Severus Snape e la Guerra dei Maghi.


LORENZO BARBERIS.

Pochi giorni dopo David Bowie, ci lascia - entrambi a 69 anni - un altro grande personaggio dell'immaginario "esoterico", l'attore inglese Alan Rickman, noto soprattutto per l'interpretazione del personaggio di Severus Snape nei film del ciclo di Harry Potter (per tutti i non appassionati della saga, "Renato Zero").

La sua parte era la più delicata: in un mondo fantasy diviso abbastanza nettamente tra buoni e cattivi, Rickman interpreta la figura più sfuggente, eternamente sospesa nel suo doppio gioco tra i due mondi, rendendo particolarmente credibile il personaggio.



Del resto, la Rowling l'aveva voluto personalmente per la parte come sua prima scelta, e all'attore aveva confidato elementi della narrazione non rivelati nemmeno ai registi. Apprezzamento dell'attore, o citazione del suo ermetico ruolo come Metatron in "Dogma" (1999), divertito film a suo modo esoterico nel mettere in scena la guerra dei "piani alti" spirituali?

Il tributo dei fan è di nuovo stato molto sentito (come era avvenuto per Bowie) e diffuso. Mi unisco al cordoglio e al ricordo con questo breve pezzo con cui colgo l'occasione per scrivere qualche riga su Harry Potter e la sua interessante "Guerra dei Maghi", in cui Snape recitava un ruolo centrale.



La "Guerra dei Maghi" contenuta nel mondo finzionale di Harry Potter è interessante, poiché da Merlino in poi in Inghilterra vi è una costante "guerra dei maghi", in cui anche la Rowling è coinvolta, attaccata da Alan Moore nell'ultimo capitolo della sua "Lega dei gentiluomini straordinari", in cui in sostanza presentava Harry Potter come un mediocre Moonchild da distruggere.

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Come tutto nella saga, anche la figura di Snape era ricca di rimandi vagamente esoterici.
Il nome - in italiano tradotto (inutilmente) in Piton - evocava lo "snake", il serpente simbolo degli Slytherin (Serpeverde in italiano), di cui Snape è il Maestro discusso.

"Severus" è certo un rimando alla sua proverbiale severità, ma è anche un collegamento all'imperatore Septimius Severus, fondatore dell'omonima dinastia. Egli infatti, in storia inglese, risulta il fondatore del villaggio di Snape in Yorkshire. Una connessione magari dotata di valore narrativo occulto (ci si lascia intendere che Snape proveniva di lì, ed era erede dei Severi)?



Settimio Severo è del resto il primo a proclamarsi, con successo, Dominus Ac Deus oltre a quello di Principe introdotto da Augusto.Tra l'altro Settimio Severo confermava questa indole semidivina con l'adozione di una corazza segnata dalla testa di Medusa (come quella dell'eroe Perseo, che aveva vinto il mostro mitologico), e che costituisce un ulteriore rimando al tema serpentino. Il Sette, che ricorre nel suo nome, è numero centrale nella saga, fatta di sette volumi, con Voldemort difeso da sette Horcrux, e così via.

Ma ci può essere anche un rimando a Snape che, mezzosangue magico (figlio di una strega e di un umano) si definiva "The Half-Blood Prince", il Principe Mezzosangue, titolo di un intero capitolo, il quinto, della saga.

Tutto il libro si basa sul fatto che sia Voldemort sia Harry Potter, come maghi mezzo-sangue, possono essere quelli che compiono tale profezia: nel finale si scopre che è Snape colui che assume più degnamente tale titolo, dato che la madre-strega ha appunto cognome "Prince". Come sigillo del proprio lavoro, sul proprio libro di pozioni Snape crea il Sectumsempra ("tagliato sempre", ma "sectum" può ricollegarsi anche al Septem imperiale), un potente incantesimo in grado di infliggere profonde ferite all'avversario, usando la bacchetta magica a distanza come una spada.


Piton come "Half Blood Prince" potrebbe quindi essere il vero "Erede di Serpeverde", ovvero Salazar Slytherin nell'originale.

Il fondatore dell'Ordine Magico oscuro della magia inglese di Hogwarts, maestro e prozio di Merlino (il principale mago inglese, nel ciclo della Rowling, è un serpeverde) aveva infatti lasciato la scuola di magia per il suo rifiuto di insegnare la magia ai non-maghi di origine (verso il 1000 d.C.).

Lo stesso Merlino, del resto, favorì l'isolamento dei maghi "per la protezione degli umani", portando a una sempre maggiore separazione della comunità magica.

Sono particolarmente alcuni mezzosangue come Voldemort e Piton ad assumere quest'ideologia (come Hitler, di origine per metà ebraica, sviluppa un'ossessione antisemita), nel rifiuto della loro "metà non magica". Proprio nel loro essere cerniera tra due mondi, però, sviluppano segretamente l'idea di una loro predestinazione oscura.

(Inciso) In realtà la scissione dei Serpeverde potrebbe ricollegarsi anche alla rottura con i Corvonero: nell'era della fondazione, il Barone Sanguinario, allievo Serpeverde e amante di Rawena Rawenclaw, fondatrice di quest'ordine magico (basato sull'intelligenza), venne mandato a cercare la figlia di Rawena, Helena, ma finì per ucciderla, creando probabilmente uno scisma tra le case naturalmente più vicine, rompendo l'equilibrio che le contrapponeva a Tassorosso (magia come modesta ubbidienza alla magia naturalis) e Griffyndor, magia basata sul coraggio e su un certo generoso superomismo incosciente.)

Ad ogni modo, Snape viene visto come del tutto "convertito" al bene dopo la fine della prima Guerra dei Maghi (corrispondente grosso modo agli anni '70-'80, e alla stagione del terrorismo europeo), e il suo diviene un doppio gioco per spiare Voldemort e sconfiggerlo in favore di Dumbledore e dell'Ordine della Fenice (le forze magiche della resistenza democratica). Potrebbe anche essere un quadruplo gioco: Snape usa Dumbledore e i suoi per eliminare Voldemort, per poi perseguire un suo personale piano di dominio, più sottile. Comunque verrà eliminato da Voldemort stesso, e quindi non ci sono elementi per altre ipotesi se non quella della "conversione al lato chiaro".


Appare curioso un altro elemento, che si ricollega alla "Guerra dei Maghi" di Alan Moore contro la Rowling. Moore venera Glicone, un falso dio-serpente creato nel 140 d.C., di cui parla Luciano di Samosata: il mago Alexandros crea un finto culto del serpente con cui ottiene onore, potere e ricchezza in tutto l'Impero.  Il concetto di Moore - che crede realmente a un valore psicomagico dell'atto artistico - è evidente: lo scrittore, tramite i personaggi che propone alla "venerazione" del lettore, acquisisce "mana" sia nel mondo reale che in quello astrale.

Ora, con Glicone siamo negli stessi anni in cui nasce Settimio Severo (146 d.C.): è quindi possibile che "Severus Snake" sia un rimando a questa tradizione magica? Il culto sopravvisse del resto al suo creatore (scomparso nel 170 d.C.) e anche oltre all'impero dei Severi, anche nella lunga Anarchia Militare, per poi sparire, ovviamente, nel 313, con l'avvento del Cristianesimo costantiniano.


L'unica statua di Glicone trovata è una monumentale scultura a Colonia: e nel ciclo della Rowling, la scuola di magia tedesca, Durmstrang (evidente rimando a Sturm Und Drang...) è quella segnata dalla tradizione più oscura, a differenza di quella inglese e francese. I tedeschi ci hanno messo del loro, dedicando nel 1994 a questo ritrovamento addirittura una banconota (poi sparita con l'Euro).

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Inoltre, l'unica data esatta di storia antica citata nel ciclo è il 382 BC, anno di fondazione del più antico negozio di arti magiche, Olivander; peccato che non sia 382 DC, che avrebbe un perfetto significato simbolico: in quest'anno infatti l'Imperatore rinuncia alla carica di Pontefice Massimo (che sarà assunta, con nuovo senso, dal vescovo di Roma), segnando la fine del paganesimo e l'avvio di violente persecuzioni contro i pagani. La data perfetta, dunque, per la fondazione del primo "negozio segreto" di arti magiche (in Diagon Alley, il "quartiere segreto" dei maghi a Londra, che ha senso, in verità, solo dopo la cristianizzazione).

Se la lettura che abbiamo dato è giusta (ma i simboli sono così fluidi e universali che si prestano a una sovrainterpretazione), la Rowling non darebbe sono una visione "errata" della magia secondo Moore, ma inserirebbe anche alcuni elementi rispondenti al pantheon magico di Moore, in chiave negativa: i "cultori di Glicone", Moore e la sua cerchia, rappresenterebbero la tradizione negativa della magia anglosassone.

Ma, del resto, la Rowling e i suoi maghi hanno sconfitto (indirettamente: ma la magia non agisce mai in modo diretto, è la prima regola...) un avversario magico di ben altro rilievo che li aveva attaccati. Quindi anche a Moore (per cui la mia devozione è sconfinata, sia chiaro) conviene probabilmente scendere a più miti consigli.


http://www.repubblica.it/2005/g/sezioni/spettacoli_e_cultura/harrypotter/harrypotter/harrypotter.html


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