Mondovì A Colori


LORENZO BARBERIS

Culminata il 19 aprile, con l'incontro di Mondovì Piazza, presso l'Antico Palazzo di Città (sede del governo cittadino fino all'Ottocento, forse non a caso...) la prima fase dell'intensa campagna elettorale di Stefano Tarolli, il candidato sindaco monregalese del centrosinistra. La serata è dedicata al rione ma, per la sua oggettiva importanza di centro storico, costituisce anche il coronamento di questa prima fase capillare di incontri. Quelli che seguono sono i miei appunti sulla serata; resto naturalmente a disposizione per correggere eventuali imprecisioni nella sintesi.

Tarolli parte subito citando la vicina eccellenza nelle Sette Sorelle del cuneese, Saluzzo, molto simile a Mondovì per ricchezza del patrimonio culturale, ma la cui amministrazione - di centrosinistra - è stata più capace di attrarre fondi europei (Tarolli cita questo articolo della Stampa). Mondovì è invece - per ammissione della stessa maggioranza uscente di centrodestra (vedi qui) - "città spenta", non in grado di offrire un progetto forte, nemmeno a fronte del recente lancio di un fondo di due milioni di euro per un Progetto Faro finanziato dalla Fondazione CRC (vedi qui le proposte emerse).
Tarolli presenta quindi invece l'idea della città sua e di Mondovì a Colori, che personalmente trovo credibile, e che cerca di essere un mix di visione ampia e concretezza operativa. La visione è evidente fin dal logo, che riprende in una scala semaforica (verde: intervento immediato; giallo, intervento a medio termine; rosso: intervento a lungo termine) tre livelli di intervento, in termini di tempo e di impegno.


Il decalogo della Mondovì a Colori.


Al primo posto Tarolli pone il tema del lavoro, con l'idea di lanciare un Mini-New Deal tramite incentivi economici in grado di favorire lo sviluppo di piccoli-medi insediamenti professionali e commerciali. Tarolli si dichiara consapevole che tale argomento è prioritariamente di competenza nazionale, ma ritiene che il momento storico richieda un particolare sforzo al proposito.

Il tema centrale del precedente candidato del centrosinistra nel 2012, Paolo Magnino (che si ricandida al fianco di Tarolli, come l'altro consigliere uscente del centrosinistra civico, Giovanni Gambera), resta come secondo tema portante: la revisione del piano regolatore, sovradimensionato, di cui la maggioranza uscente non ha saputo offrire una revisione, ma solo linee guida astratte (vedi qui). Il piano 2004, che prevedeva una possibile crescita da circa 22.000 a 29.000 abitanti, si è rivelato sovra-dimensionato secondo tutte le forze politiche, che oggi auspicano una sua riduzione.

Tarolli ha qui buon gioco a sottolineare come, fino alla scorsa tornata elettorale inclusa, il centrodestra uscente (che, in varie formule, governa dal 1998) ha sempre sostenuto questa linea di intensa crescita edilizia: la posizione attuale del centrodestra diviso è quindi in questo caso un ripensamento, sia per il troncone più a destra, sia per quello più centrista. Il tema della riduzione di cemento e del ripensamento degli spazi vuoti (vedi quanto ne scrivevo qui) è già a mio avviso parte del tema della riflessione su Mondovì città d'arte, che diviene centrale nei punti successivi, dove Tarolli mette al centro il progetto culturale della città.


La bella locandina dell'incontro sui "Vuoti a perdere" della città, qualche anno fa.

Il punto tre riguarda infatti la modernizzazione della presenza istituzionale di Mondovì sul web, con un migliore uso delle nuove tecnologie e dei social per la promozione; ciò si sposa con il punto quattro, relativo alla creazione di una sola cabina di regia, un Ente Comunale Manifestazioni, finora non esistente, e il punto cinque, la creazione di un super-assessorato alla cultura, che unifichi le varie funzioni sinergiche di turismo, cultura, manifestazioni e sport, cui è dedicato il punto sei, dove Tarolli sottolinea il progetto di creare un asse dello sport tra Ferrone e Altipiano, unificando integrando e valorizzando (anche tramite apposita segnalazione) la ricca offerta sportiva presente (vedi le due dettagliate mappe sottostanti). Al di là delle singole articolazioni del progetto, emerge l'idea centrale di una presenza sportiva interna, non esterna-periferica alla città stessa. Centrale a tale proposito l'istituzione di un assessore a Finanziamento e Bandi, in grado di intercettare in misura maggiore possibile i necessari fondi europei, e rendere possibili i progetti più ambiziosi.



L'asse dello sport di Tarolli sui Piani, tra Altipiano e Ferrone.

Dopo questo terzo blocco che offre una visione sinergica sulla promozione cittadina (riconducendo comunque anche all'idea della revisione edilizia e del mini new-deal), Tarolli affronta il tema dell'Ospedale (7), per cui si dichiara pronto a spendersi appieno per difenderne le prerogative di Ospedale Cardine (privo, ad esempio, per ora di risonanza magnetica); e quindi affronta il tema spinoso dell'immigrazione e soprattutto del flusso dei profughi (8) con un certo equilibrio tra sicurezza e accoglienza, proponendo come centrale il tema del passaggio a un sistema SPRAR, di gestione pubblica e non più in mano ai privati come ora, con tre CAS. In una fase di transizione, Tarolli propugna un passaggio al sistema misto adottato ad esempio dal centrosinistra ad Ormea, per ottenere maggior controllo sulla gestione dei profughi inviati dal prefetto. Tarolli rivendica infine un cambiamento di stile nell'assegnazione delle nomine di sua pertinenza in fondazioni bancari ed enti, tramite l'istituzione di una Commissione Nomine in grado di vagliare i curricola, in modo da operare la scelta sulla base di titoli certificati.




Passando a parlare più specificamente di Mondovì Piazza, Tarolli ritorna a trattare del tema dei contenitori vuoti del rione (da sempre oggetto di studi da parte del centrosinistra monregalese, come scrivevo qui). Emergono alcune idee forti, improntate tutte a una netta valorizzazione culturale: l'estensione del Museo della Stampa in Museo del Libro; la Biblioteca all'ex Tribunale, anche come presidio di una presenza architettonica forte, l'ex collegio gesuita della città (tra l'altro con il più vasto ciclo di meridiane storiche esistente, realizzato per fini scientifici nel '700). E anche l'idea di un recupero del Teatro Sociale come polo dedicato al teatro e alla musica, idea già anticipata durante la recente serata Luigi Tenco, di cui ho scritto qui: progetti belli, impegnativi, che richiedono appunto quel lavoro di ricerca fondi di cui Tarolli ha parlato diffusamente.



(Il progetto per Piazza e la Cittadella sul Municipio, nel ricordo di Mondovì medaglia della Resistenza)

Il sogno più ardito è quello che riguarda la Cittadella, evidenziata in un blu che ne indica l'eccezionalità a livello cittadino. L'idea generale è un recupero impegnativo, idealmente col ritorno del Politecnico, preziosa presenza universitaria, ma comunque una rilettura del luogo come "città nella città", piccola Acropoli da vivere da parte dei cittadini, con presenze/presidio come un caffè, magari un bed & breakfast,e un generale ritorno dello spazio alla città vissuta. A tale proposito, su sei possibili ipotesi che si diramano dalla stella a sei punte della cittadella, Tarolli intende indire un referendum consultivo sulla "filosofia" da seguire, in un'ottica appunto partecipativa.



Insomma, un programma che personalmente trovo validamente strutturato, sostenuto da una persona che può credibilmente sostenerlo: Stefano Tarolli è, paradossalmente, il candidato sindaco più giovane (l'unico ancora nei suoi trent'anni) e quello con maggiore esperienza amministrativa (è da un decennio in consiglio comunale). La partita è ovviamente tutta da giocare, ma è aperta, anche a causa della spaccatura apertasi nel centrodestra dell'amministrazione uscente. Benché all'opposizione, il centrosinistra civico ha ultimamente tallonato da vicino il centrodestra, fino all'ultimo ballottaggio, nel 2012, finito 52% a 48% (vedi qui; su una città come Mondovì, si gioca sullo spostamento di duecento voti).  In ogni caso, a mio avviso, un'occasione preziosa per riunire quella metà della città, e costruire un centrosinistra civico a forte connotazione culturale: ciò di cui Mondovì, indubbiamente, ha bisogno.

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