Zigymunt Bauman, il Postmoderno Liquido.


LORENZO BARBERIS

Scompare, a 91 anni, il sociologo polacco di origine ebraica Zygmunt Bauman (1925-2017). Marxista di formazione, Bauman insegnò in Inghilterra, a Leeds, dal 1971 al 1990, studiando in particolare il rapporto tra modernità e totalitarismo. Divenne però famoso soprattutto per lo studio sul passaggio tra età moderna e postmoderna, identificando la prima nella solidità, la seconda nella liquidità, intesa come assenza di riferimenti, una fluidità negativa. Il termine appare nell'opera del 2000, Liquid Modernity, e ha una fortuna alimentata anche dall'autore, che coniugò questo concetto di successo in tutti i suoi libri successivi, quasi sempre con copertine che riprendono questo concetto di liquidità.



Liquid Love (2003) analizza come le relazioni stesse diventino liquide in una società liquida:  "La solitudine genera insicurezza, ma altrettanto fa la relazione sentimentale. In una relazione, puoi sentirti insicuro quanto saresti senza di essa, o anche peggio. Cambiano solo i nomi che dai alla tua ansia".


Liquid Life (2005) amplifica i concetti già presenti nelle due opere precedenti, vincolandoli ancor di più alla fortunata formula di società liquida, a intendersi sempre come priva di struttura: «Una società può essere definita ‘liquido-moderna’ se le situazioni in cui agiscono gli uomini si modificano prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini e procedure. La vita liquida, come la società liquida, non è in grado di conservare la propria forma o di tenersi in rotta a lungo.»



In Liquid Fear (2006) Bauman mette in evidenza un elemento presente già nelle precedenti riflessioni: la liquidità genera paura, la società liquida è ancora, nel complesso, legata a un benessere consumistico, ma la Paura è sempre più il fulcro delle relazioni politiche, sociali, personali. Su questo forse va data una certa abilità a Bauman di cogliere i segnali prima della crisi del 2007 (crack Lemhan Brothers) che porterà a una sempre maggiore sensazione di instabilità, col ritorno in grande stile dei populismi che ora, dieci anni dopo, stanno prendendo il potere.


Man mano che il mondo che ha disegnato si realizza, il concetto di Bauman acquisisce un successo sempre maggiore. Le Lettere Liquide (2010) analizzano altri aspetti minori che vengono resi liquidi dalla trasmutazione sociale in corso, ma il capitolo decisivo di questa riflessione è "Sorveglianza Liquida" (2014).


Alla crescita della paura corrisponde la crescita della sorveglianza, ma anche questa si fa liquida, passa per la volontaria e volenterosa cessione di privacy tramite i social network, una sorveglianza che possiede un numero abnorme di dati su ogni sorvegliato, spesso senza alcuna conseguenza se non in potenza. "Oggi i professionisti del controllo sono molto diversi dai sorveglianti vecchio stile che vigilavano sulla monotonia di una routine vincolante. Piuttosto, si dedicano a dare la caccia agli schemi estremamente volatili dei desideri e dei comportamenti ispirati da quei desideri."


In mezzo, due riflessioni sul consumismo: Consuming life (2007) e  Does ethics have a chance in a world of consumers? (2008), dove la risposta retorica appare chiaramente propendere verso il no.

Intanto fiorivano le riprese: ad esempio il CESNUR torinese, applicando il concetto di Bauman allo studio dei culti religiosi nel postmoderno, parla anche di una religiosità liquida (ne scrissi qui nel 2011).

Io, nel mio piccolo, ipotizzavo qui una critica liquida, più per scherzo che altro.


Si giunge così a uno Stato di crisi (2014) permanente: la crisi economica è legata a una finanza internazionale turbocapitalistica ed evanescente, un nemico di classe impalpabile e potente, cui si accompagna la sfiducia globale verso lo stato, la politica, la società, le istituzioni. Il punto di arrivo è Babel (2015), la babele apocalittica che Bauman presentò anche a Cuneo, nello stesso 2015: ne scrissi qui.

Personalmente ho coltivato ancor più altri autori, Umberto Eco in primis. Ma nella Babele Postmoderna, nella Metropolis langhiana che ci circonda, Bauman è comunque una guida preziosa ed utile. Prima che il postmoderno liquido ci sommerga del tutto.



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