Quale futuro per l'ArteAtelier di Mondovì?



LORENZO BARBERIS

Ho parlato spesso, su "Margutte", delle attività di ArteAtelier, un atelier artistico, come dice il nome, un salotto d'arte dal sapore sottilmente pop-vintage sorto nello storico quartiere di Mondovì Piazza il 21 maggio 2015 (qui la mia recensione).  Il progetto nasce da Sergio Bruno, artista monregalese che di ArteAtelier è stato il promotore ed è - per ora - il presidente. (qui, qui  qui ho scritto delle sue mostre avvenute negli anni di "Margutte", cioè dal 2012 in poi)





Sergio Bruno è una storica figura della cultura monregalese: consigliere radicale e dei verdi dalla mentalità particolarmente "internazionale", legata anche alla sua lunga frequentazione lavorativa negli States, si è da sempre battuto per la riapertura della Funicolare (aperta nel 1886 e chiusa nel 1976), che venne poi riattivata nel 2006 (forse il più simbolico successo delle amministrazioni "liberal-costiane") come presupposto per la sempre auspicata rinascita turistica del centro storico di Piazza.



In questo senso, e in previsione anche di questo ripristino della Funicolare, Bruno si era occupato fin dai tardi anni '90, con le giunte Vaschetti, di un progetto per riportare a Piazza botteghe artigiane in grado di rivitalizzare Via Vico, la principale arteria del quartiere che sfocia nella magnifica Piazza Maggiore.

Il progetto, poi abbandonato, è stato di recente ripreso, e la nascita dell'ArteAtelier è andata in questa direzione.



Situato negli spazi dell'ex ufficio turistico di Piazza (e gli artisti dell'associazione spesso si trovano a svolgerne la funzione per il turista che ancora ne ricorda la presenza), ArteAtelier è uno spazio libero, che vorrebbe essere un luogo d'incontro per una fucina artistica in grado di rivitalizzare Piazza tramite la sua vocazione al turismo culturale.

I più interessanti recenti progetti artistici per la città sono - a mio avviso - nati qui: in primis, la decorazione muralistica dello Scalone Altipiano-Breo (vedi qui) e di altri spazi urbani, ma anche la presenza prestigiosa di Maazit Hailé alla storica MAA 2016 (l'unica grande presenza internazionale).

Ma l'associazione ha anche operato cercando di usare l'arte con una valenza di impegno sociale (vedi qui e qui) e non mancano altri progetti per continuare questa fioritura artistica cittadina ad ampio respiro (vedi qui, ad esempio). Innumerevoli poi le mostre realizzate in sinergia coi caffè di Piazza, dallo spazio d'arte del Bertaina alla saletta Andrea Pozzo dell'Antico Borgo, ove il fotografo Bruno Capellino va organizzando la sua consueta antologia di artisti piazzaioli, "Respiro d'Autunno", che inaugurerà nel pomeriggio del prossimo sabato 17 settembre.




Ora, però, un mesetto fa Sergio Bruno ha accennato all'intenzione di lasciare l'incarico di Presidente (vedi qui), per la necessità di passare il testimone e coinvolgere altri artisti, magari delle nuove leve. Bruno tra l'altro, nella passione politica che lo contraddistingue, è stato il primo a candidarsi a sindaco di Mondovì come l'outsider dell'arte e della cultura, in quella che si preannuncia una campagna elettorale monregalese 2017 eccezionalmente ricca di incognite.

Ho così incontrato Bruno nella cornice dell'Atelier e, dopo una chiacchierata, condivido qui la preoccupazione per il futuro dell'associazione, di cui ora non può più occuparsi. In effetti, credo che la presenza di uno spazio artistico aperto e libero, senza soverchi oneri per gli artisti che ne fanno parte (gli spazi sono messi a disposizione dalla città di Mondovì), centrale nella Mondovì storica (praticamente affaccia sulla Piazza Maggiore) sia un'occasione che la Mondovì dell'arte non debba farsi sfuggire di mano.

A Mondovì, contati a spanne, operano una cinquantina di artisti, senza contare autori di fuori città che gravitano comunque sul monregalese anche in virtù dell'innegabile fascino di Piazza, che a mio avviso, nel cuneese, ha in questo ambito l'unico - e più defilato - concorrente in Saluzzo. A questi bisogna aggiungere l'artigianato artistico, che in Mondovì ha numerose tradizioni (e due musei, a Piazza: Ceramica e Stampa) e che ormai ha poco senso distinguere dalle "belle arti" in forma pura.




Poi anche chi si occupa "in seconda battuta" di arte, come critici, storici dell'arte, recensori (e mi metto nel numero) potranno fare la loro parte: ma a mio avviso è necessario prima un nucleo di autori che forniscano attivamente le "fonti primarie". Ed è anche, in fondo, come ho più volte scritto e come quasi tutti concordano, l'unica vera possibilità per il futuro di tutta Piazza: una rivitalizzazione nel senso del turismo artistico e culturale, che richiede anche più ampi sforzi e sinergie ma non può che partire da una stabile presenza artistico-artigianale nel borgo. Il progetto (anche) di Bruno dagli anni '70 a questa parte, insomma.

Sembra impossibile che, in questo contesto, non si riesca a trovare una quadra, una sinergia per non perdere una risorsa preziosa anche in quanto "a costo zero" per chi ne potrebbe usufruire. Mi auguro quindi che la chiusura dell'Atelier possa essere scongiurata, e l'Atelier possa continuare ad offrirci l'arte che avete visto su questa pagina; magari con, in parallelo, un Sergio Bruno non più presidente ma consigliere, assessore, o - porquoi pas? - Sindaco dell'Arte a Mondovì.






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