Poet-o-Matic



LORENZO BARBERIS.

Andrea Roccioletti, bravo artista torinese, ha creato un suo nuovo sito dedicato a un poeta automatico, un altro capitolo della sua ricerca sul tema del rapporto tra uomo e macchina:

http://ilpoetautomatico.blogspot.it/

Il sito è interessante perché, con uno stile poetico "moderno", piuttosto spezzato, crea poesie abbastanza credibili. Da notare che questo post è "Generatore automatico di poesie di G.C.", misterioso poeta di cui verrebbe ipoteticamente imitato lo stile. Magari, in futuro Roccioletti creerà altri generatori di poesia.

L'idea è abbastanza sfruttata, ma non ci sono mai abbastanza poeti robot. Anzi, direi che la forma di poesia che ha più senso oggi è l'esperimento di far creare poesia ai robot.

Il mio preferito è http://pentametron.com/, per il bel calembour del nome e per l'essenzialità della macchina compilativa: trova dei pentametri perfetti su twitter con un algoritmo e li monta in sonetti.


Del resto già il Barocco, nella persona del fossanese Emanuele Tesauro, aveva ambito a creare un meccanismo per creare infinite metafore poeticamente perfette, il Cannocchiale Aristotelico (1650).


Il robot scrivano di Droz, nel '700, invece mima l'atto meccanico di scrivere, solo per dichiarare "Non penso / quindi non sarò mai", mentre "Il piccolo Bardo" (1955) di Asimov compone fiabe casualizzate (un influsso degli studi di Propp?) e giunge alla fine a sognare un happy ending per lui (poco happy per gli umani).

L'idea del robo-poeta è poi presente nel Pendolo di Foucault (1988), dove Belbo, Casaubon, Diotallevi programmano il computer Abulafia per generare poesie casualizzate, prima di riprogrammarlo in modo da produrre un Piano Esoterico.



Le avventure a fumetti di un Poet-Bot un po' alla Bender di Matt Groening si trovano anche qui:

http://www.savagechickens.com/category/cartoons/poet-bot

Se invece, seguendo Eco, voleste generare un Piano Esoterico degno di questo nome, perché non rivolgersi direttamente a Lovecraft, che di cospirazioni demoniache se ne intende:

http://www.creativestoke.org.uk/lovecraft/index.html

Ma l'esperimento poetico è forse quello più interessante: la poesia in fondo è, in una concezione crociana, l'espressione più alta dell'animo umano, ma in realtà è la prima a cadere, specie (ma non solo) nella concezione contemporanea ispirata in vario grado all'ermetismo, che - come opera aperta - chiede al lettore di completare le sue inferenze.

Di questa - eccessiva? - comodità della cripticità poetica non si giovano solo i poeti ermetici (che, criticava il Flora, finiranno per declamare poesie di un solo evocativo verso/verbo all'infinito: "Sognare!" e la folla, estatica, applaude), ma anche i robopoeti futuristi e futuribili.

Fino a che il Poetobot non resterà l'ultimo dei poeti.

(Depero, Robot-marinaretto)

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