La capitale delle mongolfiere. 2016, l'anno di Yoshi.


LORENZO BARBERIS

L'inizio d'anno a Mondovì vede sempre il campionato mondiale di mongolfiere.
Una tradizione che rende la città la capitale italiana delle mongolfiere, molto apprezzata da tutti i monregalesi.

Non manco mai di assistervi, anche perché si svolge proprio nel prato davanti a casa mia.
Quest'anno in particolare, poi, la gara si è distinta per una particolarità.

A parte le due mongolfiere a forma di pinguini (il pinguino maschio ha anche vinto la competizione), si segnala la presenza della mongolfiera del Tibet, con l'aspetto ovviamente della bandiera nazionale.

Pare che la Cina non gradisca la sua presenza, e che abbia anche contestato le prime apparizioni del pallone areostatico. Stando ai giornali locali, la presenza di un emissario cinese avrebbe raggiunto anche Mondovì, nell'occasione di questa nuova manifestazione, a far presente, con garbo, il disappunto del colosso asiatico.

Ma Mondovì ha una lunga storia di fascinazione per il Tibet: ricordo che già nei primi anni 2000 la bandiera del Tibet era stata esposta dall'Antico Palazzo di Città a fianco di quella della città stessa. Quindi la mongolfiera ha potuto volare tranquillamente.

Del resto, è così bella, con i due draghi verdi che scalano la montagna sacra, stringendo in una mano una fiamma ardente, nell'altra il simbolo dello Yin Yang.

Nell'attesa che il sole del Tibet torni a sorgere.

*

Qui una rapida carrellata di altri scatti:


I due pinguini...


Sculture d'aria, sculture di pietra.


I pinguini di Mondovì, sulla Stampa. Letteralmente.


Miss Pinguino in fila. 


Senso obbligato verso l'alto.


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