Aqualung



LORENZO BARBERIS

I recenti premi Micheluzzi 2017 sono stati un'occasione, come al solito, per scoprire fumetti nuovi e rivederne qualcuno già conosciuto. Ad esempio Aqualung, che ha vinto la categoria dei webcomic, che l'anno scorso era stata vinta da Viva e vegeta, altra serie del progetto Wilder.


Aqualung, sceneggiato da Jacopo Paliaga e disegnato da French Carlomagno, ha vinto con questa seconda stagione, che riprende e amplia i temi della prima.

La storia (che potete leggere, gratuitamente, qui) non fa riferimento al celeberrimo album dei Jethro Tull (1971) ma direttamente al significato originale del termine, letteralmente "polmone acquatico", ovvero il respiratore dei sub.



Non si tratta però propriamente nemmeno di questo, ma di un polmone artificiale che tiene in vita la giovane protagonista, integrato nella di lei cassa toracica, permettendole profonde escursioni sottomarine che verranno utili nella storia.

Tuttavia il riferimento all'acqua sussiste, perché la ragazza e il padre scienziato vivono in un paesino sulla costa del mare, e il "polmone acquatico", volendo, torna vero in un secondo senso, con riferimento al tema del mistero genericamente "lovecraftiano" che i protagonisti si trovano ad affrontare.

La parte fantastico/fantascientifica è però alternata in modo equilibrato con le vicende personali, legate soprattutto alla protagonista adolescente e il suo rapporto inevitabilmente tumultuoso col padre e con la nuova compagna dello stesso, che gestisce un pub nel paese.


 Per certi versi, la partenza da un blando tema acquatico-lovecraftiano fa venire in mente un altro bel webcomic di poco precedente, Harpun di Masi/Rossi Edrighi, che comunque condivide solo quest'affinità con Aqualung, che ha poi molti altri elementi diversi e uno sviluppo differente.

L'impostazione delle tavole di Aqualung privilegia, come spesso il webcomic, uno sviluppo della tavola con una sola vignetta in orizzontale, che funziona particolarmente bene nella fruizione "a scorrimento verticale", dove la tavola di fumetto perde il suo significato in favore dello scroll ("in scroll we trust", aveva come sottotitolo la prima webzine di Makkox ed altri, Core Ingrapho).

Ci troviamo di fronte così al prevalere di una sorta di schermo cinematografico, o meglio ancora di uno schermo televisivo in 16:9, che accentua il parallelo con le nuove serie tv, a loro volta molto "cinematografiche". A ciò si aggiunga la struttura a stagioni ed episodi, ormai consolidata nel nuovo fumetto seriale italiano (introdotta, come autorevolezza, nei primi anni 2000, da John Doe), e l'uso del colore rispetto al bianco e nero, che sul web non presuppone costi per quanto concerne la stampa.

L'uso del "taglio orizzontale" non è esclusivo di Aqualung e non è esclusivo del webcomic, e lo stesso Aqualung adotta talvolta altre soluzioni; ma indubbiamente il fumetto online ha spinto in favore di questa impostazione, che forse non a caso troviamo spesso in fumetti cartacei come Orfani che, in Bonelli, ha ripreso questa diffusione della stagionalità e del colore.


Per contro, lo stesso concetto di Splash Page, che nel fumetto cartaceo ha spesso segnato l'eccezionalità, viene qui a perdersi, divenendo spesso semplicemente un "modulo orizzontale" più lungo (e la dilatazione non è quindi tanto spaziale, come nel fumetto cartaceo, ma temporale). Di nuovo, aspetti comuni al webcomic in generale, ma che si evidenziano in questa recensione perché in Aqualung appaiono in modo evidente, e usati con una notevole consapevolezza.

In un certo senso, provocatoriamente potremmo dire che questo "scroll verticale a base orizzontale" potrebbe divenire una nuova "gabbia bonelliana" del fumetto italiano online, ma questo solo un altro po' di tempo potrà dirlo. Sicuramente, è una impostazione comunque più libera, e Aqualung lo dimostra (per quanto ci siano capitoli come il secondo episodio, "Mostri", che sfrutta integralmente l'espediente).

Altro aspetto interessante è che il colore, di cui dicevamo prima, non è legato a particolari limiti di stampa, né ha più il carattere eccezionale, meraviglioso (con, nel passato, alcune ingenuità...) che ha nel fumetto italiano seriale "realistico". Per cui la scelta può andare, come qui, nel senso di una valenza espressiva: colore, ma colore spesso cupo, emotivo, in un prevalere dei toni del blu (ovvi, dato l'ambiente marino) con macchie di colore che contrappuntano, spesso il rosso.

Lo stesso disegno, al di là dell'indubbia bravura di Carlomagno, sembra essere efficace nella scelta di una semplificazione del segno, un realismo meno granitico di quello cui ci ha abituati una parte della tradizione italiana. Può incidere con la scelta di un pubblico anche più giovanile, cui sembra far pensare anche la declinazione della trama in modo non troppo truce, nonostante lo spunto lovecraftiano e, comunque, momenti di tensione efficace (ma mai un vero splatter, complice appunto la sintesi del segno). Ma è anche, forse, l'esigenza di tavole, quelle online, che non possono richiedere ciascuna di essere osservate nel dettaglio, pena un affaticamento maggiore del lettore.

A differenza di quanto ipotizzato da un pioniere assoluto del medium webcomic come Scott McCloud, Aqualung e altri webcomics italiani restano comunque molto "fumettistici" nell'assenza di elementi animati, link o comunque "spurii" rispetto al canone storico. Anche lo scroll è usato in modo minuzioso, efficace ma non eccessivamente "effettistico" (meno di Scott McCloud, ma anche meno di Makkox, ad esempio).

Insomma, un fumetto valido in sé, ma anche rappresentativo delle potenzialità di questo nuovo medium che si sta definendo, ma anche della declinazione italiana del webcomic. Un ambito che, indubbiamente, sarà anche la sfida critica futura conoscere e interpretare.


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