Dylan Dog 321 - Giovani Vampiri


LORENZO BARBERIS.

"Volevano la vita eterna e,
in un certo senso, l'hanno avuta.
Sono morti giovani,
resteranno così per sempre."

Spoiler alert, as usual. Leggere prima l'albo.

Recuperato nella ristampa il Dylan Dog 321, che mi ero perso ai tempi in edicola.

Fin dalla cover di Angelo Stano si denuncia come un Dylan della "vecchia gestione", in primo piano mentre pensoso scrive con la piuma d'oca il suo famoso diario da amanuense (che ritornerà nel riepilogo finale).

Lo smartphone senziente della rivoluzione dylaniata è ancora al di là da venire: anzi, quasi simbolicamente, il new-horror della nuova gestione può essere simboleggiato dai Giovani Vampiri che grattano alla finestra per entrare (arriveranno, simbolicamente, appena quattro numeri dopo). Però se Dylan è ancora "old style", i giovani protagonisti sono credibili nell'uso dell'high tech, come vedremo.

La storia è opera di una coppia di autori che mi piacciono molto (specie nei loro team up, abbastanza frequenti su Dylan), Giancarlo Marzano ai testi e Luigi Piccatto ai disegni.

Bella la tavola iniziale (5), con Dylan perplesso davanti ai giovani emo (la tavola richiama, credo non casualmente, la griglia della finestra della copertina). Il resto dell'impostazione di tavola sarà qui molto tradizionale, senza ricorso a splash pages o altri espedienti particolari.


Notevole la somiglianza del young vampires con gli Emo di Zelig, molto in voga al periodo (si era agli esordi, credo, del fenomeno di massa in Italia), e Marzano fin dalle prime tavole (6-7) mostra la sua consueta ironia, perfetta per i disegni di Piccatto: i giovani darkettoni, fan di Dylan fin da bambini, vogliono che egli trovi un vampiro che li trasformi in creature della notte.

Come frequente in Marzano, in un gusto vagamente pirandelliano, il registro comico diventa più amaro man mano che si approfondiscono i personaggi, e così i giovani Vampyres-Wannabe diventano più patetici che comici conoscendoli meglio: il leaderino Kyle Hoswall, il gregario Wilson (24.iii: l'ultimo ad avere il nome, e niente cognome), la polemica Erin Adler (parente dello psicologo? Hoswall è anonimo, invece), la grassoccia Octavia (13.v-vi: anch'ella - la più debole delle ragazze - anonima nel cognome) e la protagonista May Rice (citazione, qui evidente, da Anne Rice e le sue cronache vampiriche) con la sua sindrome di Elettra verso l'ingombrante madre alcolista.

Un umorismo (nel senso originario di Pirandello) amaro-macabro che è perfetto, a mio avviso, per il segno di Piccatto, a cominciare da quello che è - per me - il capolavoro di Marzano su Dylan, "Liam il Bugiardo".


I giovani vampiri-aspiranti


La storia prosegue impeccabilmente sui suoi logici binari (come spiegava King, l'horror story moderna è una sorta di attualizzazione della morality play puritana del '600): il patto di sangue e l'invocazione demonica, la discesa alla miltoniana disco dark "Paradise Lost", la sparizione della fragile Octavia tra le apparenti braccia di un vampiro (a lungo viene lasciato il dubbio sulla realtà o meno dell'evento).

L'host DJ del locale, Aphex Sinn, è evidente deformazione del noto Aphex Twin, di cui è un "gemello" più oscuro e più adatto all'ambiente (probabilmente, anche su influsso di "Come to Daddy", perfetta per questa storia come potenziale colonna sonora: https://www.youtube.com/watch?v=uUmNmpGnKp4)

Curioso notare che si inizia ad accennare alla pensione di Bloch (29.ii): è persa nella kafkiana burocrazia britannica, ma ha già presentato domanda.

Bella l'idea di rendere ricorrente nell'albo il poliziotto inetto affidato da Bloch al caso, il sergente Kelvin, che cambia però radicalmente caratterizzazione da p.31 a p.76.

A p.33, si citano Ramones, Red Hot Chili Peppers e Pulp Fiction nel background della algida Erin (forse c'erano rimandi più specifici per questi aspiranti figli della notte: o forse Marzano vuole sottolineare che sono occultisti all'acqua di rose). Anche gli altri darkofili vedranno tratteggiato per sommi capi il background delle loro camerette.

Giunti a questo terzo esatto dell'albo, comunque, scatta la necessaria discesa nel sovrannaturale con Octavia che tiene fede al patto diabolico, scena resa in modo piuttosto tecnologico per il "vecchio Dylan": il delitto avviene via webcam (è anche un modo onesto per minimizzare lo splatter senza annullarlo, nel montaggio sincopato della webcam rovesciata).

Kyle, oltre che il Goth, mostra di apprezzare anche The Killing Joke di Moore (38.iii), forse per il rimando a Goth-am City. Anche Wilson, il suo fedele scagnozzo, ha un interesse per i fumetti (poster dell'infernale Hellboy, 62.v).

Invece May apprezza, appropriatamente, The Dawn Of The Dead di Romero (43), e anche Dylan, non solo letterariamente (ma essendo "maggiorenne da solo due settimane" la cosa resta sul platonico). Anche la madre Penny Rice sembra interessata al detective dell'incubo (che confonde con Bob Dylan, 52.iv), che non contraccambia nonostante i fraintendimenti di May (appare un raro e lungo topless a metà albo, 55-57. Un tempo erano frequenti, sono tornati di moda con la rinascenza dylaniata).


I giovani vampiri aspiranti (sangue)


I ragazzi continuano a cadere, ovviamente, ma sul finale Marzano dà un suo tipico twist giallo alla classica horror story, creando il colpo di scena finale (che porta anche a una certa minima continuity della "serie vampirica" di Dylan Dog, con rimandi ai giganti 15 e 20 - e altre storie si potrebbero citare).

L'elemento giallistico, come sempre in Marzano, è abbastanza onesto (nella misura in cui la stessa Christie, teorica del "50 per cento degli indizi al lettore", era spesso sleale sulle regole fissate da lei e dagli altri giallisti classici). Ripercorrendo l'albo, c'è qualche elemento per risolvere il finale in anticipo (26.i è compatibile con 44.iv, mentre non lo è 26.v, se ben guardiamo; e 61.v, allo stesso modo, si spiega come excusatio non petita, Ellery Queen avrebbe posto la sua "sfida al lettore" nel passaggio tra p.78 e 79, quando un osservatore attento ha una prova decisiva che qualcosa non torna, confermata da p.80.ii).

Anche la bella sequenza finale (uno splatter degno di questo nome, che non sfigurerebbe nella attuale fase 2: basti vedere p.96) toglie altri veli (94-95) prima della Spiegazione Finale ("spiegone" qui è ingeneroso, una pagina, è equilibrato), con diario (p.97), che circolarmente rimanda alla copertina.

Buona anche la funerea conclusione di p.98, con un Dylan che chiude sentenzioso il giusto la storia di vampiri di Marzano:

"Volevano la vita eterna e, in un certo senso, l'hanno avuta. Sono morti giovani, resteranno così per sempre."

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