London Last Day


LORENZO BARBERIS

Il quinto giorno londinese (l'ultimo prima della partenza) è dedicato alla zona del Ponte di Londra, che si affaccia sul lato più moderno del Tamigi, con numerosi grattacieli avveniristici, famosi e no.
Una carrellata di immagini, con pochi commenti, tra l'area dei grattacieli, la Torre di Londra, il London Bridge (Is falling down?) e i pittoreschi Docks riorganizzati come spazio di arte e cultura.






Colpisce più che la pura potenza della modernità (che appare anche a Parigi, nella Defense, ad esempio), la compresenza di antico e moderno indissolubilmente intersecati.










Tra gli altri, appare anche il grattacielo del primo Dylan Dog di Recchioni, il 268, che anticipa già il tema poi sviluppato oggi da curatore di John Ghost (che risiede, invece, nell'ancor più celebre Shard).





Il castello di Londra


Il cancello dei traditori







I possenti Beef-Eater a guardia della London Tower. Solitamente militari in pensione, gratificati con questo incarico altamente onorifico.




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I Docks di Londra, un tempo i bassifondi portuali (ancora nel mio Dylan Dog da ragazzo, come negli "Uccisori" e altre storie) sono oggi stati gentrificati nel segno dell'arte e della cultura.

























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La sera invece è dedicata alla magnifica area dei teatri.
















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E, per concludere degnissimamente, cena nel Mason's Pub, proprio sotto la ziggurat massonica che sorge nel luogo dove, nel 1717, venne fondato il Grande Oriente di Londra, la riunione di tutte le logge della massoneria speculativa sorte nel corso del Seicento.














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