Harry Potter - The Cursed Child


LORENZO BARBERIS

Spoiler Alert: leggere prima il libro.

E' uscito di recente il nuovo capitolo di Harry Potter, "La maledizione dell'erede".
L'originale è più forte, "Il bambino maledetto", ed è appropriato, in quanto si può riferire sia ai tre eredi presenti (Scorpius, Albus Severus, e Delphine) che ovviamente ad Harry Potter stesso (che invece non è "un erede": fin da subito, la sua eccezionalità supera quella dei genitori.) o a Cedric Diggory, salvato nel passato e poi nuovamente lasciato morire.



Ovviamente, la bambina maledetta per eccellenza, che appare in copertina, è Delphine detta Delphi, l'Augurey, uccello di cattivo augurio annunciatore di morte, simile a un piccolo avvoltoio, detto anche Fenice Irlandese (e la Fenice era l'animale guida, invece, di Albus Dumbledore). L'uccello magico è contenuto anche nel Libro degli animali fantastici di Harry Potter, recentemente pubblicato, e da cui è stato tratto un film; probabilmente si porrà una connessione tra le due opere, magari tramite la nuova Oscura Profezia evocata da Delphi: “When spares are spared, when time is turned, when unseen children murder their fathers: Then will the Dark Lord return.”

Delphi è la figlia naturale di Voldemort e Bellatrix Lestrange, che dal padre ha ottenuto la capacità di volare, e che il simbolo di copertina lo porta come proprio tatuaggio. Il suo nome rimanda al Delfino, il principe ereditario di Francia, e il soprannome ne sottolinea l'origine oscura: il Serpente dell'oracolo di Delphi, sconfitto da Apollo.

C'è qualche referenza già nell'ultimo romanzo: quando Lucius Malfoy le obietta che lei non ha figli (l'unico lato umano di Lucius è il mettere davanti un culto della famiglia, sia pur altezzoso e nobiliare, a quello per Voldemort) lei risponde: "“If I had sons, I would be glad to give them up to the service of the Dark Lord!”. Potrebbe essere la causa scatenante, che Voldemort potrebbe aver ritenuto un buon piano C, nel caso che anche le Horcrux fallissero. I fan sostengono che V. non potrebbe avere figli, come non-morto, ma non si può escludere qualche concepimento sovrannaturale.


La Rowling sceglie dunque la forma del dramma teatrale, con un Harry quarantenne (mio perfetto coetaneo) alle prese con un figlio ribelle, più mediocre di lui, e che finisce in Serpeverde, diventando amico del figlio di Draco, Scorpius, un serpeverde nerd. Il libro è così molto più breve degli altri volumi, essendo la sceneggiatura teatrale dei tre atti del dramma (che ci sarà ammannito al cinema diviso in Part One e Part Two).

La Rowley gioca a violare una delle poche regole del suo mondo magico, rendendo possibile la costruzione di giratempo potenziate in grado di tornare indietro nel tempo. Così ha modo di rendere le cose più interessanti per i fan, rimettendo in scena Voldemort e l'equilibrio del mondo magico.

Vediamo così il futuro alternativo dove la Figlia di Voldemort regna in Gran Bretagna, su incarico del padre (che anche nel suo precedente regno preferì stare nell'ombra), e ritorniamo sugli eventi cruciali della storia potteriana: il torneo Tremaghi e alla fine l'evento scatenante, il primo scontro tra il piccolo Potter e Voldemort.

Il ciclo di romanzi era basato sul numero sette; questo "ottavo libro", anch'egli un "figlio maledetto del successo" come Albus e l'Augurey, si basa invece sul numero tre: tre giovani eredi, le tre prove del torneo Triwizard, i tre atti, i tre tempi (presente, passato del Tremaghi, passato di Godric Hollow), i tre possibili scenari alternativi (realtà normale, prima modifica, regno dell'Augurey) segnati anche dal triplice ruolo di Hermione (ministro della magia, professoressa di difesa delle arti oscure, leader della resistenza).





L'elemento che ha suscitato più polemiche, in collegamento con lo spettacolo teatrale, è il Blackwashing, la trasmutazione di Hermione Granger in un personaggio di colore. La Rowling, scrittrice idolo della sinistra inglese nonostante il suo enorme successo pop, anche per il simbolismo antifascista di Harry Potter, era preoccupata dal fatto di non avere alcuna figura di colore, che specie per il mercato USA è una limitazione.

Da qui la scelta del Blackwashing, dapprima dichiarando falsamente di aver sempre considerato Hermione nera (qui sopra si vede un passaggio del Prigioniero Di Azkhaban in cui è presentata come bianca), poi sostenendo di farlo per portare all'attenzione del pubblico il problema del Whitewashing, ovvero ruoli neri che vengono affidati ad attori bianchi. In effetti, un problema esistente nella Hollywood anni '50, e oggi in via di risoluzione (studi dimostrano come i canoni della bellezza, dalla classica "bionda mozzafiato" anni '50, si vanno evolvendo su un "modello meticcio", intermedio, tra l'asiatico e l'ispanico, in modo da essere equidistante da ogni spettatore).


Di conseguenza, blackwashing anche per la figlia di Hermione e Ron, Rose Weasley, che è anch'ella integralmente nera (il DNA magico di Ron Weasley è debole e decadente...) e identica alla madre per ambizione e capacità.

Va aggiunto che una Hermione nera avrebbe potuto avere un senso, nell'ampia metafora antirazzista che pervade meticolosamente Harry Potter: ma, attualmente, è una aggiunta a posteriori, utile magari in questa chiave polemica anche a far parlare l'opera di sè.


La Rowling non è nuova a queste operazioni: per quanto riguarda Dumbledore (il Silente italiano) c'era stato, anche qui, un Gay-washing a posteriori, dichiarandolo omosessuale, amante del giovane allievo Grindelwald che perverte il suo principio "For A Greater Good" (un grande potere e il diritto di complottare, ai fini della raison d'etat magica) in un più tranchant "Magick Is Might", a cui aderirà anche Voldemort (e, simbolicamente, rappresenta tutta la Via della Mano Sinistra della magia inglese, capitanata da Alan Moore, dichiarato adoratore del serpente Glicone).

Un gay-washing che però, in questo caso, rendeva più logico il "giovanil errore" di Dumbledore e poteva inserirsi più agevolmente nelle righe dell'opera, ottenendo così anche il prestigioso riconoscimento onorifico del prefetto dell'inquisizione e poi pontefice Joseph Ratzinger, che accusò Harry Potter di devianza per l'implicita educazione alle arti magiche.


Harry Potter è quindi davvero finito? La Rowling dà un'abile risposta, implicita nell'essere andata così avanti col suo personaggio:

I think we’re done. This is the next generation, you know … So, I’m thrilled to see it realized so beautifully but, no, Harry is done now.

Harry è finito, ma c'è la seconda generazione, adesso. Albus, Rose (il blackwashing rimarrà, ci si può scommettere), Scorpio, tre nuovi volti al servizio dell'Ars Obscura.

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