, mi segnala un interessante spettacolo teatrale cui ha collaborato, seguendo la parte visiva in generale e in particolare di body painting (elemento che è centrale, come diremo, nell'opera).

Lo spettacolo andrà in scena il 24 e il 25 ottobre prossimi, presso il Teatro Argot di Roma (in fondo pagina, nella locandina, si trovano tutte le informazioni del caso) e ritengo sia decisamente interessante, come diremo a breve.



Miasmi, questo il titolo dell'opera, di Ludovica Sistopaoli, è infatti una performance attoriale molto particolare. La vicenda tratta della giovane Salamè (nome che richiama, con riscrittura ironica, la Salomè di Oscar Wilde e numerosi altri), ragazzina che è costretta a subire quotidianamente le angherie dei suoi compagni di classe mentre la maestra e la famiglia non si accorgono di nulla. La massacrante routine della bambina viene però interrotta dalla comparsa di un ambiguo personaggio che la porterà a cambiare ruolo, da vittima diverrà carnefice (come si addice maggiormente al suo nome, del resto).


La particolarità dell'opera sta soprattutto nella messa in scena: un’unica attrice/performer infatti dà vita a tutti i personaggi attraverso diverse modalità interpretative: i quattro studenti sono "marionette corporee", quattro volti disegnati su braccia e gambe dell'attrice.



Attraverso il movimento delle articolazioni e attraverso la parola, ogni personaggio prende vita e assume le proprie caratteristiche. Gli occhiali sul volto dell’attrice identificano la  Maestra, mentre la Madre  è delineata da due grandi occhi disegnati sulle mani dell’attrice che, ponendo le mani sul viso, dà un volto al personaggio.


Il Custode dei Bambini, l'interlocutore immaginario di Salamè, è infine un volto disegnato sulla
schiena dell’attrice, che, attraverso il movimento delle scapole, dà vita al personaggio.

Salamè, infine, è presente sulla scena in duplice versione: a scuola sotto forma di
marionetta corporea, mentre a casa è interpretata dall’attrice senza ulteriori tecniche, con il tradizionale, integrale uso del corpo.

Queste modalità interpretative riflettono il principio del corpo frammentato, tipica del teatro e dell'arte dal Novecento in poi. Ogni parte del corpo diventa un personaggio a sé stante, e la
protagonista porta impressi sulla pelle i suoi “nemici” che permangono su di lei, non se ne vanno in
nessun modo, invadendone il Corpo come altrettanti parassiti.

Le varie tecniche intepretative messe in atto in Miasmi vanno sotto il nome di Body Acting: il corpo dell’attrice non solo è dipinto (tramite il Body Painting di Michela Rossi) ma è anche
strumento recitativo: ogni disegno rappresenta un personaggio diverso, che prende vita
tramite voce e movimento.

Mi pare una ricerca decisamente interessante, questo lavoro sul corpo e suoi corpi, dove il metodo di utilizzo diventa altamente simbolico: oltre a infestare il corpo della protagonista fino quasi a possederla a un'azione terribile, i persecutori, simbolo di una violenza cieca, sono rappresentati come un "corpo privo di testa" e di ragione, azione marionettesca pura e distruttiva; la cecità della Madre è ben simboleggiata dallo sguardo "privo di vista" delle mani dipinte (che rimanda al mostro de "Il labirinto del Fauno" di Del Toro, là simbolo della violenza cieca del Franchismo), lo sguardo opaco della maestra è filtrato dalle "lenti" castranti dell'autorità scolastica, e così via.

Insomma, spero di aver chiarito le ragioni di interesse dell'opera.
Ribadisco il consiglio di visione, e allego qui, come detto, la locandina.


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