Insecurity Brexit


LORENZO BARBERIS.

Il premier è Cameron e non più Blair, tories e non più lab, e tutti e due erano Bremain comunque: d'accordo, ma "Shoot the dog" di George Michael va bene anche per parlare della Brexit e non solo della Guerra in Iraq, almeno col fotogramma qui sopra.


Cameron con la first lady Samantha.




Cameron, del resto, è stato la prima vittima del referendum della Brexit, contraria ai suoi piani, e ha immediatamente rassegnato le dimissioni dopo la sconfessione giunta dalle urne. Interessante notare come la satira filo-brexit più moderata lo rappresentasse come Pinocchio, con l'accusa di mentire, naturalmente, ma anche di essere filo-europeo nel senso per loro peggiore, ovvero di filo-italiano o, in generale, filo-PIGS. In verità il premier conservatore voleva usare la Brexit come forma di minaccia per ottenere migliori condizioni economiche all'UK all'interno della situazione generale, ma a quanto pare il referendum gli è sfuggito di mano.



La satira filo-brexit più spietata, ovviamente, lo raffigura come un maiale rubizzo, col riferimento al Pig-gate già anticipato dalla serie Black Mirror, nella sua prima puntata, quando l'argomento era noto nell'ambiente dei media ma non se ne poteva ancora apertamente parlare. L'argomento infatti è perfetto nel sottolineare un elemento imbarazzante della carriera di Cameron (vero o falso non importa, sotto il profilo della propaganda, ovviamente): perversione, strane sette iniziatiche stile The Skulls e, incidentamente, una eccessiva simpatia verso i PIIGS (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna, gli odiati "paesi deboli" dell'Unione).


Il nazionalismo britannico ha sfoggiato tutto il suo armamentario per favorire la secessione dall'Europa, con una particolare predilezione per l'epopea crociato-templare accanto alle Bianche Scogliere di Dover, da sempre simbolo delle mura purissime e invalicabili della Britain Fortress.



Nella pars destruens, prevale la metafora navale: l'Europa è una nave che affonda, o direttamente il Titanic, nave dedicata ai Titani (poco beneaugurale: enormi, vennero però distrutti da Zeus, Poseidone e Ade per la loro hybris) schiacciata sotto il peso dei clandestini. L'unica salvezza per l'Inghilterra è trasformarsi in una scialuppa di salvataggio.


In alcuni casi si fa anche esplicito riferimento all'islam e al rischio del Londonistan, paura forse accresciuta dopo la vittoria di Sadiq Khan, nuovo sindaco islamico di Londra.



A parte questa visualizzazione della Gran Bretagna come di un uomo che se ne va, molto riuscita graficamente, nella pars costruens prevale una raffigurazione ancora più radicale: non solo una nave che si allontana, ma una astro-nave, a mostrare l'idea di una separazione totale, radicale e il futuro radioso che attende negli spazi sconfinati, separati dalla UE. Ovviamente, la propaganda filo-brexit, a sua volta, ironizza su quest'immagine: ma, mi pare, col solito rischio di rafforzarla.





Se Cameron è lo sconfitto, il vincitore è Farage, effigiato come un buffone che però risulta vittorioso. La sua Brexit Strategy è stata oltretutto alla base di una scissione con i Cinque Stelle, che attualmente sostengono il Remain (vedi qui), dopo una prima stagione più euroscettica.


Tra l'altro è curioso come Farage abbia una faccia di gomma (per non dire di peggio) molto simile a quella di Voldemort, l'arcicattivo della Rowling (ci torneremo).



All'interno del partito conservatore, invece, vince Boris Johnson, ex sindaco di Londra (ricordiamo che l'attuale sindaco, Khan, è il primo sindaco europeo islamico), che si presenta sempre più come una sorta di clone di Trump, all'inseguimento di Farage, e favorevole alla Brexit (anche per eliminare il rivale interno Cameron):


Tra i vincitori extrabritannici, dunque, gli euroscettici, in primis il loro leader continentale de facto, Marine Le Pen, che ora può provare a intestarsi una battaglia Frexit di possibile successo.





Se però il "Nuovo Ordine Europeo" rischia di frammentarsi, altrettanto potrebbe valere per il Regno Unito.


Infatti, la Brexit ha vinto nella campagna inglese, ma perso in Scozia e in Irlanda del Nord. Lo scenario da incubo per la Corona potrebbe essere una Scozia che ripropone la secessione, e un'Irlanda del Nord che si riunifichi - anche qui, per Referendum - alla repubblica Irlandese. Gibilterra, che aveva respinto un referendum per unirsi alla Spagna, sta rivalutando la cosa, e anche il Galles - che ha votato a favore, ma è area depressa beneficiata dalla UE, come la Cornovaglia - potrebbe staccarsi a questo punto. Tra l'altro è ormai ineludibile il passaggio di consegne all'eterno Principe Carlo; occasione in cui i paesi del Commonwealth potrebbero staccarsi dall'Inghilterra o (più probabilmente) rinegoziare un "remain" a loro vantaggio.

La palla è quindi per ora nelle mani di Nicola Sturgeon, l'abile primo ministro scozzese; gli altri la seguiranno a ruota.


Al suo fianco, J.K.Rowling, l'autrice di Harry Potter, il grande fantasy del XX secolo, arcinemica di Alan Moore (anche lui però Bremain, come Gaiman) nella eterna "Guerra dei Maghi" inglesi, e ora favorevolissima a una secessione dalla corona.


Un'altra spaccatura (oltre quella destra/sinistra sull'asse Brexit/Bremain, e conseguente a quella città/campagna) è quella tra vecchi e giovani: i primi secessionisti, i secondi europeisti (e ora intrappolati nella Brexit di Farage).

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Per aggiungere una nota complottista, il famigerato Piano Kalergi (che a suo modo esiste: ma non è nulla di particolarmente occulto, solo forse un po' tenuto sottotono... vedi qui) prevedeva di escludere assolutamente l'Inghilterra dall'Unione Europea: la sua presenza l'avrebbe infatti sbilanciata, mentre bisognava limitarsi a ricostruire l'Impero Carolingio (il premio in onore di Kalergi è il premio Carlo Magno, di recente offerto all'attuale pontefice) con Francia, Germania e Italia come pilastri centrali.

Tra l'altro, mi è stato fatto notare che, curiosamente, Brexit può suonare come Bereshit, il nome della Genesi biblica in ebraico: a indicare che il sacrificio dell'Inghilterra può essere l'avvio di una più convinta unione europea, da sempre frenata dagli inglesi (ad esempio, Sergio Romano la pensa così).


E mentre il Regno Unito si appresta così a diventare, forse, l'Inghilterra secessionista di V for Vendetta nel worst case scenario, una curiosità italiana: Roberto Recchioni, il curatore di Dylan Dog, ha dato l'indicazione di voto del personaggio, in controtendenza allo scenario nazionale. Ancora una volta, il suo nuovo rivale John Ghost ha vinto.




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