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Andrea Roccioletti è un artista che apprezzo molto per i suoi divertenti giochi concettuali.
Oggi Andrea fa una incredibile offerta: a chi gli presenterà questo volantino donerà "un bel niente".
Un'operazione concettuale raffinata, con cui, in modo totalmente gratuito, potreste aggiudicarvi un'opera di questo autore (un'opera che ha anche il vantaggio di poter essere esposta facilmente, su qualsiasi spazio o parete: "guarda, quel vuoto lì ospita un "Niente" di Roccioletti).


Il quadro o opera di valore "null" non è un'idea in assoluto nuova nella storia dell'arte.

Il punto di partenza sono le avanguardie storiche con il "Quadrato bianco su fondo bianco" di Malevich (1913): la potenza del quadro è più nel titolo, perché poi l'artista avrebbe dovuto realmente lasciare la tela intonsa per compiere una operazione concettuale; invece i quadrati ci sono davvero.
In qualche modo, lo supera il classico Pierino delle barzellette, che consegna un foglio bianco alla maestra di arte e, per evitare un brutto voto, replica che si tratta di un paesaggio totalmente innevato.
Ma qui c'è l'operazione opposta, ovvero la ri-significazione dell'opera di intervento nullo dell'artista.

A livello letterario, è la leggenda urbano-scolastica del ragazzo che, al tema della maturità su "Cos'è il coraggio?" consegna in bianco, il petto in fuori: "Ecco, questo per me è coraggio!". Voto, sessanta sessantesimi, ovviamente (la storia ha un che di deamicisiano rovesciato, me lo vedrei tra i raccontini mensili del maestro Perboni, tra il tamburino sardo e la vedetta lombarda).

Anche qui però c'è una risignificazione della performance di valore nullo.
Un po' come fanno le riviste (a volte, anche qualche vignettista) quando, di fronte a qualche immane tragedia, se la cavano con la copertina in total black. Qui il concetto è, in modo non molto difforme: "non ci sono parole per parlare di questa tragedia, e quindi la nostra scelta coraggiosa è parlarne col silenzio".



Nel caso di Roccioletti però l'opera proprio non c'è, non è solo un "foglio bianco". Viene quindi in mente uno dei nostri più interessanti (e dimenticati) scrittori, Giovanni Guareschi, che nel 1943 scrisse probabilmente il capolavoro del romanzo surreale italiano con "Il destino si chiama Clotilde" (a pari merito con alcune cose di Campanile, come "Agosto moglie mia non ti conosco": a gusto personale, in quello di Guareschi c'è qualcosa di più, il Campanile surreale lo preferisco nei racconti).

La copertina, modernissima (è quella originale) mostra come Guareschi - che curava ogni dettaglio delle sue opere, essendo anche disegnatore e grafico eccellente - avesse idea dei detournement di Max Ernst, come "Una settimana di bontà", parodia (solo visuale) dei capolavori strappalacrime dell'Ottocento tardoromantico.

In una delle tante scene del romanzo, un personaggio infatti apre un negozio di niente. Con gran battage pubblicitario, suspense per l'inaugurazione, e poi gli scaffali del negozio traboccano di nulla. Finché, per spezzare la tensione che nel paese si è fatta inaccettabile, un coraggioso entra, compra una scatola di niente e se ne va con sua gran soddisfazione. L'altro chiude il negozio poco dopo (se non sbaglio, la sua impresa successiva è fare un tiro birbone ai più gran luminari della scienza facendosi asportare una appendice perfettamente funzionante: qui passiamo addirittura alla performance).




Tra le recenti operazioni concettuali di Roccioletti, va evidenziato un altro lavoro basato sulla rielaborazione collagistica di testi, che ottiene un effetto dirompente mettendo insieme offerte di tipo diverso, inserendo nella compravendita di case, auto e altri beni di consumo la compravendita di corpi ed anime di annunci erotici e sentimentali.

Ne escono dei mini-racconti (io almeno li leggo così) di una potenza orrorifica sconvolgente, molto più forte in quanto ottenuta dall'autore non con un intervento personale, ma dal semplice cut-up di normalissimi giornalini di scambi economici.

In qualche modo, una operazione simmetrica all'offerta del niente, due diverse letture dell'assoluto nichilismo occidentale.

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