Todorov


LORENZO BARBERIS

Dopo Bauman, scompare un altro grande maestro della cultura occidentale, Tzvetan Todorov.
A Todorov ci sono affezionato, perché è il pilastro delle teorie narratologiche che, senza troppo zelo ma nemmeno un rifiuto radicale, insegno ormai da quasi vent'anni nelle scuole superiori di ogni ordine e grado.

Nato a Sofia nel 1939, nel 1963 Todorov lascia la Bulgaria per Parigi, dove ventiquattrenne studia con Roland Barthes, e nel 1965 codifica i formalisti russi del Novecento, da Vladimir Propp in poi. Ottiene una cattedra a Yale, poi torna in Francia. La scuola, sorta dal 1915 al 1930 (in parallelo alla Rivoluzione russa, ma prima dell'appiattimento stalinista) rivoluziona il modo di pensare la letteratura, e lui più di tutti lo divulga e lo media all'Occidente.

Le complesse funzioni di Propp sono ricondotte in un meccanismo di Equilibrio / Rottura dell'Equilibrio / restaurazione dell'Equilibrio che è la base oggi di ogni narrazione hollywoodiana in senso lato.



Le teorie gli fruttano una cattedra americana a Yale, nel cruciale biennio 1967-68; torna poi in Francia dove codifica La letteratura fantastica, base della moderna teoria dei generi che vede opporsi i due filoni del Realismo e del Fantastico, con relativi sottogeneri. Il realismo è precisato nei suoi filoni storico, sociale, psicologico, evoluzioni storiche che però divengono anche correnti e filoni diversi; il fantastico fino allora dismesso è esplorato nei suoi vari reconditi meandri, dalla fiaba al gotico, dal fantasy alla fantascienza.


Con La conquista dell'America (1982) inizia lo scivolamento verso temi storico-sociali più che letterari, una parte del suo lavoro che ho seguito meno (e trovato in generale, almeno personalmente, meno illuminante).  In ogni caso, qui l'analisi è molto lucida nel riconoscere lo schema europeo Distruzione del Diverso / Assimilazione del Pari grado: se riconosciuta inferiore, la civiltà opposta va distrutta; se ritenuta di pari livello, va assimilata e quindi comunque cancellata nella sua essenza.

Negli anni a venire indagherà Le deviazioni dei lumi (1990), Il nuovo disordine mondiale (2003), e anche La letteratura in pericolo (2008). All'illuminismo in particolare dedicherà studi, volti a indagarne lo Spirito autentico (2007) e La pittura dei lumi (2014), dopo aver esaminato in particolare Goya.


La bellezza salverà il mondo (2010) insomma: l'illuminismo intrinseco nella civiltà delle immagini (la scrittura illustrata è in fondo Illuminated) è per Todorov la migliore difesa contro i fondamentalismi, contro La paura dei barbari (2009) che continua ad assalirci.



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