I giardini artificiali


LORENZO BARBERIS

Una agile ma elegante plaquette celebra una nuova mostra del progetto CuNeoGotico, il piano triennale di rilancio della cultura e del turismo cuneese ormai concluso nel suo nucleo centrale (2013-2016) ma che prosegue con iniziative meno sistematiche, ma volte a tenere in vita la fiamma gotica suscitata in quella gloriosa stagione a metà di questi anni '10 che vanno verso la loro conclusione.


(Santo Tomaino: "Il giardino”, 1995, olio su tela, 266x440 cm)

Nume tutelare di questa nuova esposizione un pictor optimus del calibro di Santo Tomaino (vedi qui) con la curatela di Enzo Biffi Gentili, direttore del MIAAO, ideatore e curatore di questa rinascenza cuneogotica. Il titolo della mostra, naturalmente, omaggia Charles Baudelaire, grande mentore francese del "gothico" ottocentesco, che indubbiamente espanse i suoi sottili influssi anche qui da noi. I suoi Paradisi artificiali (1860) indagano con precisione gli effetti delle varie sostanze psicotrope in voga, e Paradesha è "giardino", con poi particolare riferimento nella nostra cultura al primordiale Giardino edenico, il Paradiso Terrestre.


Cornice della mostra il Castello di Racconigi, una eccellenza cuneese già valorizzata dal progetto, qui nella foto di Andrea Mucelli che ne fa risaltare la profonda radice gotica delle serre da un certo eclettismo di fondo. Residenza sabauda in un luogo associato dai piemontesi alla follia, il castello di Racconigi ha infatti un vasto giardino regolare, hortus conclusus che ben si associa al tema della mostra.


Santo Tomaino, “Iris bianchi per Racconigi”, 2017, olio su tela, 30,5x49,5 cm.

Racconigi stessa ritorna in quadri di Tomaino, come questo, mentre una sinergia col Muses, il museo dei profumi sorto a Savigliano (di cui scrissi a suo tempo qui) offre all'evento un tappeto olfattivo che sarebbe stato caro ai decadenti e ai simbolisti, che sulla scorta di padre Baudelaire fecero della sinestesia olfattivo-visiva uno dei loro cardini programmatici.

Del resto, già "Le camere oscure" (2014), appuntamento programmatico di rilievo del progetto, aveva visto la presenza di una vasta sezione che indagava "Le foreste ansiose", tema cardine dello spirito gotico da quando (ma anche prima, certo) Dante Alighieri si avventura pellegrino nella selva oscura, in una discesa agli inferi che si concluderà con l'ascesa al Paradiso Celeste per tramite, appunto, del Paradiso Terrestre stesso.


Raoul Dal Molin Ferenzona, “Bosco”, 1930, gessetto nero, 12.2x16.5 cm. img Poggio Bracciolini Casa d'Aste, Firenze.


Pregevolissima al solito, come già detto, la piccola plaquette a cura di Undesign, che utilizza xilografie decorative di Paolo Antonio Paschetto (1885-1963) a corredo dei testi di Riccardo Vitale, direttore del complesso monumentale racconigiano, dell'architetto Mauro Rabino e ovviamente del mentore dell'intero progetto, il professor Enzo Biffi Gentili.

Insomma una preziosa chiosa al progetto CuNeoGotico che ci auguriamo davvero non resti isolata, una piccola gemma che però collegata al resto del progetto lo integra e ne innova liminalmente il senso: foreste di simboli, che ci fissano con sguardi familiari.


Info

La mostra sarà visitabile fino al 25 giugno. Aperture (mattino con orario 10.30-13.30; pomeriggio con orario 14.30-18.30): 1 giugno, pomeriggio; 2-3-4 giugno, mattino e pomeriggio; 9 giugno, pomeriggio; 10-11 giugno, mattino e pomeriggio. A partire da giovedì 15 giugno sarà aperta dal giovedì alla domenica, mattino e pomeriggio.

CASTELLO DI RACCONIGI
Piazza Carlo Alberto – via Morosini 1 12035 Racconigi CN
Tel +39 0172 840 05-845 95 – pm-pie.racconigi@beniculturali.it – racconigi.prenotazioni@beniculturali.it

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