Checkmate, Europe!



LORENZO BARBERIS

La più raffinata maledizione cinese è "possa tu vivere in tempi interessanti", e questa maledizione ci ha colpito in pieno: poiché i tempi interessanti, in storia, sono quelli di grandi rivolgimenti: grandi transizioni che raramente sono incruente. Ma il vantaggio, appunto, è che sono interessanti.


Così ieri, a Mondovì, si sono tenuti due eventi significativi della nostra piccola storia locale, connessi entrambi alla "Grande Storia". Da un lato, l'Islam monregalese ha fatto la sua ampia manifestazione contro il terrorismo, per proclamare il suo "Islam religione di pace". Isis non è "IS-lam.IS-lam", spiega un efficace striscione tra i molti presentati.


Una manifestazione che è un rinfrancante successo, attentamente documentato dall'Unione Monregalese, il settimanale della sinistra cattolica locale, molto attenta e vicina al fenomeno: cinquecento partecipanti ufficiali che, se il dato fosse autentico, sarebbe superiore alla manifestazione principale di Milano, ferma a quattrocento. Non tutti musulmani, è ovvio: ma se la comunità islamica monregalese conta 1700 persone, si tratta comunque di una percentuale importante, oltre il 10% del campione di partenza, probabilmente.

L'Imam di Mondovì, in uno splendido vestito bianco, stringe la mano al sindaco della città in una foto che forse potrebbe essere storica. Il sindaco stesso, presentando il libro, ha ricordato l'incontro e istituito un parallelo.

 Amici di facebook di città più grandi sono stati colpiti dal fatto, non sapevano dell'esistenza di "manifestazioni locali" oltre le due grandi di Roma e Milano, né tanto meno di un loro così vasto successo. Anche su questo, Mondovì dimostra la mai del tutto sopita vocazione a non essere puramente soporifera provincia, ma con velleità spesso di laboratorio politico innovativo, in molti sensi.




Ma un secondo evento, più prettamente culturale, ha segnato la giornata di sabato 21 novembre 2015. A Mondovì si è infatti tenuta la presentazione di "The Checkmate Pendulum", un libro che è, in pratica, il Vero Pendolo di Foucault (come lascia intendere anche il sovra-titolo, "from fiction to reality). Ovvero, un libro che ci mostra con dovizia di dettagli le vere stanze del potere (o almeno uno spiraglio) invece delle gustose ma in gran parte irreali speculazioni di Umberto Eco.

L'autore è un monregalese illustre, forse il più illustre tra i viventi, almeno come rilevanza sullo scacchiere mondiale: Antonio Maria Costa. Arthur Conan Doyle lasciò introdurre il personaggio di Mycroft Holmes dal fratello Sherlock, che lo presentò con nonchalanche come "un investigatore più bravo di lui" facendo strabiliare il povero Watson (e in effetti Mycroft lavora per i servizi segreti inglesi, mentre Sherlock è "solo" il miglior detective privato sulla piazza d'Europa).


Di Antonio Maria Costa mi piace dire ai monregalesi, che normalmente non lo conoscono e strabiliano, che è il fratello potente di Raffaele Costa. Raffaele Costa è infatti da un trentennio almeno il dominus incontrastato (per la sua oggettiva abilità e capacità, va riconosciuto) della politica monregalese, cuneese, mancando per un soffio l'egemonia piemontese (con la mancata "presa di Torino" per un pugno di voti, nel - mi pare - 1996). Ma Antonio Costa è una figura ancor più rilevante.

Per la biografia dettagliata di Antonio Costa rimando quindi alla Wikipedia (ha un'ampia scheda su quella inglese, centrale, mica quella italiana: e questo già fa capire alcune cose), limitandomi ad annotare, qui, che è stato cose come  EU Director General for Economics and Finance (DGII) at the European Union (1987-1992) e Secretary General of the European Bank for Reconstruction and Development ((1994-2002); uno dei "padri dell'Euro", se non il padre tout court, come lui ammette con understatement inglese pari al suo sottile accento. Questo, prima di diventare Sottosegretario Generale delle Nazioni Unite (2002-2010) occupandosi in particolare di dirigere l'ente che coordinala lotta mondiale alle droghe (inutile spiegarne la rilevanza strategica).

Insomma, quando lui dice "from fiction to reality" non è solo un lead pubblicitario, ma il modo di "delectando docere", secondo il motto dei classici (ma anche dei gesuiti, chiosa Claudio Bo, nella presentazione). Ringraziato il sindaco ("che ammira i Costa al punto di aver tramutato la loro casa in un Museo", scherza), Antonio Costa risponde all'ovvio spunto evocato da molti relatori relativo ai fatti di questi giorni. Egli tuttavia sottolinea come l'elemento del fondamentalismo islamico è sì un attore sulla scena, e il più evidente, ma inserito all'interno di una "saldatura dei quadranti" evocato dalla metafora dell'Aquilone Globale (ripresa ampiamente nell'ottima introduzione di un grande orientalista torinese come Pennacchietti): i quattro capisaldi dell'equilibrio globale, Washington - Berlino - Mosca - Pechino, hanno creato un parallelogramma a geometria variabile al cui centro si agitano i "demoni": e se oggi sembrano potenti, può iniziare un'escalation che porta all'esito peggiore possibile, la Nuclear Dawn, una dorata alba nucleare.

Per chi come me è appassionato di ermetismo, suona la versione vera e scientifica delle favole degli occultisti, le loro triangolazioni di città (molte le teorie, ma Londra-Praga-Lione-Ginevra, con al centro Torino, è quella più "vera" secondo le mie ricostruzioni) che diventano un grande "sigillo magico" per evocare sinistre divinità. E l'ascesa fino alla Golden Nuclear Dawn pare il culmine della ABC progression, dalla guerra C-himica (per cui l'ISIS si va armando) a quella B-atteriologica, fino al vertice finale dell'A-tomica.


Pennacchietti evoca l'immagine dell'Installazione di un artista cinese presso il Rettorato dell'Università di Torino (ove anch'io ho studiato: luogo che ricordo bene). Famelici, aggressivi lupi neri hanno occupato il centro della cultura torinese, in una metafora inquietante e quasi dantesca.

Lo stesso Costa, dal quadro globale, scende poi a quello dell'Europa sotto Scacco Matto, ammettendo la sua posizione negativa: dopo il passaggio dal Dollar Standard all'Euro Standard l'Europa è più debole e più sola, la Germania non accetta onori ed oneri del suo ruolo di leadership e sembra condannata a reiterare, per la terza volta in cent'anni, il Ragnarok europeo, un crepuscolo degli dei in chiave non più bellica, ma innanzitutto economica.

Schiacciata tra potenza russa, cinese e medioorientale, l'Europa è condannata a un declino (anche per
"l’esodo dei migranti verso l’Europa, tragico e inarrestabile", tra "fuga dall’estremismo islamico", e il "risultato di secoli di sfruttamento coloniale": vedi anche la pagina internet del libro).

Insomma, l'Aquila imperiale in copertina "le piume ha perdute", e la stella d'Europa è rivolta (occultisticamente, come quella dell'Italia unita sabauda?) verso il basso. E il protagonista Pierre G. Bosco, "coscienza d'Europa", potrà probabilmente poco per salvarci. Ma un parere più articolato ve lo potrò dare dopo l'avvenuta lettura e recensione.


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