Art Basel / Art Babel


LORENZO BARBERIS.

Una donna è stata aggredita ieri all'Art Basel di Miami, importante centro artistico, nel corso di una mostra di Naomi Fisher (qui sotto alcune foto di alcune sue opere). Il pubblico presente ha pensato si trattasse di una performance, e non è intervenuto, mentre la vittima riceveva alcune coltellate alle natiche e alle braccia. L'assalitrice, la donna in foto, è stata infine stata arrestata con l'accusa di tentato omicidio.

Queste notizie da barzelletta della settimana enigmistica sono la cosa che da sempre più mi colpisce nell'arte contemporanea: il misundertanding della serie "No, quella non è mia madre, quello è proprio un estintore" (vedi qui una riflessione sull'ultimo caso). Qui si aggiunge la tragedia, ovviamente, sia pur limitata: anche se continuano, a ore dall'evento, i dubbi che non sia stato davvero un delitto (ad esempio qui).

Si crea così un'Inception costante tra fatto violento e simulazione critica di un fatto violento, in cui la realtà viene potenzialmente cancellata: senza questo evento, i giornali online di tutto il mondo non avrebbero parlato della mostra. Che sia aggressione autentica o mediaticamente costruita, è risultata più efficace di bucare i media rispetto alle pur interessanti opere di Naomi Fisher, che pesca efficacemente in temi vagamente ecologici e natur(al)istici. Più valida, se non come arte, come comunicazione. Il che naturalmente, è anche un segno dell'attuale impasse dell'arte, che ha pressoché raggiunto i limiti del dire artistico.

Art Basel as Art Babel, insomma.




(Naomi Fisher works)

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