Gentiloni For President


LORENZO BARBERIS

Magari durerà un soffio, ma il nuovo premier incaricato è Paolo Gentiloni. Classe 1954, cursus honorum paradigmatico: educazione montessoriana, liceo Tasso di Roma, poi in Democrazia Proletaria e mille altri gruppuscoli della sinistra del tempo nei '70, ecologista di Legambiente negli '80, portavoce di Rutelli sindaco di Roma nei '90, entra in parlamento negli anni 2000 per la Margherita (lo spostamento al centro è completo: adesso non si muove più) dove acquisisce la prima notorietà presso gli appassionati del calciomercato politico quando presiede la vigilanza RAI. Il salto avviene quando la blogger Mogherini diventa Miss PESC e il Gentiloni dei nuovi anni '10 diviene così ministro degli esteri. Non si muove male, anzi, in uno scenario molto complesso si muove abbastanza bene. L'ISIS lo gratifica del titolo di crociato, al limite lo può essere nel senso (neo)democristiano del termine.

(da qui)


Ma se Gentiloni mi piace è perché è un discendente di Vincenzo Ottorino Gentiloni, dei conti Gentiloni Silveri, Nobili di Filottrano, Cingoli e Macerata. Non è un personaggio del Fantozzi di Paolo Villaggio (anche se con questo nome potrebbe) ma è l'autore del celebre "Patto Gentiloni", con cui Giovanni Giolitti riesce a portare i cattolici nell'area di governo, nel 1912, e con cui ottiene il 51% al Partito Liberale alle elezioni successive, chiudendo il Non Expedit del 1870, la scomunica latae sententiae sul nuovo stato italo-sabaudo che con la Breccia di Porta Pia aveva esautorato il Papa-Re proprio mentre si autoproclamava infallibile.


L'Eptalogo di cui si componeva il patto, e che andava firmato dai nuovi politici cattolici, impegnava a difendere le congregazioni religiose, la scuola privata, l'educazione cattolica comunque anche in quella pubblica, opposizione assoluta al divorzio, più tre punti di generico invito all'equità sociale e alla giustizia, giusto per non sembrare che tutto si riducesse a una contrattazione di privilegi. Che già i mangiapreti dell'epoca, come l'Asino di Podrecca, strepitavano alla restaurazione papista.


Di Gentiloni storico non si trovano praticamente ritratti, foto o altro online (vale a dire: io non li ho trovati). Forse l'unica caricatura è questa in cui Giolitti usa ai suoi fini il baccalà socialista e il pollo cattolico, ma Giolitti qui sembra a una sorta di Mussolini gobbo, il socialista è lontanissimo da Turati, come dovrebbe essere, e quindi chissà se Gentiloni ha quell'aspetto lì Perfino nella satira sulla mangeria preparata al Papa, gli anticlericali dell'Asino lo snobbano, e a fare da cameriere papista ci mettono direttamente Giolitti.



Gentiloni del resto non godette a lungo della vittoria ottenuta col Patto: morì nel 1916. Mi pare giusto che, per celebrarlo, gli si conceda di governare in questo scorcio di 2016 che resta. Ma poi, per il prossimo governo, suggerisco di basarsi direttamente sull'originale: riesumiamo Giolitti che, in fondo, è anche originario di Mondovì. Cosa che, naturalmente, è sempre una garanzia.

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