Wincent Raca


LORENZO BARBERIS

L'artista digitale Wincent Raca, che ho avuto modo di conoscere per tramite del comune amico Andrea Roccioletti, mi ha fatto omaggio di una sua opera, quella che vedete in copertina. A riprova di ciò, il mio nome appare anche in uno degli elenchi di proprietari di suoi lavori che l'artista ha pubblicato sul suo profilo facebook, https://www.facebook.com/wincentraca, che costituisce la principale vetrina sul suo lavoro.

Vi è anche però un sito Wordpress, disponibile qui: https://wincentraca.wordpress.com/


Ma qual è il senso di questa ricerca?

A quanto spiega lo stesso Wincent Raca sul suo profilo, il lavoro del DEP, Diario di Esperimenti Pittorici, è sviluppato tra il 2012 e il 2015. Egli provò "ad accostare metodi di colorazione e di figurazione diversi, per esplorarne le reazioni",  ma inizialmente non era rivolto al pubblico. In seguito tuttavia Roccioletti lo convinse a esporre parte del materiale sul web; inoltre ad ottobre 2016 emerge questa performance digitale, con cui il DEP viene distribuito gratuitamente a una serie di personaggi del mondo artistico e culturale.


Raca rimane comunque una figura di artista decisamente misteriosa, e non fa molta più luce, comunque, l'intervista di Roccioletti sull'European Art Magazine, qui, in quanto l'artista pare usarla più che altro per comporre nuovamente una performance.



Detto questo, come interpretare la pagina che Raca mi ha inviato, volendo escludere una pura casualità? Si può notare come l'opera sia composta da due pagine di quello che può sembrare un catalogo di libri, una bibliografia di opere dedicate al Web, di cui Raca mi passa i suoi appunti, le sue sottolineature. La prima è un'opera sulle Start-Up, di cui Raca isola parte del nome di uno dei due autori per ricavare la parola: "tremola". Forse un modo per indicare che il nostro sistema economico è in crisi, sta appunto "tremolando"? Difficile a dirsi. Il libro comunque è quello qui sopra, e curiosamente la copertina ha una ambivalenza simile: lo startupper sta per collegare il filo verde delle idee, il filo blu del mistero, oppure ha appena staccato la spina del sistema industriale?


Il secondo passaggio invece è molto collegato, in quanto cita un volume, "Credimi! Sono un bugiardo!" che va a parlare di come manipolare i blog. Il blog in effetti è stato dato a lungo per morto ma sta avendo una seconda giovinezza, non più salvatore dell'internet ma strumento come gli altri, e forse meno polveroso, che so, di un profilo MySpace. Che dire? Se Wincent Raca si prende la briga di manipolarmi (e manipolarci) sono onorato, è un segno che l'art blogging conta qualcosa, smuove di un epsilon piccolo a piacere le coscienze.


La seconda pagina è rovesciata (già nell'originale? sarebbe bellissimo) e le sottolineature di Raca, in modo ambiguo, evidenziano la necessità di "vendere tutto" (si parla di Amazon, ma è il turbocapitalismo in generale) e i cinque segreti del business di Zuckerberg (e qui si può collegare al discorso dei blog, in quanto il blog nell'era dei social funziona necessariamente in collegamento perlomeno al proprio profilo).

Insomma, un lavoro interessante, a tratti criptico, ma forse proprio per questo ricco di stimoli e di riflessioni sulla contemporaneità dell'arte. E chiudo riportando uno degli ultimi "fumetti d'arte" di Roccioletti, che mi è molto piaciuto.





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