Guerra psichica



LORENZO BARBERIS

Attenzione: possibili spoiler.

Guerra Psichica è una interessante graphic novel italiana di fantascienza, pubblicata da Zap! Edizioni, con i testi di Matteo Raimondi e i disegni di Daniele Nicotra.

Raimondi è laureato in filosofia e in qualche modo si sente, perché il presupposto meramente fantascientifico, che rimanda a un cyberpunk di annata, viene sviluppato sviscerandone in vari punti implicazioni psicologiche e, soprattutto, metafisiche piuttosto interessanti. 




La copertina fa pensare soprattutto a un fumetto bellico di ambientazione post-apocalittica, e certo in gran parte è così, ma questo aspetto non esaurisce del tutto l'opera, come lascia intendere il titolo (guerra, ma psichica) e il logo alla Blade Runner.

Come chiarisce bene l'introduzione di  Silvestro Nicolaci: “tutte le guerre sono psichiche”, e oggi quest'affermazione è ancora più vera. "Prima di essere fisiche, prima di essere strategiche, sono emotive, nervose, estenuanti e chi non è pronto crolla psicologicamente prima ancora che fisicamente" spiega Nicolaci. 



Vengono in mente modelli seminali come Fanteria nello spazio (1959) di Heinlein - il libro, più che il film caciarone di Verhoeven nei '90 - e il ciclo filmico di Alien (1979), ma anche serie televisive recenti come Black Mirror, che nell'ultima, terza stagione ha dedicato un episodio anche al tema di una guerra futuribile. Non manca nemmeno, in sottofondo, una classica citazione al 2001 kubrickiano (1968), da cui l'opera è per contro abbastanza distante.

Nel fumetto italiano, questo genere è stato recentemente sviluppato da una serie Bonelli come Orfani (2013) che ha riportato in auge il filone qui da noi, e prima ancora Nathan Never (1992) che ha sempre coniugato cyberpunk e fantascienza d'azione; oppure, sempre negli anni '90, Hammer (1995), che si caratterizzava però per la presenza di una certa ironia.



Comunque sia, l'approccio di Raimondi e Nicotra è autonomo da tutti questi modelli, e declina a suo modo i consueti topoi del genere.

L'impostazione di tavola è piuttosto variata, e ricorre a una prevalenza tagli orizzontali su una griglia alternamente a tre/quattro strisce, intervallati da frequenti splash page che, visivamente, ho trovato il maggior punto di forza dell'albo.

La trama è sviluppata in un cyberpunk action molto classico, la cui cupezza è resa dai disegni a contrasti netti, bianco e nero, unita a una efficace dinamicità. I disegni di Nicotra hanno un tratto molto preciso, unito a una certa durezza che ben si sposa alla crudezza della storia. 

La vicenda di avventura spaziale, tradizionale ma ben congegnata, si apre a un finale decisamente più sperimentale anche sotto il profilo visivo, che ricorda molti "finali a sorpresa" della SF classica, di Brown e Bradbury.

Il tutto è declinato in un registro decisamente tragico e angoscioso, senza elementi di alleggerimento tipici del fumetto popolare, in un'opera che si vuole chiaramente di fantascienza rivolta ad un pubblico adulto (nel senso nobile del termine).



Insomma, un fumetto indubbiamente interessante per gli appassionati del genere, che potranno trovare qui una declinazione a tratti molto riflessiva dei grandi temi della science fiction.

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