George Michael - Shoot the dog


LORENZO BARBERIS

Non che io creda alla "maledizione del 2016", però per George Michael morire proprio il giorno di Natale, dopo aver realizzato Last Christmas con gli Wham! sembra proprio una perfida ironia. Vero è che quale popstar di successo non ha realizzato una hit natalizia? La sua era però tra le maggiori.

Nato nel 1963 a Londra, nel 1981 con gli Wham! raggiunge un successo secondo solo ai Duran Duran. Dopo lo scioglimento del gruppo continua la carriera da solista negli anni '90, ma - come appassionato di satira, fumetto, animazione - io lo ricordo soprattutto per il bel video a cartoni animati di feroce satira antimilitarista "Shoot the dog", creato nel 2002, dopo l'11 settembre e la campagna di guerra Infinite Justice di Bush.


Il cartoon è ricchissimo di minuziosi dettagli che lo rendono una satira particolarmente gustosa. Si comincia con un Bush nella stanza ovale che non capisce le spiegazioni dello stato maggiore, che deve ricorrere a un pupazzo fatto con un calzino come per gli special kids delle scuole elementari. Il bello del video è la ricchezza di dettagli: notare lo sprezzante busto di Lincoln (più avanti vedremo anche di sfuggita Ted Roosevelt quando giunge George Michael a integrare la lezione con un balletto) e il mappamondo con gli USA circondati da punti interrogativi.




Il cartoon è molto divertente, ma anche molto radicale: con uno stacco, George Michael diviene i Simpson, bulleggiati da un vicino fastidioso come il suo cane, che dal suo villone mette musica da discoteca fino a tarda notte (come la White House di Bush nella sequenza precedente). "Shoot the dog" assume quindi un significato piuttosto minaccioso, per quanto George Michael gli spari solo con una pistola ad acqua.


Dopo Gerry Halliwell (credo) che cerca di infilarsi a forza nel video, cacciata ignominiosamente, una nuova sequenza con Bush e Blair, trasformato nel suo fedele cane da riporto, con Saddam che per tutta risposta sgancia un nucleare sull'Inghilterra, e precisamente al 10 di Downing Street, tra una spaventata Cherie Blair e un indifferente Tony, che dorme con una benda a stelle strisce sugli occhi e Bush Jr nel letto al suo fianco. Il cane fastidioso che bisogna elminare è quindi Blair stesso, premier inglese asservito all'imperialista americano.


Col ritornello si torna alla situazione Good Puppy: Bush tira la palla, Blair corre a prenderla, ma questa diventa nuovamente un missile che finisce stavolta in casa Simpson (anche l'America è a rischio): alle trasmissioni che parlano della possibile apocalisse nucleare Blair preferisce calcio e gossip sulla monarchia. Nella sequenza sul mondiale c'è poi anche l'arbitro italiano Collina, che fischia il cartellino rosso a Blair che entra in campo portando la palla ovale americana; a Buckingham Palace, invece, George Michael fa passare la corona dalla regina Elisabetta al Principe Carlo (aspetta e spera, Carlo, quindici anni dopo).



Scatta poi l'inevitabile sequenza "mettete i fiori nei vostri cannoni" (notare che qui gli iracheni hanno un arsenale nucleare decisamente superiore, ovviamente solo nel cartoon), quindi George va a trovare una solitaria Cherie Blair (a Downing Street campeggiano non a caso dipinti di crociati / templari).


Nel finale, Blair stacca decisamente l'UK dall'Europa e va a collegarla all'America, dove può ballare un rovente tango/country con Bush (che, comunque, nel finale non ha capito nulla lo stesso, nonostante la "spiegazione a disegnini").

Immagine profetica,  quest'ultima, che si è realizzata quest'anno con la Brexit (e infatti ho citato l'immagine come copertina del mio post sulla Brexit, qui).

Altrettanto profetico, purtroppo, il fatto che Infinite Justice (e ancor più la sua prosecuzione senza foot on ground, le "Primavere Arabe" dell'amministrazione Obama nel 2011) avrebbe prima o poi prodotto le sue conseguenze anche qui da noi.

Insomma, forse George Michael resterà famoso anche per questo divertente videoclip satirico-musicale, che è un perfetto ritratto dei primi anni 2000 fino a qui. Del resto, il destino di George era legato, fin dall'esordio, al fumetto; non solo perché Wham! è una onomatopea di chiara derivazione fumettistica, ma anche per questa serie per Jackie Magazine, che mi segnala Alessio Bilotta di Slowcomix:


Del resto, i fotoromanzi in inglese si chiamano fumettos: si resta sempre in famiglia.

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